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| 05 apr 2023 | 10:26

In Val di Fiemme nasce la prima comunità energetica cooperativa del Trentino

Nove imprese per un progetto territoriale che punta ad una base sociale estesa per un nuovo protagonismo della comunità, come spiega la neopresidente Valentina Vanzo: “Il primo passo sarà quello di presentarsi nella valle per far conoscere le opportunità di questa nuova Cer. L’obiettivo è quello di valorizzare la comunità, coinvolgendo più persone possibile, partendo da un forte interesse comune e condiviso quale è l’energia”

di Redazione

CAVALESE. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono realtà che aggregano cittadini, enti locali e imprese con l’obiettivo di produrre e autoconsumare energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili (prevalentemente fotovoltaico, eolico e biomasse). E di comunità energetiche rinnovabili si parla già da molto tempo, e alcune sul territorio sono già partite nel corso del 2022, ma la prima ad aver assunto la forma cooperativa è “Comunità Energetica Fiemme soc. coop.”. Un’opportunità, quella di utilizzare questa forma di impresa, che offre importanti valori aggiunti tra cui, in primis, la partecipazione democratica alla produzione e al consumo di energia.

 

Il territorio della Val di Fiemme si presta bene ad ospitare questo tipo di iniziativa, grazie alla partecipazione di soci fondatori che appartengono al mondo cooperativo e non solo: FiemmePer Fondazione ETS, Cassa Rurale Val di Fiemme, Famiglia Cooperativa di Cavalese, Cooperativa Terre Altre, BioEnergia Fiemme, Eurostandard, Elabora srl, S.e.d.a. s.a.s., Magnifica Essenza SB.

 

Nove imprese per un progetto territoriale che punta ad una base sociale estesa per un nuovo protagonismo della comunità, come spiega la neopresidente Valentina Vanzo: “Il primo passo sarà quello di presentarsi nella valle per far conoscere le opportunità di questa nuova Cer. L’obiettivo è quello di valorizzare la comunità, coinvolgendo più persone possibile, partendo da un forte interesse comune e condiviso quale è l’energia”.

 

“La Comunità Energetica è il risultato di un progetto partecipato – sottolinea il Segretario di FiemmePer Andrea Ciresa - nato su stimolo delle imprese all’interno del nostro tavolo di lavoro sul tema energia coordinato da BioEnergia Fiemme. Ci ha fatto molto piacere che la Federazione abbia supportato questo processo in maniera sussidiaria così da sostenere e rafforzare  l’autonomia delle cooperative che nascono su spinta ed iniziativa di territori come il nostro”.

 

Tra i presenti alla conferenza stampa anche Marco Misconel, presidente di Cassa Rurale Val di FiemmeAndrea Ventura, Amministratore Delegato di BioEnergia Fiemme, entrambi soddisfatti di questo inizio ma anche attenti a sottolineare quanto sia importante, da oggi, dare forza e continuità ai progetti. Un futuro messo in mano ad un consiglio di amministrazione composto da under 40 che vede, oltre alla presidente Valentina Vanzo, anche il vicepresidente Carlo Cristellon e il consigliere Matteo Varesco.

 

L’iniziativa di Fiemme apre la strada ad un importante progetto sostenuto dalla Cooperazione Trentina, “Energia InCooperazione”, realizzato in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e i Consorzi Bim del territorio per favorire una presenza diffusa di comunità energetiche in forma cooperativa in Trentino. “Il nostro impegno ha radici lontane, - spiega il presidente della Federazione Roberto Simoni - che partono dalla nascita dei consorzi elettrici ed arrivano fino ad oggi con molti progetti in tema di sostenibilità energetica. Vogliamo, in accordo con la Provincia, puntare all’autosufficienza energetica dei singoli territori, ma anche farli tornare protagonisti. Il protagonismo dei singoli individui, delle associazioni e degli enti del terzo settore, delle piccole e medie imprese, delle amministrazioni locali, può infatti rappresentare il valore aggiunto nella creazione di progettualità virtuose e dalla grande valenza sociale oltre che economica, capaci di traghettare le comunità verso nuovi modelli di produzione e consumo dell’energia, in un processo di transizione ecologica che le veda protagoniste”.

 

Per questi motivi anche la Provincia Autonoma di Trento, tramite un accordo di collaborazione firmato l’estate scorsa con la Cooperazione Trentina, ha individuato nella Cer cooperativa la forma giuridica più adatta per gestire una comunità energetica sul nostro territorio: “Superato lo spontaneismo generoso del nostro territorio, - spiega Roberto Andreatta, dirigente generale del dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione - appare evidente che per realizzare una Cer sia necessario avere soggetti strutturati, in grado anche di fare investimenti e di intercettare finanziamenti. Per questo troviamo che la forma cooperativa sia il veicolo giuridico più adeguato”. “Nel 2050 – continua il dirigente - è previsto che il 50% dell’energia dovrà venire dal solare. In Trentino consumiamo 3500Gwh/anno con 600 solo nel domestico e gli interventi di investimento, finora oltre i 60 milioni, sono solo l’inizio di un percorso che dovrà durare a lungo”.

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