Oltre 200mila euro per sostenere la nascita di Comunità energetiche rinnovabili, il nuovo progetto del Bim Adige Trento: “Contributi per i Comuni fino a 5mila euro”
Il Bim Adige Trento, dicono i vertici dell'ente, ha approvato all'unanimità negli scorsi giorni il progetto di sostegno finanziario per le Comunità energetiche rinnovabili dei 105 Consorziati. Si tratta del secondo step all'interno del programma sottoscritto dai 4 Consorzi Bim del Trentino con la Pat, la Federazione Trentina delle Cooperative e l'Associazione artigiani trentini per il sostegno alle energie rinnovabili

TRENTO. “Il percorso avviato lo scorso anno con il progetto fotovoltaico richiedeva una riflessione e un'azione concreta per quella che rappresenta la fase 2 dell'impegno del Consorzio per il sostegno delle energie rinnovabili”. Una fase 2, spiega il presidente del Consorzio Bim Adige Trento Michele Bontempelli, che consiste in sostanza in un sostegno finanziario per l'avvio di Comunità energetiche rinnovabili all'interno dei 105 Comuni consorziati: l'iniziativa, dicono i vertici dell'ente, è stata approvata all'unanimità nella seduta del Consiglio direttivo.
In totale si tratta di uno stanziamento non indifferente pari a 210mila euro nei prossimi 3 anni, una cifra che rappresenterà una sorta di sostegno 'start up' per la costituzione delle Comunità energetiche (Cer) nei vari territorio interessati. “Quando si parla di Cer – dice a il Dolomiti il direttore del Consorzio Luca Battisti – si parla di condivisione del surplus di energia green, che punta a garantire una maggiore autonomia energetica nelle comunità, un contenimento dei costi e in definitiva degli eventuali profitti da trasferire poi in investimenti per il bene della comunità stessa”.
Dal 2021 in Italia è possibile realizzare Cer, aggregazioni volontarie che condividono a livello locale la produzione di energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili: “Ad oggi però – dice Battisti – manca ancora un decreto attuativo del decreto legislativo 199 dell'8 novembre 2021, un documento che ci aspettiamo venga firmato nei prossimi mesi proprio per fornire ulteriori dettagli e garantire la piena attuazione delle progettualità legate alle Comunità energetiche rinnovabile”.
Come detto, l'impegno del Bim Adige Trento è legato al corposo investimento effettuato lo scorso anno, nel corso del quale sono stati stanziati circa 2 milioni di euro, per stimolare l'installazione di pannelli fotovoltaici nei 105 comuni consorziati. Un progetto per il quale il Consorzio ha destinato 2.500 euro per ogni impianto finanziando in definitiva 800 domande e che ha rappresentato il primo step all'interno dell'accordo di programma sottoscritto dai 4 Consorzi Bim del Trentino con la Pat, unitamente alla Federazione trentina delle cooperative e l'Associazione artigiani trentini, proprio per sostenere le energie rinnovabili sul territorio.
“Le iniziative dei 4 Bim del Trentino – prosegue Bontempelli – hanno avuto un grande riscontro da parte dei rispettivi territori e responsabilmente si è ritenuto importante provare a dare un ulteriore slancio al tema delle energie rinnovabili”. Slancio che, come detto, si è concretizzato nel sostegno all'avvio delle Comunità energetiche: “Prevediamo due tipologie di Cer – spiega Battisti – una nella quale il singolo Comune decide di portare avanti un'esperienza individuale, ed in questo caso il Consorzio prevede un contributo di 5mila euro, ed un'altra nella quale realtà più piccole, magari combinate alla stessa cabina primaria, decidono di agire insieme. In questo caso verrà individuato un Comune capofila, al quale andrà il contributo di 5mila euro, e si aggiungeranno poi 1.500 euro per ogni altro Comune che aderirà”.
“In termini assoluti non sono cifre che possono spostare gli equilibri di bilancio dei Comuni – ha detto il presidente del Bim Adige Trento – l'esperienza del fotovoltaico ci ha fatto però capire che è importante supportare e dare input all'avvio di processi di cambiamento, anche culturale, che altrimenti rimarrebbero latenti o avviati con motivazioni non sufficienti”. Attualmente, conclude Battisti, tra la Vallagarina, l'Alta Val di Sole e la zona di Predazzo è già stato raccolto l'interesse di diversi Comuni: “In questa fase stiamo parlando solo di risorse per la costituzione delle Cer, speriamo poi che in futuro grazie ad altri fondi derivanti per esempio dal Pnrr o da iniziative europee, queste progettualità possano ampliarsi ulteriormente”.












