Le imprese a Cinque cerchi dell'Alto Adige: ''Le Olimpiadi valgono almeno 50 milioni. Nonostante Covid l'export tiene per questi settori in cui siamo leader mondiali''
Sono una cinquantina le imprese altoatesine specializzate nel settore degli sport invernali e complessivamente occupano circa 2 mila addetti: l’export annuale è di circa 300 milioni di euro e la stima è che quasi un quarto del Pil altoatesino è generato in maniera diretta o indiretta dall’industria e dal turismo invernale. Assoimprenditori Alto Adige: "Persone e innovazione fanno la differenza"

BOLZANO. "E' un settore di nicchia ma assolutamente trainante per la provincia di Bolzano". Queste le parole di Josef Negri, direttore di Assoimprenditori dell'Alto Adige. "E' difficile e delicato quantificare le ricadute anche perché l'evento è ancora fresco ma solo per le tecnologie ci si aggira tra i 50 e i 100 milioni di euro. Poi ci sono tanti altri aspetti e dettagli da considerare, come l'occupazione piuttosto che il ritorno d'immagine, che ora è ancora complicato da valutare".
Le Olimpiadi invernali si sono rivelate, ancora una volta, una manifestazione strategica per l'economia delle aziende altoatesine: i sistemi di innevamento sono targati Technoalpin, i mezzi battipista invece sono griffate da Prinoth e quelli per il ghiaccio da Engo, le viti per l'impianto di slittino sono firmate Rothoblass. Le seggiovie sono invece di Doppelmayr, realtà austriaca ma con una sede operativa anche a Lana (Qui articolo).
"Nonostante le difficoltà causate dall'emergenza Covid che condiziona le forniture - dice Negri - le nostre aziende sono riuscite a portare a termine in modo brillante gli obiettivi e hanno garantito il massimo dell'efficienza con un grande senso di programmazione. Le ripercussioni dettate dall'epidemia sono evidenti sull'economia ma l'export ha tenuto meglio rispetto agli altri territori proprio perché siamo leader riconosciuti a livello internazionale in determinati settori, considerati di nicchia, ma che portano un grosso contributo in termini di esportazioni e di indotto".
I Giochi a cinque cerchi di Pechino sono stati possibile per i circa 400 generatori e 7 sale macchine e stazioni di pompaggio installati da Tecnhoalpin, azienda che si è aggiudicata tutti i bandi, mentre la battitura delle piste per le gare di sci alpino è stata affidata invece alla Prinoth, impresa che orbita nel gruppo Leitner di Vipiteno: oltre 50 i mezzi in pista con un accordo di esclusiva.
E poi il ghiaccio è affare di Engo, società di Varna nel portafoglio del gruppo Technoalpin, con circa 15 mezzi nei due impianti individuati per il pattinaggio artistico e per lo short track. L'impianto per lo slittino ha richiesto l'utilizzo di oltre 300 mila pezzi di viteria della Rothoblaas. Un territorio piccolissimo che per il settore è un assoluto e indiscusso gigante.
C'è poi da calcolare il ritorno d'immagine: "E' una grandissima responsabilità. Da Dubai a New York: adesso ci conoscono tutti", ha spiegato a Il Dolomiti Michael Mayr, responsabile per Technoalpin dell'innevamento alle Olimpiadi invernali di Pechino (Qui articolo). "L'Alto Adige è considerato un'eccellenza nel settore della tecnologia alpina - dice Negri - un territorio che punta sempre all'innovazione in tutti i comparti: la Leitner, per esempio, è molto impegnata nel sviluppare soluzioni adatte per il trasporto urbano. Una capacità di analizzare mercato e scenari che porta a lanciare in Nuova Zelanda la prima seggiovia a 8 posti ma anche a implementare un sistema composto da 7 impianti e 24 chilometri nell'area metropolitana di città del Messico che rende le funivie un mezzo di trasporto pubblico, così come ideare e brevettare ConnX, una nuova soluzione tecnologica "ibrida" che permette alla cabina di diventare un veicolo autonomo per gli spostamenti urbani".
L’istituto altoatesino di statistica Astat nel terzo trimestre 2021 ha certificato esportazioni da 1.403,5 milioni di euro verso circa 170 Paesi con una crescita verso gli Stati dell’Unione Europea del +7,9% e un +22% l'extra Ue. Dati che testimoniano una vocazione internazionale con una produttività in linea con le regioni economicamente più avanzate. Sono una cinquantina le imprese altoatesine specializzate nel settore degli sport invernali e complessivamente occupano circa 2 mila addetti: l’export annuale, segnalato nel 2018, è di circa 300 milioni di euro e la stima è che quasi un quarto del Pil altoatesino è generato in maniera diretta o indiretta dall’industria e dal turismo invernale.
"La forza è nella gestione familiare - aggiunge il direttore di Assoimprenditori di Bolzano - aziende radicate che sentono e vivono il territorio: queste imprese sono poi capaci di calarsi nei contesti europei e mondiali. Questo è un tratto distintivo: c'è la crisi innescata da Covid ma non si è perso terreno sul fronte dell'export perché in questi settori abbiamo diverse eccellenze che producono tecnologie difficilmente sostituibili. La possibilità di essere leader in questi comparti, considerati di nicchia, è una grandissima fortuna".
Nonostante un biennio complicato tra lockdown e restrizioni, molte incertezze nei prossimi mesi legati agli effetti della crisi e del caro bollette e costi energetici, le aziende altoatesine si confermano vitali, un valore aggiunto per il tessuto sociale e per l'economia provinciale.
"In 50 anni queste aziende che hanno strappato i contratti per le Olimpiadi sono cresciute in maniera incredibile e le ricadute sul territorio sono forti. Il segreto? Le persone: lavoriamo con dedizione, passione e visione. Questo ci contraddistingue e si aggiunge poi una fortissima tensione all'innovazione", conclude Negri.














