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| 15 gen 2023 | 17:08

Dal 'revenge spending' alla crisi climatica è boom degli affitti nelle località sciistiche del Nord: “Variazioni di temperatura pesano sull'andamento di mercato”

Il cambiamento climatico influisce anche sul mercato immobiliare e la ridotta finestra invernale nel Centro Italia sta spingendo sempre più persone verso le località più settentrionali: ecco le parole del Ceo e co-founder di Century 21 Italia Marco Tilesi

TRENTO. Un +172,8% dal 2021 a Selva di Val Gardena, +149% a Livigno, +116 a Pinzolo e +117 a Corvara: sono questi alcuni degli aumenti registrati dagli esperti di Century 21 Italia (la branch italiana del colosso americano del real estate) per quanto riguarda l'offerta locativa (gli affitti) in diverse località sciistiche del Nord Italia. Valori importanti che però, come già riportato da il Dolomiti (Qui tutti i dati), evidenziano allo stesso tempo una netta polarizzazione dal punto di vista geografico con le destinazioni del Centro Italia, dove gli aumenti sono molto più contenuti o dove i valori dell'offerta di locazione nel 2022 (rispetto al 2021) vedono addirittura il segno meno. Da dove iniziare per spiegare questa dinamica? Per il Ceo e co-founder di Century 21 Italia, Marco Tilesi, a pesare in particolare sull'andamento di mercato sono anche le variazioni di temperatura determinate dalla crisi climatica.

 

“Dal nostro punto di vista – dice il Ceo di Century 21 Italia a il Dolomiti – osserviamo nelle località sciistiche del Nord un grande incremento dei valori, soprattutto nelle locazioni. Un aumento che, da una parte, è disallineato con la crescita del prezzo delle case nelle località stesse e dall'altra con l'andamento degli affitti registrato nelle località del Centro. Premesso che, in base alla semplice legge della domanda e dell'offerta, se c'è tanta richiesta è naturale che i prezzi si alzino, noi ci spieghiamo questa dinamica con la sempre più ridotta finestra invernale nel Centro Italia”. In poche parole: le temperature tendono a crescere sempre di più ed i turisti si spostano di conseguenza.

 

“Sono due i driver che abbiamo preso in considerazione – spiega infatti Tilesi – nelle località più settentrionali tendenzialmente nevica di più e la copertura nevosa dura più a lungo, dall'altra in molti ritengono gli impianti più attrezzati anche per quanto riguarda il ricorso all'utilizzo della neve artificiale. Diciamo che sia per un discorso di logistica che di temperatura si tende a prediligere, per non correre 'rischi' nel periodo di ferie, le località del Nord, per le quali è dunque aumentata fortemente la richiesta”. Un secondo effetto che gli esperti di Century 21 riportano nello spiegare i numeri registrati è però legato anche alla fine delle restrizioni, e quindi al ritorno alla spesa dopo il Covid: “Nel periodo della pandemia – dice infatti Tilesi – c'è stata una compressione dell'esigenza di uscite e divertimento. Esigenza che si è poi 'sfogata' in quella che nei Paesi anglosassoni viene chiamata 'revenge spending'. In generale comunque questi aumenti non possono essere strutturali, anche perché non sono seguiti dai valori dei prezzi di vendita”.

 

Guardando però al futuro (che le previsioni attuali vedono sempre più caldo), la questione climatica è destinata ad impattare sempre di più proprio su quelle località che, nei mesi invernali, vivono dell'indotto creato dal circo bianco: “Da immobiliarista – conclude Tilesi – credo che la situazione si evolverà come si evolve per le varie infrastrutturazioni specifiche: ci dovrà essere sempre di più un allargamento della platea degli utilizzatori degli impianti, in un contesto che non sia solo, o prevalentemente, sciistico. In una zona per esempio come quella di Cavalese, che dopo anni di visite è per me ormai una sorta di seconda casa, vedo molta lungimiranza da questo punto di vista: la montagna si è fatta largo in maniera molto forte anche nel turismo estivo e credo che in futuro si potrà andare al di là della dicotomia estate/inverno per rendere i territori attrattivi tutto l'anno”.

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