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| 08 giu 2022 | 18:31

Riforma del Progettone, presidio dei lavoratori e dei sindacati: ''Deve mantenere la funzione sociale: non si cambia sulla pelle dei più deboli''

I lavoratori e le lavoratrici del Progettone con i sindacati sono scesi in piazza Dante: "La priorità non deve essere ricollocare sul mercato del lavoro chi transita in questo sistema quanto tutelare le persone più fragili". Una delegazione ha incontrato i capigruppo di maggioranza e opposizione. Presenti anche il presidente Kaswalder e anche l’assessore Spinelli con la Pat che si è impegnata a convocare le parti sociali

di Redazione

TRENTO. "Il Progettone deve mantenere la funzione sociale per cui è nato e non va snaturato". A dirlo i sindacati Cgil, Cisl e Uil con Maurizio Zabbeni, Michele Bezzi e Walter Alotti e le categorie Flai, Fai e Uila, con Moreno Marighetti, Katia Negri e Fulvio Giaimo. "La priorità non deve essere ricollocare sul mercato del lavoro chi transita in questo sistema quanto tutelare le persone più fragili".

 

In ballo c'è la riforma del Progettone con un braccio di ferro tra parti sociali e sindacati. I sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono che sia inserita in legge una clausola sociale esplicita per tutelare le lavoratrici e i lavoratori di questo ambito in eventuali passaggi tra soggetti incaricati. La volontà è quella di garantire una sorta di continuità occupazionale degli addetti in caso di cambio di affidamento e il reinserimento nella misura se la ricollocazione sul mercato del lavoro dovesse fallire.

 

Oggi, mercoledì 8 giugno, c'è stato un presidio in piazza Dante per manifestare preoccupazione e chiedere attenzione sul comparto. C'è margine per migliorare e ottimizzare il Progettone, ma senza snaturare la sua funzione.  

Una delegazione insieme ai sindacati ha incontrato anche i capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione. All’incontro erano presenti il presidente Kaswalder e anche l’assessore Achille Spinelli. "Nessun pregiudizio sulla ricollocazione e siamo favorevoli al fatto che tutti vengano formati e incentivati a questo scopo", spiegano Cgil, Cisl e Uil, Flai, Fai e Uila. "Bisogna però guardare in faccia la realtà e avere consapevolezza del fatto che non tutti potranno trovare una occupazione sul mercato ordinario". 

I sindacati chiedono garanzie adeguate affinché nessuno sia lasciato solo. Preoccupazioni raccolte dai consiglieri provinciali. "In primis non va snaturata la valenza sociale di questo strumento", ribadiscono le parti sociali che pretendono l'inserimento nella norma della clausola sociale. "Fino a oggi ha funzionato un sistema di affidamento diretto del servizio a cooperative e terzo settore. In futuro non potrà più essere così, dunque i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori andranno tutelati".

Il testo della riforma voluta dalla Giunta provinciale arriverà in Aula entro la fine del mese, ma potrebbe anche slittare a settembre e sui contenuti sindacati e lavoratori vogliono garanzie precise. Altra questione su cui c’è massima attenzione è l’individuazione condivisa dei profili che potranno essere inseriti nel Progettone. Fino a oggi il sistema si è retto su uno schema condiviso a tre, Provincia, sindacati e imprese.

 

"E così deve continuare a essere per quanto riguarda regole di ingresso nel Progettone: anni dalla pensione, tipo di contratto offerto, diritti ai lavoratori", aggiungono Zabbeni, Bezzi e Alotti, Marighetti, Negri e Giaimo. "Chiediamo che la legge preveda nero su bianco una vera e propria intesa tra imprenditori, sindacati e Provincia".

 

C'è poi il nodo delle risorse. "L’intera riforma rischia di finire in una bolla di sapone se la Giunta non stanzierà le risorse necessarie a farla funzionare. In pratica i percorsi di ricollocazione e riqualificazione dovranno essere adeguatamente finanziati con risorse certe. Senza stanziamenti il Progettone non può funzionare. Così però ci rimettono i lavoratori più deboli, ma anche la nostra comunità a cui questo strumento ha garantito una tenuta sociale anche nei momenti più complessi. Senza dimenticare quanto fatto in termini di beni pubblici", concludono Zabbeni, Bezzi e Alotti, Marighetti, Negri e Giaimo.

 

Al termine del breve confronto l’assessore Spinelli si è impegnato a convocare i sindacati nel corso della prossima settimana.

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