I prezzi aumentano del 20%, gli stipendi del'11,8%: i salari nel settore privato non riescono a tenere il passo con il costo della vita alle stelle
L'aumento dei salari nel settore privato ha coperto solo circa il 60% dell’aumento del costo della vita. Perini (Ipl): "Gli aumenti salariali recentemente annunciati per i dipendenti del pubblico impiego rappresentano un segnale importante, ma ora anche il privato è chiamato ad agire”

BOLZANO. Con il 76%, in Alto Adige il settore privato detiene una quota significativamente maggiore dell’occupazione dipendente rispetto al settore pubblico, che si ferma al 24%.
Ciò solleva la seguente domanda: in che misura gli stipendi nel settore privato tengono il passo con l’aumento del costo della vita nella provincia di Bolzano? La risposta è semplice: non lo tengono.
I dati per il 2023, pubblicati dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps), consentono di tracciare l’andamento medio dei salari nel quinquennio 2018-2023. E lo scenario che ne emerge è più che preoccupante.
Se nel 2018 un lavoratore dipendente nel settore privato in Alto Adige percepiva una retribuzione giornaliera lorda media di 112 euro, nel 2023 tale importo era salito a 126 euro, con un aumento dell’11,8%. Peccato che nello stesso arco temporale il costo della vita si sia alzato del 20.3%.
Il forte incremento è dovuto principalmente all’aumento dei prezzi causato dalla crisi energetica del 2022, con un ulteriore rincaro registrato nel 2023. Il direttore Ipl Stefan Perini commenta: “Ne consegue che l’aumento dei salari nel settore privato ha coperto solo circa il 60% dell’aumento del costo della vita. Nessuna delle categorie ha tenuto il passo con l’aumento del costo della vita, anche se le professioni con qualifiche più elevate sono rimaste meno indietro rispetto a quelle con qualifiche inferiori”.
Guardando alle qualifiche professionali, si osserva infatti che quelle più elevate hanno tendenzialmente registrato un aumento salariale maggiore rispetto a quelle più basse: +15,9% per i dirigenti, +12,7% per i quadri, +11,3% per gli impiegati e solo +10,2% per gli operai.












