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| 01 mar 2022 | 20:55

La sanità trentina al top per percorso materno infantile e per garanzia delle cure domiciliari. Confindustria: ''L’alleanza tra pubblico e privato cruciale''

I risultati emergono da uno studio pubblicato dalla Scuola superiore di Sant'Anna di Pisa. Roberto Busato, direttore generale di Confindustria Trento: "La collaborazione tra pubblico e privato è una ricchezza, che va sempre più orientata al buon funzionamento della sanità territoriale, all’efficienza e all’eccellenza nell’esclusivo interesse dei cittadini"

di Redazione

TRENTO. Al top nel percorso materno infantile, così come in alcuni aspetti dell'assistenza alle cronicità e nella garanzia delle cure domiciliari. Questo lo studio pubblicato a metà gennaio dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa

"Un risultato reso possibile dalle sinergie tra il settore pubblico e il settore privato: un mix di energie che meritano di essere messe a fattore tanto più in una fase storica contraddistinta da un’emergenza perdurante, per garantire ai cittadini l’accesso a un sistema sanitario di qualità", spiega la Sezione “Sanità e cura della persona” di Confindustria Trento.

 

“La sanità privata trentina è una filiera molto articolata ed evoluta - spiega Roberto Busatodirettore generale di Confindustria Trento - che non comprende solo le case di cura, ma anche i centri diagnostici, gli studi odontoiatrici, le farmacie, le aziende produttrici di dispositivi biomedicali e le strutture termali".

 

Negli anni Confindustria ha voluto riunire tutte queste realtà per favorire il coordinamento delle strategie di sviluppo e il dialogo con tutti gli stakeholder del territorio. "Noi tutti siamo convinti che la sanità pubblica debba essere patrimonio di comunità attraverso la garanzia di cure, servizi e assistenza di qualità. Allo stesso tempo - prosegue il direttore generale - siamo convinti che la presenza di strutture private sia oggi indispensabile per dare supporto e per integrare in modo flessibile, a seconda della necessità, la sanità pubblica. La collaborazione tra pubblico e privato è una ricchezza, che va sempre più orientata al buon funzionamento della sanità territoriale, all’efficienza e all’eccellenza nell’esclusivo interesse dei cittadini".

 

Le strutture sanitarie del privato accreditate erogano servizi nell’ambito della sanità pubblica per cercare di contribuire a garantire una risposta veloce e di qualità: il cittadino riceve appuntamento nella prima struttura disponibile, indipendentemente che sia pubblica o privata accreditata. In questo contesto, i budget annuali stabiliti dalla Provincia per le strutture private non sono “contributi” o “finanziamenti”, ma remunerazioni per le prestazioni erogate per conto dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

"Questa sinergia fino a oggi - dice Confindustria - ha consentito non solo di ampliare la capacità di risposta alle esigenze dei pazienti, ma anche di risparmiare risorse, in quanto le strutture private utilizzano direttamente propri spazi, proprio personale e proprie attrezzature".

 

Il posizionamento della sanità trentina potrebbe ulteriormente migliorare in relazione agli indicatori per i quali il sistema trentino appare più affaticato: come, per esempio, quello relativo al numero dei posti letto. Ma i budget, evidenziano gli industriali, sono sempre più risicati e c'è la necessità di investire ulteriormente sulla sanità pubblica e provata: risorse stanziate in questi settori non sono costi ma investimenti.

 

"Non c’è competizione tra sanità privata e sanità pubblica. Noi e i nostri collaboratori - conclude Giovanni Baiardo, presidente della Sezione sanità e cura della Persona di Confindustria Trento - lavoriamo in un’ottica di completamento dell’irrinunciabile servizio garantito dalle strutture provinciali adattando le nostre organizzazioni alle esigenze che di volta in volta ci vengono presentate. Le risorse destinate al privato non sono risorse sottratte al pubblico e gli standard assistenziali indicati dal Servizio sanitario provinciale vengono garantiti attraverso costanti investimenti in strutture, tecnologie e innovazione, ancora una volta finalizzati alla migliore presa in carico del paziente. In questi anni pesantemente segnati dal Covid, abbiamo dato un costante supporto, anche su attività che inizialmente non erano state previste negli accordi di collaborazione. Ma siamo stati pronti a fare la nostra parte con senso di responsabilità. Per questo crediamo sarebbe opportuno continuare a ragionare sulle modalità più adeguate per rafforzare un modello che si è dimostrato indispensabile anche nelle gravissime difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria".

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