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| 30 mag 2022 | 18:00

Tensione sindacati-AmAmbiente con sciopero e manifestazioni, la società: ''Abbiamo applicato i contratti approvati dalle parti sociali''

La società AmAmbiente: "Per spirito di collaborazione tutti i Comuni soci incontreranno i sindacati ma è corretto continuare ad assumere persone che gestiscono l’acquedotto con il contratto collettivo di lavoro previsto per le aziende elettriche, solo perché, una volta, Stet era una azienda elettrica?"

Tensione sindacati-AmAmbiente con sciopero e manifestazioni, la società

PERGINE VALSUGANA. "La conferenza dei sindaci, all'unanimità e con delega scritta, ha dato fiducia ai vertici dell’azienda e, come da verbale della seduta, ha dato mandato al primo cittadino del Comune capofila di incontrare i rappresentanti sindacali". A dirlo Manuela Seraglio Forti, presidente AmAmbiente, e Roberto Oss Emer sullo sciopero indetto dai sindacati nei confronti dell’azienda e nei confronti del sindaco di Pergine Valsugana, con organizzazione di due manifestazioni, una davanti alla sede società e un'altra all'altezza del municipio di Pergine. "E' alquanto anomalo che le parti sociali richiedano di incontrare tutti gli azionisti ma per spirito di collaborazione, i 19 sindaci della compagine, dopo essersi confrontati con i vertici nominati, hanno deciso di acconsentire all'appuntamento". 

 

La società ha appena chiuso un bilancio 2021 con un utile straordinario che supera i 6 milioni e la distribuzione di dividenti 0,054 euro per azione, praticamente il doppio rispetto agli anni scorsi (Qui articolo). AmAmbiente è risultato della fusione tra Stet e Amnu, un'azienda che oggi conta circa 120 dipendenti, di cui 70 operano nel settore servizi ambientali, 40 in quello acqua-gas e 10 nel comparto elettrico. 

 

Un nodo aperto resta quella della vertenza sindacale per l'inquadramento contrattuale dei nuovi assunti. "Al momento della fusione  tra Stet e Amnu - si legge nella nota congiunta della presidente di AmAmbiente del sindaco di Pergine - il mandato dei soci era ben preciso e cioè nessuna ripercussione economica per i dipendenti. E così è stato".

 

La nuova realtà aveva proposto ai rappresentanti sindacali l’applicazione di un unico contratto collettivo nazionale di lavoro, il Ccnl dei servizi ambientali – Utilitalia, "fatti salvi naturalmente i diritti acquisiti, come previsto dalla legge. Questo - spiegano Seraglio Forti e Oss Emer - avrebbe comportato una maggior spesa annua (circa 70.000 euro) per l’azienda, in quanto molti dipendenti avrebbero goduto di una migliore retribuzione, ma avrebbe permesso di ottimizzare, in modo equo, i ruoli, le mansioni e le retribuzioni di tutti i collaboratori".

 

La parte sindacale ha, però, rifiutato la proposta e l’azienda, come da indicazione del codice civile: "Se l'imprenditore esercita distinte attività aventi carattere autonomo, si applicano ai rispettivi rapporti di lavoro le norme dei contratti collettivi corrispondenti alle singole attività. Ci siamo quindi trovati costretti a utilizzare per i tre settori di attività i tre contratti nazionali, peraltro sottoscritti dai sindacati, quello relativo ai Servizi ambientali, gas – acqua e elettrico".

 

Ma la tensione tra sindacati e azienda resta alta con l'organizzazione di uno sciopero e delle manifestazioni. "E' corretto continuare ad assumere persone che gestiscono l’acquedotto con il contratto collettivo di lavoro previsto per le aziende elettriche, solo perché, una volta, Stet era una azienda elettrica? E' certo che AmAmbiente non modificherà i contratti di lavoro per i dipendenti 'storici' di Amnu e di Stet", concludono la nota Seraglio Forti e Oss Emer. 

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