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Trento
27 agosto | 18:09

Agricoltura e decreto flussi, 806 ad oggi i lavoratori stagionali arrivati in Trentino: “Azzerate le domande 'dubbie' grazie ai controlli”

Il punto della Pat: “Procedono gli ingressi secondo la procedura supervisionata dal Servizio lavoro della Provincia in collaborazione con la questura”. Delle 806 domande approvate, 640 sono state presentate da associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Cia) firmatarie del protocollo con il Ministero del lavoro e politiche sociali

TRENTO. Sono 806 in tutto le domande ad oggi approvate per quanto riguarda gli arrivi dei lavoratori stagionali in Trentino impiegati nell'agricoltura, in particolare per la raccolta delle mele e la vendemmia. A fare il punto sulla situazione è la Pat, che sottolinea come nell'ambito del decreto flussi – che rappresenta anche per la Provincia uno strumento per rispondere ai fabbisogni di manodopera delle imprese attraverso l'accesso di lavoratori dall'estero – siano state azzerate le domande 'dubbie' grazie ai controlli.

 

“La procedura – scrive Piazza Dante – è supervisionata dal Servizio lavoro della Provincia, che opera in collaborazione con la questura di Trento, e avviene secondo le regole aggiornate quest'anno dal ministero tenendo conto anche delle segnalazioni dello stesso servizio, alla luce dei controlli effettuati in passato e con l'obiettivo di evitare irregolarità nelle pratiche. Una modifica che a quanto pare ha dato i suoi frutti, come risulta dall'azzeramento delle domande irregolari o 'dubbie' che si è verificato con riferimento alle pratiche inoltrate nel corso del 2025”.

 

Delle 806 domande approvate finora per l'ingresso di lavoratori stagionali per le attività agricole, 640 sono state presentate tramite le associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Cia) firmatarie del protocollo con il Ministero del lavoro e politiche sociali. Come anticipato non si sono al momento registrate pratiche inserite in modo fraudolento a nome di datori di lavoro che non ne erano a conoscenza. Nel 2024, il Servizio lavoro della Pat aveva segnalato alle procure di Trento e Rovereto oltre 500 istanze false presentate nel portale ministeriale e disconosciute dai datori di lavoro operanti in Provincia di Trento.

Costante – dice la Pat – è inoltre il raccordo con le associazioni di categoria e i soggetti che a diverso titolo sono coinvolti nell'iter per l'ingresso di lavoratori stranieri, al fine di informare e formare gli operatori, condividere le procedure e risolvere in modo rapido ed efficace le problematiche di natura anche informatica che emergono, al fine di assicurare che i lavoratori che fanno ingresso in Trentino vengano regolarmente assunti dalle aziende del territorio. Nello specifico, la nuova procedura prevede che il datore di lavoro, che accede al portale ministeriale tramite l'identità digitale, confermi l'interesse ad assumere il lavoratore prima dell'apposizione del visto di ingresso sul passaporto da parte dell'ambasciata o consolato. È stato inoltre previsto un collegamento tra il portale ministeriale per la presentazione delle domande e altre banche dati nazionali (Camera di commercio, Agenzia delle entrate, Inps). Grazie alle sollecitazioni pervenute dai territori e all’attenta analisi di tutte le pratiche svolte dagli Uffici provinciali, il fenomeno dei disconoscimenti pare pertanto eliminato.

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