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| 12 lug 2023 | 18:52

Social card, dalla soglia Isee all'esclusione di chi prende altri sostegni, sindacati trentini all'attacco: "Vengono tagliati fuori i più poveri e gli anziani"

A causa dell'inflazione chi ha un reddito fisso medio basso ha visto evaporare due mensilità in un anno. La risposta a questi cittadini, spiegano i sindacati, “non si costruisce con una card che vale poco più di due euro al giorno, ma favorendo il rinnovo dei contratti di lavoro, contrastando il lavoro povero e il precariato, alzando le pensioni”

di Redazione

TRENTO. “Con la nuova social card si tagliano fuori i più poveri e gli anziani. E per i lavoratori vittime dell’inflazione la risposta non sono bonus, ma aumento delle retribuzioni con i rinnovi contrattuali”. E' questo il commento che arriva da Cgil, Cisl e Uil del Trentino in merito al provvedimento presentato dal Governo che rischia di rivelarsi poco più che un miraggio.

 

“I paletti fissati per ottenere il bonus di 383 euro rischiano di essere un vero e proprio percorso ad ostacoli per le famiglie anche trentine – fanno notare i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Al di là della soglia Isee di 15mila euro appare quanto meno limitante, se non ingiusta, la scelta di tagliare fuori le persone in condizione di povertà che già ricevono altri sostegni o che sono in una condizione di disoccupazione. E’ quasi punitivo anche perché il Governo ha tagliato drasticamente le risorse destinate al contrasto alla povertà, con la riforma del reddito di cittadinanza”.

 

La card esclude potenzialmente tutti i nuclei bisognosi con meno di 3 componenti e con questi sicuramente anche gli anziani. “E’ stata congegnata in modo peggiore del bonus provinciale di 180 euro - dicono con amarezza - . Per favorire l’inclusione sociale e contrastare la povertà non servono bonus, ma politiche strutturali in grado anche di accompagnare, dove ci sono le condizioni, le persone anche a transitare sul mercato del lavoro”.

 

In Trentino sono moltissime le famiglie che si trovano in difficoltà a causa dell'inflazione. Chi ha un reddito fisso medio basso ha visto evaporare due mensilità in un anno. La risposta a questi cittadini, spiegano i sindacati, “non si costruisce con una card che vale poco più di due euro al giorno, ma favorendo il rinnovo dei contratti di lavoro, contrastando il lavoro povero e il precariato, alzando le pensioni”.

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