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| 08 lug 2022 | 19:36

Niente Co2 per le bevande gasate, l'allarme di Acqua Pejo: ''Produzione garantita ancora per qualche giorno. E' un problema enorme''

Una situazione legata al costo dell'energia che non rende conveniente produrre l'anidride carbonica per il settore alimentare. Samuele Pontisso, amministratore delegato di Acqua Pejo: "Momento complesso: c'è crisi nella produzione di Co2 e ci troviamo nella morsa dei costi di gestione. La plastica per le bottigliette aumentata del 140% e le bollette sono triplicate"

TRENTO. "Non abbiamo ancora bloccato la produzione di acqua frizzante ma c'è molta incertezza: abbiamo in magazzino anidride carbonica fino ai primi giorni della prossima settimana". A dirlo Samuele Pontisso, amministratore delegato di Acqua Pejo. "La speranza è quella di ricevere una consegna, seppur piccola, nel corso delle prossime ore. Ma in generale si monitora la situazione ora per ora per capire l'evoluzione del mercato".

 

A lanciare l'allarme è stata Sant'Anna, l'azienda di Vinadio a Cuneo ha dovuto fermare le linee dell'acqua gasata perché l'anidride carbonica è diventata introvabile. "E' un problema enorme - spiega Pontisso - anche i nostri fornitori ci hanno spiegato che non conviene in questo momento proseguire nella produzione di Co2 e c'è stata la rottura della catena. Non ci siamo ancora fermati e abbiamo recuperato un carico modesto di materia ma ormai siamo agli sgoccioli".

 

Un campanello d'allarme era suonato anche a fine del 2021, soprattutto nel Regno Unito, ma in Italia questa criticità era stata tamponata. Questa volta invece la crisi sembra più profonda. "Inizialmente - dice Pontisso - abbiamo preso le comunicazioni più come mossa speculativa. Il mercato, complice il grande caldo, si muove bene e siamo nel pieno della stagione.  Per questo abbiamo pensato più a un modo per alzare i prezzi. Invece gli impianti dei fornitori che producono anidride carbonica a Ravenna sono fermi ormai da alcune settimane e ora c'è una stretta sulle quantità residue che abbiamo a disposizione nei magazzini. Non abbiamo ancora bloccato la catena, però la situazione è veramente incerta: fino ai primi giorni della prossima settimana riusciamo a garantire la produzione e speriamo che arrivi una consegna nelle prossime ore per continuare a mantenere la linea operativa". 

 

Acqua frizzante e bibite gassate rischiano di diventare merce rara durante questa estate, ma il problema della carenza di anidride carbonica interessa svariati settori alimentari, compresa l'industria dolciaria. A incidere sulla produzione di Co2 sono l'aumento dei costi energetici e le difficoltà nei trasporti. Dopo il duro colpo assestato dall'emergenza Covid tra lockdown e restrizioni che hanno chiuso o limitato il settore Ho.Re.Ca., il comparto dell'acqua è ripartito ma si è trovato a fare i conti con l'impennata delle materie prime.

 

"E' un periodo veramente difficile: abbiamo assorbito in qualche modo la riduzione dei volumi del 2020 e del 2021 - continua l'amministratore delegato di Acqua Pejo - adesso il mercato risponde bene ma ci troviamo nella morsa dei costi di gestione: la plastica per bottigliette è aumentata del 140% e le bollette dell'energia elettrica sono triplicate. Le realtà come le nostre sono particolarmente energivore. Subiamo una dinamica che erode i margini perché è difficile ritoccare i listini prezzi dei nostri prodotti".

 

Il rischio è quello di dover tamponare il tracollo di vendita dell'acqua frizzante. "Un prodotto che pesa per il 30/35% della produzione. Il consumatore potrebbe trovarsi costretto a bere quella naturale ma il passaggio non è banale. Inoltre questa situazione può creare qualche attrito o incomprensione con i clienti. Ma questa crisi di anidride carbonica viene subita, anche dalle aziende. Un momento complesso che passa un po' in silenzio ma ci vorrebbe un intervento della politica". conclude Pontisso.  

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