Tonina: “La biomassa trentina venduta fuori Provincia a prezzi più vantaggiosi”, così il pellet registra rincari record e scarseggia
Dal Tavolo Legno è emersa la proposta di creare, da parte di soggetti privati, una sorta di centrale di acquisto e commercializzazione della biomassa trentina, in modo da poter calmierare i prezzi e favorire anche la nascita di iniziative imprenditoriali private di produzione di pellet
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TRENTO. I prezzi del pellet sono più che raddoppiati rispetto all’anno scorso, registrando un aumento medio del 140%. I motivi sono molteplici ma in particolare sono legati alla congiuntura economica avversa provocata dalla guerra in Ucraina e dalle strategie protezionistiche adottate da diversi Paesi. Il fatto è che persino i colossi come colossi Bricoman e Leroy Merlin hanno dovuto imporre dei limiti alle vendite di pellet.
Fra i primi a lanciare l’allarme c’era stato Filippo Degasperi, consigliere provinciale di Onda, che aveva depositato un’interrogazione sottolineando anche i rischi legati alla carenza di questo prodotto che viene utilizzato per riscaldare case, alberghi e pure delle Rsa.
Ora è arrivata la risposta dell’assessore all’ambiente, nonché vicepresidente della Provincia di Trento, Mario Tonina che aggiunge un altro elemento: “Siamo consapevoli che un’importante fetta di biomassa trentina viene venduta fuori provincia per logiche e ragioni connesse a più vantaggiosi prezzi di vendita”.
In questo senso la Pat ha attivato vari strumenti. Uno di questi è il cosiddetto “Tavolo provinciale biomassa legnosa”, che si occupa principalmente di monitorare consumi, domanda ed offerta delle varie tipologie di biomassa legnosa presenti in Trentino, principalmente cippato e legna da ardere. Da qui è stata lanciata la proposta di incentivare (attraverso fondi provinciali e il Fondo europeo di sviluppo regionale) la realizzazione di centrali a biomasse per servire le aziende produttive, con una duplice finalità: da un lato ridurre la dipendenza da fonti fossili, dall’altro contenere i relativi costi energetici e chiudere il circolo economico e produttivo dell’azienda interessata. “Parallelamente – dice Tonina – si sono attivati gli strumenti di confronto anche per favorire, dove possibile, ed economicamente sostenibile, l’ampliamento delle centrali e delle reti di teleriscaldamento”.
Dal Tavolo Legno è emersa anche la proposta di creare, da parte di soggetti privati, una sorta di centrale di acquisto e commercializzazione della biomassa trentina, in modo da poter calmierare i prezzi e favorire anche la nascita di iniziative imprenditoriali private di produzione di pellet. “Ovviamente – precisa l’assessore all’ambiente – spetta all’iniziativa privata valutare la convenienza di imprese nel campo della produzione di pellet, che la Provincia può accompagnare con i propri strumenti legislativi di agevolazione”.
Infine, con riferimento all’anno 2021, la Provincia, in accordo con le associazioni di categoria, ha promosso uno studio sulle caratteristiche delle imprese della filiera trentina foresta-legno-energia, con l’obiettivo primario di valutare l’evoluzione del comparto e di definire possibili nuove strategie per promuovere e valorizzare il settore legno in Provincia. Nel contesto di questo studio sono stati stimati i quantitativi di biomassa legnosa prodotti dalle imprese di utilizzazione e di prima trasformazione sul territorio provinciale e le relative destinazioni commerciali, in modo da individuare criticità e possibilità di sviluppo.
Tonina rassicura che la Provincia continuerà a monitorare il settore “dando continuità ai tavoli di lavoro e allo stesso percorso di transizione energetica delineato dal Piano Energetico Ambientale Provinciale 2021-2030”. L’obiettivo però è ambizioso dal momento che è stata prevista una riduzione del 55% delle emissioni climalteranti, rispetto al 1990, entro il 2030 e di rendere la Provincia di Trento autonoma dal punto di vista energetico entro il 2050.














