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Ristoratori, oltre il 70% ha 'ritoccato' il prezzo del menù: "Dopo 26 mesi siamo tornati alla normalità. Guardiamo al futuro con ottimismo"

L’Associazione ristoratori del Trentino riporta che le imprese stanno subendo rincari intorno al 10%, mentre la stima della revisione dei listini è del +2% per non pesare eccessivamente sulla clientela: "Stiamo assistendo a un cambio di abitudini epocale. Offerta della ristorazione? Forse destinata a polarizzarsi attorno al mercato funzionale ed esperienziale. Molta fiducia per il concerto di Vasco Rossi"

Di Francesca Cristoforetti - 03 maggio 2022 - 17:45

TRENTO. "Nonostante alcune criticità che ostacolano una ripresa piena, la guerra e soprattutto i rincari delle materie prime, direi che i ristoratori guardano con ottimismo ai prossimi mesi. Il 76% ha dichiarato di aver ritoccato i prezzi". È questo quello che è stato detto dal presidente dell’Associazione ristoratori del Trentino, Marco Fontanari, durante la conferenza stampa che si è tenuta il 3 maggio nella sede di Confcommercio Trentino.

 

"Certo è che le imprese stanno subendo rincari che mediamente assommano al 10%, - aggiunge Fontanari - mentre la stima della revisione dei listini è del +2%, segno che la categoria cerca di assorbire quanto possibile gli aumenti per non riversarli sulla clientela. Questo non aiuterebbe altrimenti il riavvicinamento dei clienti ai ristoratori".

 

Il settore sta vivendo un momento di grandi cambiamenti, dopo 24 mesi di pandemia, alle prese con una stagione di rincari, in costante ricerca di personale qualificato, ma i ristoratori trentini vogliono guardare al futuro con ottimismo: nel giorno dell’assemblea annuale dell’Associazione, la categoria traccia un bilancio e guarda avanti anche con il restyling del logo e una nuova campagna associativa.

 

Alla conferenza è stato ricordata la situazione a un anno fa, con tutte le restrizioni ancora vigenti: "Dopo 26 mesi dall’inizio di questa pandemia possiamo dire di essere tornati alla normalità - prosegue - ci potremo finalmente dedicare a quello che sappiamo fare senza doverci comportare da controllori. Non discutiamo nel merito di tutti i provvedimenti adottati per contrastare questa pandemia, ma voglio ricordare il grande senso di responsabilità che ha contraddistinto tutti i colleghi: nell’ultimo anno le aziende che hanno ricevuto controlli da parte delle varie autorità preposte senza vedersi elevata alcuna sanzione sono state 54%, a fronte del 45,2% che non ha ricevuto alcun controllo e solo lo 0,8% che è stato sanzionato a seguito di un controllo". 

 

La ripresa dopo la pandemia

 

In un sondaggio tra gli associati, "il 40% ritiene che la ripresa completa avverrà nel corso del 2022, un altro 40% la prevede per il 2023 mentre per il rimanente 20% essa non si verificherà prima del 2024". Le impressioni sono confermate anche dall’andamento del settore, sottolinea il presidente, "che evidenzia una buona crescita degli indicatori già per quest’anno", nonostante alcune criticità che ostacolano una ripresa a pieno regine, come i rincari delle materie prime. 

 

Un settore in evoluzione

 

La categoria sta quindi vivendo un periodo di grande trasformazione: "La pandemia ha soltanto accelerato alcune dinamiche che già erano in corso nel nostro settore - sostiene il presidente - stiamo assistendo a un cambio di abitudini forse epocale, spinto sia da nuove forme di ristorazione che dall’evoluzione di gusti e sensibilità dei clienti. L’offerta della ristorazione è forse destinata a polarizzarsi attorno a due tipologie di mercato, quello funzionale e quello esperienziale. Vogliamo dare valore non solo a quello che finisce nel piatto all'esperienza che si andrà a vivere, cosa che il delivery ancora non può dare nonostante sia cresciuto". 

 

Se, da un lato, c’è la richiesta di una "ristorazione pratica, genuina e leggera", dall’altra "c’è richiesta di una ristorazione che sappia coniugare identità, eleganza ed atmosfera, facendosi da tramite con il territorio e testa di ponte con l’intera filiera enogastronomica". Oltre alla classica definizione di ristorante si aggiungeranno quindi "anche le nuove catene, che stanno già spopolando nella clientela più giovane". 

 

L'Art ha perciò convintamente aderito alla Carta dei Valori di Fipe, il cui obiettivo è mettere in rete l’intera filiera dell’orgoglio italiano e valorizzarlo come merita: "In generale, la pandemia ha messo in luce la necessità di lavorare sull’attitudine alla managerialità del settore: c’è bisogno di sempre maggiori e più sofisticate competenze per poter innalzare qualità e redditività delle strutture".

 

 

Il ruolo delle associazioni di categoria

 

La pandemia ha messo in luce il ruolo fondamentale delle associazioni di categoria, dei cosiddetti corpi intermedi: "Abbiamo fornito informazione, consulenza, supporto, abbiamo lavorato sui tavoli con le amministrazioni per sostenere gli interessi di un’intera categoria, abbiamo promosso l’introduzione di nuovi strumenti a sostegno delle imprese, siamo scesi in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica e abbiamo messo in piedi un ricco programma di corsi di formazione per aiutare gli operatori a fronteggiare questo periodo fuori dall’ordinario. Un lavoro che ci è stato riconosciuto ed è stato molto apprezzato".

 

 

Il concerto di Vasco Rossi

 

Molto ottimismo e fiducia da parte della categoria rispetto al concerto di Vasco Rossi del prossimo 20 maggio: "Come per ogni evento di questa portata, le ricadute sul sistema economico sono evidenti, e non riguardano solo il settore ricettivo. Sono numeri importanti, che si verificano in un momento solitamente di bassa stagione per il fondo valle dell’Adige. Ne beneficeranno le imprese di molti settori, compresa la ristorazione, e non dimentichiamoci che dietro un’impresa ci sono i lavoratori, le loro famiglie, che a loro volta generano altra economia". 

 

Il nuovo logo

 

L'assemblea è stata anche l'occasione per presentare il nuovo logo, realizzato con il contributo dell’agenzia Vitamina Studio: "Il risultato è un nuovo logo moderno ma in grado di trasmettere anche i valori che ci accompagnano fin dalla nascita dell’associazione. Un logo che guarda al territorio (i colori sono quelli usati anche dal logo del Trentino) ma anche al patrimonio culturale che le imprese della ristorazione rappresentano: il logo riproduce l’acronimo Art, lasciando intendere volutamente il riferimento all’arte della ristorazione".

 

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i vicepresidenti Francesco Antoniolli, Paolo Turrini, il segretario dell’Associazione Mattia Zeni e, per Vitamina Studio, Lorenzo Viesi.

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