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"Rischiamo di spegnere i nostri forni", l'allarme dei panificatori trentini. Bonafini: "Blocco delle importazioni? Pericolo di indisponibilità di farina''

L'Associazione panificatori del Trentino ha lanciato la campagna di mobilitazione “Forni spenti?” per chiedere interventi immediati per ridurre gli oneri fiscali e tagli ai costi energetici. Bonafini: "Anche se le ragioni degli aumenti di materie prime ed energia riguardano anche dinamiche geopolitiche internazionali, non è più possibile rimanere in silenzio"

Di F.C. - 19 marzo 2022 - 09:49

TRENTO. Forni spenti?” non è soltanto la campagna di mobilitazione dell’Associazione panificatori del Trentino, ma anche un grido d’allarme: a causa di aumenti insostenibili, in assenza di interventi incisivi da parte delle istituzioni, le imprese rischiano di interrompere la produzione, addirittura arrivando a spegnere i forni delle imprese della panificazione.

 

“Abbiamo ritenuto importante dare un segnale forte e immediato – dichiara il presidente dell’Associazione panificatori della provincia di Trento Emanuele Bonafini – anche se le ragioni degli aumenti hanno origini molto complesse che riguardano dinamiche geopolitiche internazionali, non è più possibile rimanere in silenzio ed è quindi giusto chiedere alla politica interventi immediati per ridurre gli oneri fiscali e affinché i costi energetici vengano tagliati”.

 

I rincari esorbitanti di materie prime ed energia stanno mettendo a dura prova la sostenibilità economica di molte aziende del settore: per richiedere interventi concreti a tutela del patrimonio culturale e imprenditoriale territoriale rappresentato dal mondo della panificazione trentina, l’associazione presenta una campagna di mobilitazione e sensibilizzazione rivolta all’opinione pubblica e alle istituzioni del Trentino.

 

 

 

Aumenti di energia e materie prime

 

In questo lungo periodo di pandemia, riporta l’associazione, “la capacità di spesa media delle famiglie italiane è diminuita e la ripresa dei consumi purtroppo appare ancora lenta, con prospettive incerte, anche a causa dei recenti conflitti internazionali”.

 

Un punto cruciale di questa situazione è stato sicuramente l’inizio delle operazioni militari tra Russia e Ucraina che porta, tra i tanti effetti collaterali, “l’aumento del prezzo del grano, visto che i due paesi insieme rappresentano infatti quasi un terzo del commercio mondiale e, in prospettiva, anche di tutti i prodotti che ne derivano come il pane e la pasta". In aggiunta, "il blocco delle importazioni da Russia, Ucraina e Kazakistan, le recenti decisioni di alcuni governi quali Ungheria e Moldavia di stoppare tutte le esportazioni di cereali per garantire il fabbisogno nazionale, hanno drasticamente ridotto le quote disponibili sia di mais che di grano, causando non solo aumenti fortissimi dei prezzi di acquisto ma, ciò che è ancor più grave, il rischio di indisponibilità di farina per la panificazione”.

 

Negli ultimi mesi si sta assistendo inoltre a un aumento insostenibile dei costi dell’energia, che impatta sul funzionamento di macchine e forni dei panifici e “una forte spinta al rialzo delle materie prime, costi aggiuntivi che impattano anche il doppio o il triplo rispetto a quanto sostenuto negli anni scorsi e che riguardano le nostre imprese ma anche le famiglie, provocando un ulteriore aggravio nei bilanci familiari e una conseguente stretta sui consumi, anche di pane”. 

 

Le imprese della panificazione, già occupate in una difficile ripresa a seguito della pandemia, si trovano ora dunque a dover contrastare un incremento fuori controllo dei costi di gas, energia elettrica e materie prime, che “costringe i panifici ad aumentare i prezzi del pane o, addirittura, a spegnere i forni, con conseguenti ricadute occupazionali. Ricordiamo che le nostre aziende occupano, nel complesso, circa 800 addetti (cifra che può superare anche le mille unità in periodo turistico)”.

 

Perciò, sostiene l’associazione, “non sappiamo ancora se questa situazione sarà temporanea o permanente ma è necessario impegnarsi a trovare soluzioni immediate a questi problemi, disegnando strategie di lungo periodo per ridurre le nostre vulnerabilità”.

 

A fronte di tale drammatica situazione “le nostre imprese chiedono con forza alle istituzioni l’adozione di misure urgenti per contenere i costi energetici e assicurare la disponibilità di grano e materie prime, a salvaguardia della tenuta occupazionale. Diversamente diventa sempre più a rischio la produzione di un alimento primario come il pane”.

 

 

I dati

 

L’Associazione panificatori trentini ha raccolto i dati, sotto diverse voci, per confrontare i rincari dal 2019.

