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| 16 gen 2023 | 20:00

Prezzi su cartelloni e sanzioni, i benzinai trentini: ''Troppa litigiosità ai distributori e si rischia di aumentarla''. Sugli interventi del Governo: ''Non servono a nulla''

Proprio in queste ore sta divampando la polemica sul fatto che i benzinai avranno un mese per esporre il doppio prezzo nei distributori, quello applicato e quello medio nazionale. Se non lo faranno scatteranno sanzioni fino a 6.000 euro. La Faib del Trentino spiega: "Le misure che vogliono introdurre per noi sono negative''

TRENTO. “Sono misure che non servono a nulla, anzi, rischiano solo di far aumentare le discussioni e la litigiosità tra utenti e benzinai”. Da un lato l'obbligo di esporre il doppio prezzo dei carburanti alle pompe, quello applicato e quello medio nazionale e dall'altro le sanzioni da 6 mila euro. Sono questi i due interventi che il Governo vuole introdurre e che, però, non trovano per nulla d'accordo i benzinai italiani.

 

Lo fa capire chiaramente anche la Faib di Trento, la Federazione Autonoma Italiana Benzinai, con il presidente Federico Corsi. Proprio in queste ore sta divampando la polemica sul fatto che i benzinai avranno un mese, giorno più giorno meno, per esporre il doppio prezzo nei distributori, quello applicato e quello medio nazionale. Se non lo faranno scatteranno sanzioni fino a 6.000 euro, con il rischio anche di chiusura dell'impianto nel caso di violazioni ripetute dell'obbligo.

 

“La cosa importante degli interventi è la loro utilità – spiega Corsi a il Dolomiti – e in questo caso non la vediamo proprio. Il rischio è quello che si crei ulteriore confusione oltre ad incrementare le incomprensioni che sono già tante”.

 

La preoccupazione riguarda la confusione che si può creare introducendo i due cartelli con il prezzo applicato e quello medio nazionale. “In sostanza – spiega Corsi – saranno anche di più. Ormai tutti gli impianti hanno due modalità di erogazione, una è il servito e l'altra è il self. Quindi già oggi nei distributori si vedono due cartelli con due prezzi diversi. Diventa ambiguo il terzo cartello, a cosa si riferirà? Su questo non ci sono stati ancora chiarimenti”.

 

Questo sarà proprio uno dei temi che verrà discusso nelle prossime ore nell'incontro che la delegazione Faib farà con il Governo. Per il 17 gennaio , infatti, è stato fissato un nuovo tavolo tecnico con le categorie e questo momento sarà fondamentale per capire se sarà mantenuta la tregua sullo sciopero che era stato indetto per il 25 e 26 gennaio.

 

L'altra questione sul tavolo è quella delle sanzioni da 6 mila euro. I gestori degli impianti di carburante che non comunicheranno i loro prezzi e non esporranno nel proprio punto vendita i prezzi medi potranno essere puniti con sanzioni da 500 a 6.000 euro. "Dopo la terza violazione - si legge nel testo del decreto sulla trasparenza dei prezzi - può essere disposta la sospensione dell'attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a 90 giorni".

 

“Ovviamente ogni contravvenzione comporta una certa somma da pagare – spiega Corsi – ma bene chiarire che gli impianti non sono di proprietà del gestore ma della Compagnia che deve quindi adeguarsi e fornire il materiale”.

 

La preoccupazione, però, rimane da un lato la confusione per gli utenti e dall'altro l'aumento di litigiosità. “Le misure che vogliono introdurre per noi sono negative” ha chiarito il presidente della Faib di Trento. “Il rischio che questi interventi che vuole introdurre il governo aumentino le già troppe discussioni che ci sono tra gli utenti e i benzinai. Sono già troppe e si andrebbe a peggiorare il clima ulteriormente”.

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