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| 02 ott 2022 | 16:26

Oltre 500 dipendenti di 45 nazionalità diverse. Movitrento festeggia i 35(7) anni: tutto era cominciato da un gruppo di lavoratori cassaintegrati e poi licenziati

Oggi la festa per ricordare la nascita nel 1985. Da quel Natale trascorso dentro i cancelli della fabbrica che li aveva messi alla porta, vittime di una crisi industriale che aveva colpito tutto il Trentino, e specialmente la Vallagarina senza alcuna esperienza se non quella di lavorare gli pneumatici, alcuni dipendenti hanno deciso di deporre le bandiere e i megafoni e di cominciare una nuova vita lavorativa.

di Redazione

ROVERETO. "Movitrento ha avuto un ruolo importantissimo per la coesione sociale ed economica testimone della volontà di fare squadra. Nelle difficoltà ci sono opportunità, e Movitrento lo ha dimostrato. Andare oltre il contingente, innovare, formarsi. Un laboratorio per tutto il comparto".  Questo ha affermato il presidente della Cooperazione trentina Roberto Simoni durante la cerimonia di ''compleanno'' di Movitrento moderna cooperativa di lavoro con sede a Rovereto che dà lavoro a 500 dipendenti di 45 nazionalità diverse nata nel 1985 ma che non ha potuto festeggiare i 35 anni di attività per l'emergenza Covid. E allora ecco che la festa è stata fatta in questi giorni.

 

L'azienda è un esempio di integrazione organizzativa non da poco, una sorta di laboratorio continuo di condivisione e integrazione tra diverse culture e consuetudini di vita ma è anche una sfida vinta, oggi esibita con orgoglio dagli amministratori e dai soci lavoratori (circa 200) che alla Sala inCooperazione di via Segantini a Trento hanno ricordato i 35 anni di attività, attraverso testimonianze dal vivo e in video.

 

Monica Baggia, assessora comunale di Trento, ha affermato che "in un momento di grande emergenza la Cooperazione è un soggetto che consente di mantenere insieme questa comunità che rischia la disgregazione". La storia - raccontata anche in un libro di Alberto Ianes edito dalla Fondazione don Guetti - spiega bene come da un gruppo di lavoratori cassaintegrati (e poi licenziati) di una azienda del gruppo Marangoni si è arrivati ad oggi. Da quel Natale trascorso dentro i cancelli della fabbrica che li aveva messi alla porta, vittime di una crisi industriale che aveva colpito tutto il Trentino, e specialmente la Vallagarina. E così, senza alcuna esperienza se non quella di lavorare gli pneumatici, alcuni dipendenti hanno deciso di deporre le bandiere e i megafoni e di cominciare una nuova vita lavorativa.

 

"Con l'appoggio del sindaco Renzo Michelini (democristiano ndr) e molta buona volontà - racconta oggi uno dei fondatori, Osvaldo Salvetti, classe 1953, allora consigliere comunale di Democrazia proletaria  - abbiamo preso il nostro primo lavoro, il recupero della ex discarica dei Lavini di Marco, per farne un parco e un biotopo. Così è nata Ecolcoop''. Marina Castaldo, oggi presidente, allora aveva seguito la vicenda come impiegata della Cgil.  Qualche anno più tardi quegli ex lavoratori sono anche tornati alla Marangoni, ma da "imprenditori di sé stessi", soci lavoratori della cooperativa che aveva vinto un appalto di alcune lavorazioni. Una soddisfazione. 

 

Ormai la Ecolcoop era diventata una realtà consolidata, attiva in molti campi anche attraverso i lavori socialmente utili affidati dal Progettone. "Più avanti, attorno agli anni 2004-5 - racconta la presidente Marina Castaldo - ci siamo immaginati un futuro di espansione ed abbiamo cercato alleanze. L'abbiamo trovata nella cooperativa di logistica Clo di Milano, che a sua volta stava esplorando il mercato trentino. Una collaborazione importante, con la mediazione del Consorzio Lavoro Ambiente, che ha dato vita in seguito all'attuale Movitrento, polo della logistica e della movimentazione merci, e attiva in vari campi, dalla custodia e portierato, alle pulizie industriali". E la storia certo non si ferma qui, continua.

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