Cave, i lavoratori del porfido resistono dopo giorni di proteste. Lunedì l'incontro con le amministrazioni comunali, i sindacati: ''Non ci sono segni di stanchezza"
Gli operai chiedono un aumento in busta paga di 200 euro lordi sulla parte fissa della retribuzione. Le imprese sono disposte a mettere sul tavolo del contratto provinciale solo 80 euro, la maggior parte sulla parte variabile della busta paga

TRENTO. Nessun segno di stanchezza, i lavoratori del porfido sono intenzionati a proseguire con la protesta. Anche dopo giorni di proteste ieri erano tornati a incrociare le braccia per otto ore.
Ad Albianosi è svolto un presidio con corteo sulla strada provinciale che porta alle cave.
Lunedì è atteso un incontro importante che è quello con le amministrazioni comunali di Albiano, Fornace, Cembra, Pinè e Lona Lases, chiesto dai sindacati.
“Tra i lavoratori non ci sono segni di stanchezza, ma siamo perfettamente consapevoli del sacrificio che richiedono tante giornate di sciopero. C’è però la consapevolezza che si sta lottando per difendere la dignità del proprio lavoro – fanno notare Giampaolo Mastrogiuseppe e Fabrizio Bignotti, di Fillea Cgil e Filca Cisl -. Restiamo convinti che ci siano le condizioni per riconoscere un migliore trattamento economico agli operai, coerentemente alla nostra proposta. Le aziende non possono continuare ad ignorare la protesta e il malcontento dei propri dipendenti”.
Come noto ad oggi le posizioni dei datori di lavoro restano molto lontane dalle richieste delle maestranze. Gli operai chiedono un aumento in busta paga di 200 euro lordi sulla parte fissa della retribuzione. Le imprese sono disposte a mettere sul tavolo del contratto provinciale solo 80 euro, la maggior parte sulla parte variabile della busta paga, quindi su mensa trasporti e premio di risultato, e sul cottimo.












