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| 09 mag 2023 | 17:39

I divieti alla circolazione del Tirolo ai mezzi pesanti causano un danno di 250 milioni di euro all'anno all'economia italiana

Questa mattina Uniontrasporti, la società in house del sistema camerale italiano che si occupa di questioni relative ai trasporti e alle infrastrutture, ha organizzato una conferenza stampa presso la Camera di commercio di Bolzano. Per
l’occasione sono stati presentati uno studio sull’impatto dei divieti di circolazione in Tirolo sull’economia italiana e un parere legale sui finanziamenti europei per l’autostrada viaggiante (RoLa) sulla tratta Wörgl - Brennersee

di Redazione

BOLZANO. Come impattano sull'economia italiana i divieti di circolazione lungo il Brennero imposti dal Tirolo? Costano oltre 250milioni di euro l'anno. Lo ha stabilito uno studio condotto da Sigma NL, uno spin off dell’Università di Genova, redatto per conto di Uniontrasporti e delle Camere di commercio di Trento e Bolzano.

 

Questa mattina Uniontrasporti, la società in house del sistema camerale italiano che si occupa di questioni relative ai trasporti e alle infrastrutture, ha presentato l'analisi. Nel corso degli anni, il Land del Tirolo ha emanato una serie di misure a discapito del trasporto merci su strada, come il divieto di circolazione notturna, il doppio pedaggio notturno, il divieto di circolazione settoriale e il dosaggio. Le misure riguardano principalmente il traffico di transito.

 

Per un nuovo camion Euro 6 che viaggia da Bolzano a Monaco di Baviera è vietato attraversare il Tirolo durante le ore notturne. Un camion con origine o destinazione Tirolo, che viaggia da Brennersee (Austria) a Monaco di Baviera, può circolare senza alcuna restrizione.

 

“I divieti di circolazione dei mezzi pesanti in Tirolo sono in contraddizione con il diritto comunitario e mettono in pericolo la libera circolazione delle merci nel mercato interno europeo. La Commissione europea deve intervenire”, ha dichiarato Paolo Borchia, Eurodeputato veronese.

 

Ivo Blandina, Presidente di Uniontrasporti, aggiunge: “I danni prodotti all’economia italiana sono ingenti, è pertanto di importanza prioritaria porre fine alle misure del Tirolo, che almeno dal 2020 sono illegittime. Uniontrasporti da tempo si è fatto portavoce di misure alternative per migliorare la percorribilità del corridoio del Brennero, quali per esempio limiti di velocità dinamici per i veicoli leggeri su tutto il corridoio e pedaggi variabili per fasce orarie e per classi di emissione Euro”.

 

In realtà, il tratto Brennero - Wörgl è di soli 67 chilometri in linea d’aria, o di 90 chilometri se si misura il percorso stradale. Per la breve distanza ferroviaria, vengono occupati percorsi che potrebbero essere utilizzati per i treni merci a lunga percorrenza, come ad esempio da Verona ad Amburgo. Inoltre, questa tratta dell’autostrada viaggiante (RoLa) è sovvenzionata generosamente e ci sono forti dubbi sulla legittimità di tali sovvenzioni.

 

L’esperto in diritto comunitario Peter Hilpold, Professore all’Università di Innsbruck, ha analizzato le sovvenzioni per l’autostrada viaggiante (RoLa) sulla tratta Wörgl - Brennersee ed è giunto a conclusione che tali sovvenzioni sono legalmente discutibili. Da un lato, è opinabile che su una tratta così breve ci possa essere un trasporto combinato ai sensi del diritto comunitario, dall’altro, non vi è alcuna prova che le sovvenzioni abbiano effettivamente portato a un trasferimento modale duraturo verso la ferrovia.

 

Siamo espressamente a favore del trasferimento di parte del traffico dalla strada alla ferrovia. Tuttavia, ciò deve essere economicamente sensato. L’autostrada viaggiante (RoLa) dovrebbe essere utilizzata esclusivamente su tratte a lunga percorrenza, come per esempio da Monaco di Baviera a Verona e viceversa, così come almeno per la tratta Wörgl-Trento. Sulla tratta Wörgl – Brennersee, invece, non è una valida alternativa alla strada, ma solo una costruzione politica, che ha la sua ragion d’essere unicamente nei divieti di circolazione”, spiegano i Presidenti delle Camere di commercio di Trento e Bolzano, Giovanni Bort e Michl Ebner.

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