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| 16 ott 2022 | 08:46

Caro energia, i bar: ''Energia triplicata e tra affitti, mutui e tasse non c'è liquidità. Molte aziende non riescono a pagare le bollette: il settore è in ginocchio''

La presidente dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino, Fabia Roman: "Si naviga a vista ma la vista non è bella. E non basta un'estate positiva: si è lavorato per pagare l'aria condizionata e adesso che bisogna accendere i riscaldamenti si lavora per il gas: si rischia il collasso"

TRENTO. "Tante aziende non riescono a pagare le bollette. Non c'è la forza sufficiente tra mutui, affitti, tasse o costi dell'energia". Queste le parole a Il Dolomiti di Fabia Roman, presidente dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino. "E' un momento veramente difficile: non si possono mettere in campo promozioni perché ci sono rincari anche sulle materie prime e non si riesce proprio a trovare una via di uscita". 

 

Il rialzo dei prezzi dell'energia mette a dura prova i comparti produttivi e le famiglie, bar e ristoranti devono poi, giocoforza, fare anche i conti con un calo dei consumi dei clienti. E si alza così un grido d'allarme dal settore dei pubblici esercizi, un comparto che cerca di ridisegnarsi per risparmiare ma si trova spalle al muro.

 

"Si lavora in perdita e nell'ansia - aggiunge Roman - difficile gestire i costi dell'energia: se c'è la possibilità i macchinari vengono spenti, ma molti devono restare in funzione. Si cerca di modulare gli orari per chiudere in quelle fasce di scarsa affluenza ma il rischio è quello di perdere incassi, così come clientela sul lungo periodo. Alcune aziende preferiscono abbassare la saracinesca e aspettare che passi questa situazione complicata. La coperta è corta, si prova a ottimizzare tutto e si abbassano le lampadine ma così decade il servizio e l'ambiente diventa meno accogliente". 

 

La presidente dei pubblici esercizi non nasconde una certa preoccupazione per un settore in forte sofferenza. "Sono arrivate bollette con costi triplicati rispetto all'anno scorso - evidenzia Roman - alcune sono aumentate di cinque volte tanto. Ci sono aziende strutturate che riescono in qualche modo a reggere, ma tantissime realtà medie e piccole che faticano tantissimo nell'affrontare questo periodo. Già oggi il saldo tra nuove aperture e chiusure è negativo, la prossima primavera si rischia di pagare un conto salatissimo: gran parte dei bar sono in ginocchio".

 

Usciti dal lockdown e dalle limitazioni imposte per fronteggiare l'emergenza Covid, i bar affrontano ora il caro energia e materie prime. "E' il settore tra i più colpiti dalle varie crisi", spiega la presidente dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino. "Nella scorsa primavera sono ripartite tutte le scadenze: affitti, rate delle tasse e, soprattutto, mutui. Si aggiungono queste bollette pesanti e non c'è più la possibilità da parte di Dolomiti Energia di rateizzare i pagamenti. A fronte di questa situazione molti esercenti hanno sospeso i tutto in attesa che ci sia l'insediamento del nuovo governo e di capire i sostegni in arrivo per potersi organizzare. Alcuni si sono indebitati e in generale la liquidità si è azzerata. Inoltre è più difficile ottenere aiuti dalle banche perché il settore è stato catalogato come a rischio".

 

C'è il rischio di appiattire la qualità pur di sopravvivere con ricadute sui livelli del servizio. E sono inevitabili alcuni ritocchi ai listini prezzi. "Sono piccole briciole - continua Roman - per cercare un equilibrio. E non basta un'estate positiva: si è lavorato per pagare l'aria condizionata e adesso che bisogna accendere i riscaldamenti si lavora per il gas. Non c'è modo di bilanciare questa situazione, l'unica alternativa sarebbe quella di chiudere con danni alle città ma anche anche al personale che verrebbe lasciato a casa".

 

Il comparto dei pubblici esercizi fa suonare più di un campanello d'allarme, il sistema che in Trentino occupa circa 15 mila addetti si dichiara vicino al collasso. "Il credito d'imposta è stato portato dal 15% al 30% ma chiediamo di avere il coraggio di arrivare al 50% almeno. Serve una nuova moratoria sui mutui e che ci siano risposte da parte del governo centrale e dall'Europa. Ci rendiamo conto che la Provincia da sola possa fare poco ma speriamo che si riesca ad aprire una trattativa con Roma per tenere l'energia idroelettrica sul territorio, potrebbe aiutarci a uscire dalla crisi. Oggi si naviga a vista e la vista non è tra le migliori", conclude Roman.

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