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Belluno
02 marzo | 11:38

Guerra dei mezzi pesanti al Brennero, Confindustria Belluno: "Servono soluzioni alternative, è arrivato il momento di pensare allo sbocco a nord per il Veneto''

"A trarre beneficio sarebbe l'intera economia del Nordest, trainante per il Paese” spiega la presidente Berton. Proprio in questi giorni si sta registrando una forte dialettica tra il Governo italiano e austriaco sulla gestione dei flussi al Brennero soprattutto dopo l'incontro fra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e l'omologa austriaca Leonore Gewessler

BELLUNO. “Penso sia giunto il momento di mettere sul tavolo, in maniera seria e responsabile, il tema dello sbocco a nord per il Veneto. Il braccio di ferro in corso tra Italia e Austria sul Brennero ci dice che vanno trovate soluzioni alternative altamente tecnologiche, innovative e sostenibili sia per il trasporto su rotaia che su gomma. Spogliamoci di ogni ideologia e avviamo una discussione franca sul futuro della mobilità dei territori e delle imprese”. Queste le parole che sono arrivate nelle scorse ore da Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti.

 

Proprio in questi giorni si sta registrando una forte dialettica tra il Governo italiano e austriaco sulla gestione dei flussi al Brennero soprattutto dopo l'incontro fra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e l'omologa austriaca Leonore Gewessler nel corso del bilaterale che ha aperto la giornata del Consiglio informale dei ministri Ue a Stoccolma.

 

“Uno sbocco a nord – spiega Confindustria di Belluno - consentirebbe soprattutto al quadrante orientale del Veneto di connettersi direttamente con il cuore dell'Europa. A trarre beneficio sarebbe l'intera economia del Nordest, trainante per il Paese”.

 

Le infrastrutture sono cambiate, tecnologie e materiali sono sempre più sostenibili. La transizione ecologica, poi, sta riguardando anche i mezzi. “Il futuro è nell'ibrido e, più avanti, nell'elettrico. I paradigmi vanno rivisti”, sottolinea Berton, che ricorda come sullo sbocco a nord ci sia la convergenza delle categorie economiche bellunesi e degli stessi sindacati.

 

Non solo, da alcuni mesi Confindustria Belluno Dolomiti – accanto alle Associazioni degli Industriali di Trento e di Bolzano – sta portando avanti un piano integrato per la mobilità dolomitica coordinato dal punto di vista scientifico dall'Università di Padova. Per non parlare del sostegno al progetto “Smart Road” di Anas sulla statale di Alemagna volto a disegnare la strada del futuro interconnessa alle nuove tecnologie e più sicura.

“Le imprese dei territori sono pronte a dialogare con responsabilità. Chiediamo, ancora una volta, al Governo e all'Europa di ascoltarci. È una partita che va oltre i confini bellunesi”, conclude Berton.

 

 

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