 

Benzina - raffronto anni 2019-2022 prezzi finali comprensivi di Iva e Accise 

 

18/3/2019 1,55400 Euro al litro
18/3/2020 1,49659 Euro al litro
18/3/2021 1,57877 Euro al litro
14/3/2022 2,18458 Euro al litro (+40,575% dal 2019)

 

Gpl - raffronto anni 2019-2022 prezzi finali comprensivi di Iva e Accise

 

18/3/2019 0,65603 Euro al litro
18/3/2020 0,61660 Euro al litro
18/3/2021 0,66055 Euro al litro
14/3/2022 0,87067 Euro al litro (+32,718% dal 2019)

 

Gasolio riscaldamento - raffronto anni 2019-2022 prezzi finali comprensivi di Iva e Accise

 

18/3/2019 1,30734 Euro al litro
18/3/2020 1,16886 Euro al litro
18/3/2021 1,25250 Euro al litro
14/3/2022 1,82080 Euro al litro (+39,275% dal 2019)

Fonte MISE https://dgsaie.mise.gov.it/prezzi-settimanali-carburanti?rid=894

 

Energia elettrica - Condizioni economiche per i clienti del Servizio di maggior tutela 

 

Quota energia (Euro al Chilowattora) ottobre 2016 F1 0,06884 Euro
Quota energia (Euro al Chilowattora) agosto 2021 F1 0,12483 Euro
Quota energia (Euro al Chilowattora) gennaio 2022 F1 0,39904 Euro (+479,663% dal 2016)

Fonte Arera https://www.arera.it/it/dati/condec.htm

 

Frumento tenero panificabile superiore, Prezzi Medi Mensili (Euro/tonnellata)

 

Gennaio 2018: 199 Euro/tonnellata
Gennaio 2019: 228 Euro/tonnellata
Gennaio 2020: 217 Euro/tonnellata
Gennaio 2021: 230 Euro/tonnellata
Gennaio 2022: 334 Euro/tonnellata
Marzo 2022 387 Euro/tonnellata (+94,47% dal 2019)

Fonte CCIAA Milano https://teseo.clal.it/?section=conf_cereali

 

 

Sondaggio stagione invernale 2021/2022

 

A sostegno di quanto dibattuto durante la conferenza stampa, presso l’auditorium della sede di Confcommercio Trentino, si rileva come secondo un sondaggio inviato dall’Associazione Panificatori alle imprese associate a inizio anno, per tracciare un primo bilancio della stagione invernale 2021/2022, i costi per l’energia - luce e gas (+ 353% in provincia di Trento, + 395% nel resto d’Italia) - le materie prime alimentari e l’adeguamento ai protocolli Covid19 (per esempio mascherine, igienizzante, termometri) preoccupano e hanno un impatto negativo per il il 40% degli imprenditori intervistati.

 

La metà delle imprese del settore ritengono inoltre che, a causa dell’impennata dei costi, sia necessario pensare a un aumento dei prezzi del pane, sebbene minimale, con la preoccupazione tuttavia di perdere clientela e mercato. I dati raccolti mostrano inoltre come nelle valli turistiche la percezione positiva dell’andamento della stagione invernale sia maggiore, vista la presenza dei turisti per le festività natalizie e gli sport invernali, rispetto ad alcune zone a vocazione meno turistica.

 

 

Le iniziative della Federazione nazionale

 

Anche Fippa, la federazione nazionale delle imprese di panificazione e pasticceria, si è attivata per segnalare lo stato di allerta in cui si trova la categoria.

 

“Agli incrementi dei costi energetici - dichiara Fippa - si aggiunge la preoccupazione per la crisi delle materie prime indispensabili alla produzione del pane e dei prodotti da forno che stanno scontando non soltanto aumenti di costo senza precedenti, ma la cui disponibilità stessa oggi è messa a rischio. In particolare, si sta delineando la possibilità concreta di una gravissima carenza di grano tenero, la cui produzione mondiale è coperta per oltre il 30% dalle coltivazioni di Russia e Ucraina materia prima per le farine da panificazione e pasticceria, e tale, se non adeguatamente affrontata, da rendere problematica anche la regolare produzione giornaliera di un prodotto di primaria importanza economica e sociale quale è il pane fresco”.

 

La Federazione italiana panificatori e le Organizzazioni dei lavoratori Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, quali organizzazioni storicamente e numericamente maggiormente rappresentative del settore, hanno inviato al ministro delle Attività produttive Giancarlo Giorgetti un appello affinché vengano in primo luogo assicurate la continuità senza interruzioni delle forniture energetiche indispensabili all’attività di panificazione, nonché la disponibilità delle materie prime, farine di grano tenero in primo luogo, che consentano di garantire in modo continuativo la produzione giornaliera di pane fresco, primo e indispensabile alimento delle famiglie italiane.

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