Il ricco Alto Adige è sempre più ricco, ma più della metà dei cittadini non riesce a risparmiare
Nonostante un patrimonio miliardario e valori record nel confronto nazionale, dietro la facciata scintillante si nasconde una realtà diversa. Un benessere che dunque brilla nella media, ma che nella vita quotidiana si sgretola

BOLZANO. Sempre altissimo nella classifica che parla di qualità della vita, più ricco che mai, con posti di lavoro e stipendi per tutti. Ma non si riesce più a mettere da parte un euro. Nello sfavillante Alto Adige, dove funziona, tutto è pulito e tutto è bellissimo, quasi il 60% della popolazione non riesce in alcun modo a risparmiare. E questo è un dato tragico.
Bolzano, si conferma tra le realtà più dinamiche e resilienti del paese, consolidando una leadership costruita su lavoro, servizi, attrattività economica e qualità ambientale. Ma non si trova un bilocale a meno di 1000 euro. Il benessere brilla nella media, ma nella vita quotidiana si sgretola, come spiega chiaramente l'Istituto Promozione Lavoratori.
La ricchezza netta degli altoatesini ammonta complessivamente a 189 miliardi di €: questo quanto emerge dai dati della Banca d’Italia al 31 dicembre 2023. La parte più consistente del patrimonio (129,4 miliardi di €) è costituita dalle attività reali (quelli che potremmo definire “beni materiali”), le quali rappresentano circa i due terzi del totale. Scomponendo ulteriormente questo dato, 90,3 miliardi sono attribuibili alle abitazioni e 39,1 miliardi a edifici commerciali, terreni e altre tipologie di questo tipo di beni. La seconda componente del patrimonio, formata dalle attività finanziarie, è stimata in totale a 74,3 miliardi. La maggior parte di questa ricchezza è costituita da titoli, azioni, partecipazioni e fondi di investimento (38,9 miliardi), mentre 22,2 miliardi sono costituiti da contanti, depositi bancari e risparmio postale. Altri tipi di beni finanziari, come per esempio assicurazioni e fondi pensione, rappresentano 13,1 miliardi. Allo stesso tempo, però, gli altoatesini sono anche indebitati per un totale di 14,7 miliardi. I prestiti totali ammontano a 11,2 miliardi e le altre passività finanziarie a 3,5 miliardi.
Se si rapportano questi dati alla popolazione altoatesina, si ottiene un patrimonio netto complessivo di 352.600 € pro capite. Questo è composto da attività reali per un valore di 241.600 € e da attività finanziarie per 138.600 €, mentre ogni altoatesino ha un debito complessivo di 27.400 €. Sia rispetto alla vicina provincia di Trento che alla media nazionale, l’Alto Adige si distingue in modo decisamente positivo. I numeri: per quanto riguarda il patrimonio netto complessivo pro capite, l’Alto Adige (352.600 €) supera di circa l’84% il valore nazionale e di circa il 53% quello di Trento.
Nonostante tutti i dati record, anche in questo caso vale la vecchia metafora dell’uomo con due galline e dell’uomo senza galline: in media entrambi hanno una gallina, ma in realtà la distribuzione è estremamente diseguale. Lo stesso vale per il patrimonio e per le opportunità di accumularlo: secondo il Barometro IPL, solo il 44% dei lavoratori intervistati ritiene di poter mettere da parte dei risparmi nei prossimi 12 mesi, mentre il 56% dichiara che ciò non sarà possibile. Studi internazionali dimostrano chiaramente che il problema non è tanto la distribuzione ineguale dei redditi, quanto piuttosto quella della ricchezza, e molto lascia supporre che ciò valga anche per l’Alto Adige.
Gli ultimi dati affidabili dell’Istituto provinciale di statistica ASTAT sulla distribuzione del reddito risalgono al 2018, mentre sono completamente assenti analisi che prendano in considerazione la distribuzione della ricchezza. “Sarebbe importante avere un quadro aggiornato della situazione anche in vista degli sforzi di riforma degli aiuti sociali altoatesini, oltre che come base di conoscenza per la Rete contro la povertà in Alto Adige”, afferma il Direttore IPL Stefan Perini.












