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| 18 lug 2023 | 20:03

Lavoro, dall'ospitalità al design: all'Italia servono 346mila profili tecnici. Lunelli: '''Bisogna stimolare le vocazioni dei giovani e creare percorsi formativi con le aziende''

Locali, ristoranti e non solo. La mancanza di personale si sta facendo sentire in questi mesi in moltissimi settori. I dati dello studio condotto da UnionCamere e la Fondazione Altagamma: sono 346 mila i profili tecnico-professionali stimati richiesti, nei prossimi 5 anni, nei settori moda, design e mobile, alimentare, motori e ospitalità. Nel 2019 il fabbisogno era di 236 mila profili, una crescita di quasi del 50%

TRENTO. Si va dalla moda al settore del design, dai motori all'ospitalità. Il problema è sempre lo stesso: i posti di lavoro ci sono ma le aziende non riescono ad incontrare i profili qualificati necessari nei vari reparti. E questo sta accadendo sia in Trentino che nel resto d'Italia. Ad esserne coinvolti anche bar e ristoranti che si trovano a fare i solti mortali per riuscire ad affrontare la situazione come ha spiegato a il dolomiti Walter Botto, titolare di tre locali e rappresentante di categoria (QUI L'ARTICOLO)

 

Secondo uno studio condotto da UnionCamere e la Fondazione Altagamma pubblicato nel volume “I Talenti del Fare 2”, sono 346 mila i profili tecnico-professionali stimati richiesti, nei prossimi 5 anni, nei settori moda, design e mobile, alimentare, motori e ospitalità. Nel 2019 il fabbisogno era di 236 mila profili, una crescita di quasi del 50%.

 

Altagamma è la fondazione che dal 1992 riunisce imprese dell’Alta Industria Culturale e Creativa che promuovono nel mondo l’eccellenza italiana. Accoglie 113 brand dei 7 settori della moda, del design, della gioielleria, dell’alimentare, dell’ospitalità, dei motori e della nautica e ha l’obiettivo di contribuire alla crescita e alla competitività delle imprese dell’industria culturale e creativa italiana.

 

“L'analisi prende in considerazione 5 anni a partire dal 2022 e l'esigenza del comparto di alta gamma è di circa 346 mila figure professionali. Stiamo parlando di talenti del fare, giovani che si impegnano nei lavori che sono anche gran parte manuali. Ci sarà una forte domanda ma noi stimiamo che una buona parte, circa una metà, non sarà adeguatamente coperta” spiega Matteo Lunelli, presidente di Ferrari Trento ma presidente anche della Fondazione Altagamma.

 

Nello specifico, sempre secondo lo studio effettuato, dal 2022 e nei successi 5 anni, nel comparto della moda ci sarà un fabbisogno di 94 mila figure, nel design e mobile 46 mila figure, nel comparto alimentare 62 mila, nell'ospitalità, ambito importantissimo anche in Trentino, 36 mila e infine nel comparto motori il fabbisogno è di 108 mila profili.

 

Stiamo parlando di migliaia di richieste da parte delle aziende che per quasi la metà rischiano di non trovare alcuna risposta. “Per questo io ritengo – spiega a il Dolomiti il presidente Lunelli – serva lavorare in due direzioni: da una parte occorre stimolare le vocazioni dei giovani verso questi lavori manuali che spesso vengono sottovalutati anche dalle famiglie come opportunità. Dall'altra occorre lavorare sui percorsi formativi per essere più attrattivi e che risultino più in linea con le richieste delle aziende”.

 

Di fondamentale importanza, in questo ambito, è il progetto portato avanti dalla Fondazione Altagamma con “Adotta una scuola”, supportato da 23 aziende a livello nazionale ha l'obiettivo di creare un rapporto virtuoso tra scuole tecnico-professionali e imprese da un lato arricchendo la formazione dei ragazzi e delle ragazze e dall'altro andando incontro alle esigenze delle aziende che oggi faticano a trovare talenti nel mercato del lavoro. Nell'ambito dell'arte dell'ospitalità e del progetto di Altagamma, nelle scorse settimane l'iniziativa ha visto protagonista l'Istituto Alberghiero Trentino di Levico Terme selezionato quale scuola di eccellenza e che vedrà coinvolti esperti del settore e manager del Gruppo Lunelli.

 

Uno scambio di saperi, dei percorsi di formazione personalizzati capaci di creare nuove competenze e nuovi profili che riescono poi ad incontrare le esigenze del mondo economico.

 

“Il nostro impegno – spiega ancora il presidente di Altagamma – deve essere quello di investire nella scuola, stimolare, far capire che sono lavori interessanti. Parte della colpa potrebbe anche derivare dall'industria che non ha reso i lavori attraenti. Oggi dobbiamo trovare un equilibrio diverso e soprattutto far comprendere a pieno le potenzialità che queste professionalità offrono”.

 

Quella che arriva da Altagamma è una ricetta importante, fondamentale per un Paese che vuole guardare ad un futuro di crescita: stimolare vocazione, creare percorsi formativi migliori e vicini alle imprese e creare dialogo tra la scuola e il mondo dell'impresa.

 

“Anche a livello europeo c'è la possibilità di avere un dialogo positivo – conclude Lunelli – comprendendo come la formazione dei giovani anche per gli studi tecnici sia fondamentale. Siamo in un Paese con una disoccupazione giovanile significativa ed è stranissimo che ci possa essere mismatch simile tra domanda e offerta di lavoro. Dobbiamo impegnarci sui nostri giovani”.

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