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| 09 lug 2022 | 11:46

Niente Co2 per le bevande gasate, Surgiva del gruppo Lunelli: ''Situazione di mercato tesa legata all'aumento dei costi dell'energia''

Il vice presidente del marchio Surgiva, Alessandro Lunelli: "E' sicuramente una produzione importante quella dell'acqua frizzante e per ora non abbiamo grandi problemi all'orizzonte, anche se le verifiche sono costanti: siamo fiduciosi di superare anche questo momento"

TRENTO. "E' una situazione molto tesa e c'è una difficoltà nell'approvvigionarsi di anidride carbonica". Queste le parole di Alessandro Lunelli, vice presidente del marchio Surgiva del Gruppo Lunelli. "Il nostro fornitore ci ha rassicurato e riteniamo quindi di poter continuare la produzione ma sicuramente si respira una forte incertezza sul fronte dell'acqua frizzante".

 

L'anidride carbonica è finita o quasi e le aziende iniziano a interrogarsi sulla pianificazione (Qui articolo). "L'aumento dei costi energetici - spiega Lunelli - rende poco interessante produrre Co2 e molti fornitori hanno bloccato gli impianti. Il nostro cliente ci ha assicurato le consegne e siamo in fase di verifica delle giacenze e delle scorte. Fortunatamente si consuma più acqua naturale rispetto a quella frizzante ma sarebbe comunque un altro colpo da assorbire in un contesto difficile".

 

C'è un po' di difficoltà e la speranza è quella che la situazione si possa normalizzare, ma la crisi di anidride carbonica lascia irrequieti i produttori che rischiano di non poter garantire le consegne nei supermercati o agli attori del settore Ho.Re.Ca. L'acqua frizzante in casa Surgiva pesa per il 40% circa del fatturato. "Il nostro marchio punta sull'eleganza e sull'esclusività - aggiunge il vice presidente di Surgiva - quindi una classe merceologica che si inserisce in un segmento determinato e ricercato. Questo ci consente di affrontare determinate situazioni con maggior serenità, anche se il contesto rimane un po' incerto". 

 

Non è la prima volta che l'anidride carbonica per uso alimentare scarseggia. A incidere sulla produzione di Co2 questa volta sono l'aumento dei costi energetici e le difficoltà nei trasporti. Dopo le incertezze dettate dall'emergenza Covid tra lockdown restrizioni che hanno chiuso o limitato il settore Ho.Re.Ca., anche il comparto dell'acqua è ripartito ma si è trovato, infatti, a fare i conti con l'impennata delle materie prime.

 

"Il mercato è in forte ripresa - dice Lunelli - un aumento importante della domanda, anche per la Surgiva 'mossa', una variante leggermente frizzante che i consumatori apprezzano sempre di più. Ma più che la crisi dell'anidride carbonica, che è una dinamica repentina, preoccupa nel complesso l'impennata delle materie prime e in particolare tutto quello che riguarda il packaging dell'acqua: vetro, carta e cartone hanno avuto crescite esponenziali. Sono soprattutto queste voci di gestione che impongono riflessioni e continue scelte per contenere le spese".

 

La maggior parte delle acque frizzanti che si trovano in commercio è costituita da acqua minerale addizionata di anidride carbonica mediante un processo chiamato carbonazione. Processo che si usa anche per le altre bevande gassate. La Co2 viene usata anche in molti altri settori dell'industria alimentare. "E' sicuramente una produzione strategica anche per noi ma per ora non abbiamo grandi problemi, anche se le verifiche sono costanti: siamo fiduciosi di superare anche questo momento", conclude Lunelli.

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