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| 19 giu 2023 | 17:40

Buoni pasto per le Autonomie Locali, via libera a un accordo transitorio: "Una prima risposta al fuggi fuggi degli esercenti a causa del nuovo sistema di gestione"

Le funzioni pubbliche dei sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno trovato un accordo per una soluzione transitoria ma ribadiscono l'urgenza di intervenire in modo strutturale: "Arriva forte il grido d'allarme per le enormi difficoltà nel trovare esercizi convenzionati a causa delle alte commissioni attualmente previste a fronte di zero commissioni con il precedente sistema in house"

di Redazione

TRENTO. Una soluzione transitoria in attesa di affrontare con urgenza il problema del buono pasto per i dipendenti pubblici trentini. "Dopo l'entrata in vigore del nuovo sistema di gestione - spiegano Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Andrea Bassetti (Uil Fpl) - arriva ai sindacati il grido d'allarme per le enormi difficoltà nel trovare esercizi convenzionati a causa delle alte commissioni attualmente previste (7,73%) a fronte di zero commissioni con il precedente sistema in house".

 

Da qui la decisione di firmare in Apran un accordo transitorio. "Quanto sottoscritto - proseguono Diaspro, Pallanch e Bassetti - permetterà di vedersi riconosciuto il valore di 5,29 euro in busta paga nel momento in cui il buono pasto non potrà essere utilizzato secondo tempi e modalità compatibili (fasce temporali pausa pranzo) come previste contrattualmente presso i singoli enti, moltiplicati per il numero di giornate di prestazione in sede o nel luogo di missione".

 

La soluzione transitoria è in vigore dal 5 giugno al 31 ottobre, "nella prospettiva del rafforzamento del circuito degli esercizi convenzionati nei prossimi mesi, ad oggi in numero insufficiente rispetto alle reali esigenze del personale. Si inizia a vedere la 'luce in fondo al tunnel' per il risultato ottenuto, data l’azione di sollecito delle parti sociali nelle scorse settimane".

 

Una misura tampone "per dare risposta a un diritto dei lavoratori messo in discussione dall’attuale condizione determinata dall’avvio del nuovo appalto, con esercizi commerciali che disdettano le convenzioni per le alte commissioni e/o ne scaricano gli effetti sul consumatore finale, a fronte di un potere d’acquisto delle retribuzioni già fortemente falcidiato dalla spinta inflattiva".

 

I sindacati evidenziano la necessità di ristrutturare il buono pasto: "Rafforzando il valore, introducendo cumulabilità, pasti convenzionati, allargando il perimetro per la consumabilità e adeguandolo al costo della vita e potenziando la capillarità delle mense aziendali. E’ una vertenza che unitariamente abbiamo posto da tempo che continuerà nelle imminenze della legge di assestamento di bilancio", concludono Diaspro, Pallanch e Bassetti.

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