Turismo in Trentino, partenza rallentata: "A incidere meteo e caro vita più della vicenda orso. La proiezione è negativa con picchi del -9% ma c'è fiducia"
Le prenotazioni in sofferenza nella prima fase dell'estate ma il comparto resta ottimista sulla stagione. A preoccupare la carenza di personale, ampliato il Decreto flussi dal governo nazionale, e l'aumento dei costi e dei tassi di interesse che incide sulle famiglie ma anche sui bilanci dell'imprese

TRENTO. Una proiezione negativa della stagione estiva, soffrono un po' tutte le destinazioni per la partenza rallentata di maggio e giugno, non c'è ancora il sold out ma gli operatori restano fiduciosi che il meteo, stabile e caldo, possa far ripartire le prenotazioni. Ci sono, infatti, le richieste di informazioni e i contatti attraverso le varie piattaforme. La fatica in questa fase è mettere a terra il booking. Il trend dei last minute è sempre più una regola. A incidere la pienissima riapertura di quasi tutti i mercati e, soprattutto, l'aumento dei costi che erode il potere d'acquisto.
"I dati in questo momento - spiega a Il Dolomiti il direttore di Asat-Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento, Davide Cardella - evidenziano sul periodo giugno-settembre una flessione rispetto all'anno scorso. Un'estate da record, senza restrizioni a causa Covid e con temperature molto alte per tutta la primavera fino all'autunno inoltrato. Ci sono stati tutti i presupposti per raggiungere dei risultati davvero ottimi. Ci sarebbe un calo anche rispetto al 2019 ma ci sono tutte le possibilità per recuperare nei prossimi mesi".
Anche l'inverno è partito lentamente, poi c'è stata una forte ripresa anche in assenza di grandi precipitazioni nevose. Non ci sono ancora dati ufficiali ma le indicazioni parlano di un interessante segno "più" nel bilancio finale. La bella stagione è partita bene a Pasqua, poi ci sono stati buoni afflussi (soprattutto sul fronte laghi) ma niente boom e anche questo primo week end di luglio non è stato da tutto esaurito.
"Le proiezioni indicano un -5% rispetto all'anno scorso con punte del -9% per alcune zone in montagna", dice Cardella. "Ma si fatica un po' in generale, soffrono anche Trento e Rovereto". A pesare nella prima fase dell'estate il meteo e la crisi economica, più della la vicenda orso con l'hashtag "boicotta il Trentino". "L'inverno è stato positivo ma è stato dispendioso per i turisti e per le imprese", aggiunge il direttore di Asat. "I ricavi sono aumentati ma anche i costi delle aziende. Incidono sul potere di acquisto il caro energia, il costo delle bollette si è normalizzato solo nelle ultime settimane, e l'inflazione. Le tante perturbazioni non hanno poi aiutato a spingere il booking. Le prenotazioni sono ripartite in questi ultimi giorni con il caldo".
Nessun allarme comunque nel settore. "Storicamente maggio e giugno hanno avuto questo andamento - prosegue Cardella - gli ultimi due anni sono stati un'eccezione per vari motivi. Non c'è per ora preoccupazione, anzi c'è molta fiducia di colmare i gap nei prossimi mesi e, in accordo con la Provincia e con Trentino Marketing, le campagna di comunicazione sono rafforzate su settembre e ottobre. La coda della stagione è in forte crescita e può portare grande soddisfazione agli operatori".
E' ancora tutto prematuro, le prenotazioni iniziano a sbloccarsi solo adesso. "L'inverno è stato eccezionale e per l'estate ci sono segnali positivi - evidenzia l'assessore Roberto Failoni - l'interesse per trascorrere una vacanza in Trentino è elevato, i canali e le piattaforme indicano che c'è riscontro per arrivare sul nostro territorio. Le richieste devono trasformarsi in prenotazioni ma c'è ottimismo. Anche le imprese, che mantengono i nervi saldi, dimostrano grande maturità in questo senso perché i conti si fanno alla fine della stagione".
Il Trento Film Festival, il Festival dell'Economia e la Trento Bondone automobilistica hanno giocato d'anticipo rispetto ai canonici periodi, bisogna poi aspettare l'autunno per le altre grandi kermesse, Festival dello sport in primis. Poi ci sono gli eventi iridati e le conferme dei ritiri sul territorio. Fari puntati, in particolare sull'Italvolley e sugli azzurri del basket, senza dimenticare il Napoli, campione d'Italia.
"Questi eventi portano numeri - commenta Failoni - ma anche una visibilità immediata e di lungo periodo. Investiamo anche sulle esperienze che si possono scoprire e svolgere in Trentino, proposte a 360 gradi. La stagione è appena iniziata, c'è ancora tempo. Ci sono alcuni elementi oggettivi come il meteo, l'inflazione e il caro mutui che possono creare qualche difficoltà ma c'è fiducia".
La sofferenza riguardano la carenza di personale, l'inflazione e il rialzo dei tassi. "Il 60% delle strutture non ha ancora completato l'organico - continua Cardella - ma recentemente il governo ha riattivato il Decreto flussi". A muoversi anche Federalberghi per sollecitare nei mesi scorsi di ampliare il contingente di lavoratori stranieri autorizzati all’ingresso in Italia per motivi di lavoro stagionale. Nel click day di marzo, le domande d’ingresso per lavoro sono risultate tre volte maggiori rispetto alle quote disponibili. Ora la quota aggiuntiva riguarda 40 mila persone da ripartire tra le Regioni. "Può aiutare anche se la stagione è avviata - prosegue il direttore Asat - i benefici maggiori si possono avere in agricoltura e per il prossimo inverno".
Tutto da valutare l'impatto legato ai rialzi del tasso di interesse. "Ci sono ripercussioni sul potere di spesa delle famiglie ma anche sui bilanci delle aziende. Le imprese si ritrovano investimenti più onerosi, le ripercussioni però si possono valutare solo a stagione conclusa", conclude Cardella.












