Mutui, i tassi d'interesse piegano le famiglie. I sindacati: ''Basta chiacchiere. Fugatti sblocchi parte dei 125 milioni dei fondi di riserva per aiutare i meno abbienti''
In un incontro tra Provincia e Banca d'Italia è emerso che il rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile è significativamente maggiore alla media italiana e nell’ultimo decennio il differenziale rispetto al resto del paese è quasi raddoppiato ma i nuovi mutui stanno rallentando per la crescita di quelli a tasso variabile e anche di quelli a tasso fisso. L'appello dei sindacati alla politica: ''Servono interventi immediati per sostenere le famiglie più deboli di fronte al caro mutui''

TRENTO. Tassi d'interesse dei mutui raddoppiati in pochi mesi e poi caro bollette, incremento del costo della vita: la ''tempesta perfetta'' che ha colpito il Paese in questi ultimi mesi non ha risparmiato il Trentino e per questo i sindacati chiedono a gran voce che la Pat ''stanzi subito parte dei 125 milioni di euro che giacciono nei fondi di riserva del bilancio provinciale per sgravare le famiglie meno abbienti dei costi dei mutui immobiliari. Si può fare in fretta. Anzi bisogna farlo subito''. L'appello arriva a poche ore di distanza dall'incontro, promosso dall’assessorato dello sviluppo economico ricerca e lavoro Achille Spinelli assieme a Cassa del Trentino - che ha visto protagonisti i rappresentanti delle banche del territorio. Al fine di comprendere appieno il problema e le sue dimensioni i lavori sono stati introdotti da una presentazione di Banca d'Italia che ha fornito una fotografia dello stato di indebitamento delle famiglie. Il quadro è stato confermato dai rappresentanti delle realtà creditizie trentine.
All’incontro ha partecipato il direttore generale della Provincia autonoma di Trento Paolo Nicoletti – affiancato dalle dirigenti Laura Pedron, Luisa Tretter, Antonella Rovri e dal direttore di Cassa del Trentino Lorenzo Bertoli. Nel suo intervento il direttore generale ha sottolineato come “il tema dell'edilizia abitativa rappresenta una questione importante e delicata anche nella realtà trentina. La Provincia autonoma di Trento si sta occupando di questo argomento in un'ottica sistemica. Ci sono diversi aspetti da considerare, soprattutto in una situazione in cui si sta verificando un aumento dei tassi di interesse. È quindi necessario valutare che tipo di strumenti possano essere utilizzati per sostenere le famiglie che intendono creare un nucleo familiare e acquistare casa, anche alla luce delle politiche messe in campo dalla Provincia Autonoma di Trento per agevolare tali obiettivi, che vi hanno visto coinvolti”.
Nel corso della riunione Michele Cascarano e Francesca Modena della Banca d’Italia (filiale di Trento) hanno presentato i dati che fotografano la situazione dell'indebitamento delle famiglie trentine. Il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie è cresciuto nell’ultimo quinquennio: l'aumento si è fatto forte nel periodo post pandemia e sostenuto soprattutto dalla componente dei mutui per l’acquisto della prima abitazione, riguardando in particolare il segmento a tasso fisso. Una dinamica comune a tutta l’Italia e che sta vedendo ora un rallentamento. Per quanto riguarda le condizioni occupazionali il tasso di occupazione del Trentino è superiore alla media nazionale e si attesta a circa il 70% nella media dei primi 3 trimestri del 2022 – ultimo dato disponibile - contro la media italiana del 60% (dati di fonte Istat). Il rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile è significativamente maggiore alla media italiana e nell’ultimo decennio il differenziale rispetto al resto del paese è quasi raddoppiato.
Dopo la presentazione di Banca d’Italia è stato aperto il confronto. I rappresentanti delle banche del territorio hanno presentato le azioni e le misure messe in campo per mitigare l’onere a carico delle famiglie segnalando, da un lato, che le famiglie trentine in quest'ultimo anno mano a mano che aumentava l’euribor (tasso di riferimento per i mutui a tasso variabile) si sono orientate in prevalenza per il tasso fisso e, dall’altro, fortunatamente vi è ancora una buona sostenibilità del debito: un ridotto ad oggi tasso di default e un livello di ritardo nei pagamenti fisiologico che non denota particolari difficoltà. Vi è sicuramente una generale preoccupazione e una forte attenzione al dialogo con i clienti per individuare possibili strategie. La possibilità di conversione del mutuo da tasso variabile a tasso fisso consentita dalla legge di bilancio 2023 è richiesta da molti anche se poi non sempre viene finalizzata perché oggi i tassi fissi sono troppo alti.
Sicuramente vi è inoltre un rallentamento sulle nuove operazioni. I dati dimostrano come le famiglie trentine siano attualmente in attesa di capire quale sarà il momento opportuno per fare nuovi investimenti, tenendo presente che i continui rialzi del tassi da parte della BCE hanno deteriorato il potere di “mutuo acquisto” ovvero la capacità di acquisto di un immobile.
Al riguardo i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti commentano: ''Il confronto tra la Giunta provinciale e gli istituti bancari mette in luce quanto sia complessa la situazione di chi ha visto raddoppiare in pochi mesi i tassi di interesse sui propri mutui. Nei prossimi mesi, come già annunciato dalla Bce, i tassi sono destinati a crescere ancora visto che l’inflazione, seppur a ritmo minore, continua a crescere in tutta Europa. Ormai tante famiglie in Trentino che hanno acceso un mutuo per l’acquisto della prima casa, dopo la stangata sulle bollette di gas ed energia e il continuo aumento dei prezzi del carrello della spesa, sono di fronte allo spettro di un’ulteriore riduzione del potere d’acquisto provocato dal continuo aumento delle rate dei prestiti bancari col rischio di non riuscire più a pagare i propri mutui''.
''Per questo - aggiungono i segretari - dalle parole la Giunta Fugatti deve passare velocemente ai fatti. Non bastano più i bonus che si sono rivelati del tutto inefficaci. Servono politiche strutturali della casa che sostengano le famiglie più fragili che abbiano già acceso un mutuo o che vogliano acquistare casa. Da anni ormai sono bloccati i progetti di housing sociale per potenziare il canone moderato e sono ancora troppi gli alloggi Itea sfitti perché non adeguatamente ristrutturati, per non parlare degli interventi a sostegno delle riqualificazioni energetiche che in Provincia sono stati del tutto abbandonati''.












