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| 24 mar 2023 | 15:47

Comuni trentini, per i dipendenti stipendi al palo. Sindacati sul piede di guerra: ''Servono risposte, pronti ad azioni anche giudiziarie"

I sindacati esigono di procedere con l'erogazione di quanto dovuto in tempi certi e celeri per dare le risposte attese e le risorse dovute ai dipendenti. "La politica – affermano i sindacalisti - ha trovato tempo e modo per aumentarsi le indennità ma i dipendenti restano al palo nella maggioranza dei Comuni"

TRENTO. "Non sono stati ancora liquidati gli arretrati e questi ritardi sono inaccettabili perché le famiglie sono in difficoltà a causa dell'aumento dei costi e dell'inflazione". Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) attaccano sui ritardi nella corresponsione degli arretrati per gli anni 2020 e 2021 nel comparto delle Autonomie locali "La politica – affermano i sindacalisti - ha trovato tempo e modo per aumentarsi le indennità ma i dipendenti restano al palo nella maggioranza dei Comuni".

 

Nei Comuni trentini sono solo 44 le amministrazioni che hanno dato seguito agli accordi stipulati in Apran tra parti sociali, Provincia e Upipa. "Una situazione estremamente grave - aggiungono Diaspro, Pallanch e Tomasi - c'è un ostracismo inaccettabile da parte del Cal, con il suo presidente Paride Gianmoena, in tutto il percorso del triennio 19/21; incomprensibile poi il modo di agire della sindaca di Riva del Garda ha le risorse a bilancio ma non ha firmato le delibere attuative e tutto è fermo. In generale pagano sempre e solo le lavoratrici e i lavoratori".

 

Ritardi, hanno spiegato i sindacati, “che si possono più accettare” ribadendo anche di non poter accettare l'inserimento della clausole di salvaguardia direttamente in busta paga con cui gli Enti si riservano “di chiedere illegittimamente la restituzione degli arretrati nel caso in cui la Provincia soccombesse nel ricorso avviato dallo Stato per la verifica della Corte dei Conti sui contratti pubblici provinciali, un ulteriore fatto inedito che alimenta malumori e comprensibile preoccupazione”.

 

Cgil, Cisl e Uil parlando “modalità sconcertanti” che non hanno precedenti. “Si contravviene a tutti gli accordi in modo unilaterale ma i sindaci intanto hanno incassato l'aumento delle indennità". A questo si aggiunge anche la mancanza di riposte sul contratto 2022-'24, con ipotesi di finanziamento di produttività o altre partite contrattuali che non possono, in alcun modo, intendersi sostitutive del rinnovo sacrosanto del contratto. “Di fronte a questa situazione – continuano Diaspro, Pallanch e Tomasi - non possiamo che ribadire con forza la validità e l'esigibilità degli accordi sottoscritti da sindacati e Apran e preannunciare la messa in campo di tutte le azioni sindacali e giudiziarie per la tutela del potere d'acquisto dei salari e per l'attrattività del sistema pubblico provinciale”.

 

I sindacati esigono di procedere con l'erogazione di quanto dovuto in tempi certi e celeri per dare le risposte attese e le risorse dovute ai dipendenti "La parola va rispettata, siamo stufi di questa politica poco concreta se non nel portare avanti i propri interessi", come attendono la risposta alla nota inviata al presidente Fugatti, relativa alla sfiducia verso la rappresentanza di Apran, concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

 

 

La nota della Provincia

A seguito di una comunicazione sindacale nella quale si mette in dubbio l’impegno della Giunta provinciale di mantenere fede a quanto pattuito in tema di erogazione degli arretrati, è lo stesso Esecutivo a fare chiarezza.

“Nessuno scivolone e nessuna decisione assurda - afferma la Giunta - Anche alle stesse organizzazioni sindacali, infatti, è noto che sul tema è in atto un contenzioso costituzionale e che serietà impone alla stessa Provincia di rispettare le regole. Confidando che l’iter giuridico trovi a breve una soluzione positiva, è corretto comunque informare i dipendenti dello stato delle cose. Al netto delle decisioni che riguardano i dipendenti comunali, in merito alle quali la competenza è in capo agli enti locali, la Giunta conferma in ogni caso la salvaguardia dei diritti dei lavoratori del pubblico impiego".

 

 

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