Stato di agitazione allo stabilimento di Innovatek per il rinnovo della cassa integrazione. "Gli accordi prevedevano piena occupazione e un solido piano industriale"
Deliberato lo stato di agitazione all’Innovatek Srl, dopo l’intenzione espressa della ditta di prorogare la cassa integrazione straordinaria. A proclamarlo le sigle sindacali, che esprimono forti dubbi circa la mancanza di un solido piano industriale per dare garanzie a lavoratori e famiglie “dopo due anni di false promesse”

LONGARONE. Deliberato lo stato di agitazione all’Innovatek Srl, dopo l’intenzione espressa della ditta di prorogare la cassa integrazione straordinaria. “Dopo due anni di false promesse riteniamo necessaria la piena integrazione salariale, per dare tempo all’azienda di assolvere a un piano industriale credibile e che soprattutto sia plausibile dal punto di vista occupazionale” dichiarano le sigle sindacali.
A proclamare lo stato di agitazione sono infatti Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, unitamente alle rappresentanze sindacali di stabilimento. L’azienda, infatti, vuole chiedere un altro anno di cassa integrazione per assicurare il riassorbimento del 100% del personale attraverso un primo step di 90 lavoratori, che saranno richiamati a fine ottobre. Secondo i sindacati, però, mancano indicazioni e garanzie su un ipotetico piano industriale complessivo.
I dubbi riguardano in particolare la fattibilità di tale reintegro. Ad oggi i dipendenti ammontano a 151 unità (dai precedenti 193), con una presenza media in azienda di 40 persone: i dubbi sono dovuti “all’esperienza maturata in questi ultimi due anni - spiegano - che hanno visto un susseguirsi di promesse e piani industriali fallimentari e non all’altezza delle aspettative generate dalla stessa direzione aziendale”. Inoltre, l’azienda dichiara di voler inserire i lavoratori attraverso corsi finanziati dall’ente pubblico, prevedendo rotazione e addestramenti, ma la percentuale, le modalità di rotazione e i contenuti della formazione non sono stati ancora presentati.
A settembre 2023 era stato sottoscritto un accordo per la reindustrializzazione del sito ex Safilo di Longarone e a marzo 2024 si erano svolti due tavoli in Regione Veneto alla presenza di Thelios e Innovatek. La prima aveva illustrato il piano di rilancio del sito, con 191 lavoratori dei 244 in cassa integrazione già richiamati, mentre la seconda aveva riportato al lavoro 80 dipendenti e assicurato che sarebbero stati riassorbiti ulteriori 40 lavoratori entro il 2024 e 38 nel 2025.
“L’impegno preso tra Innovatek, Safilo e i lavoratori ex Safilo - concludono ora i sindacati - consisteva nell'avvio di un solido progetto industriale a lungo termine e nella garanzia della piena occupazione, come quella dei colleghi assorbiti dalla Thelios. Senza la prosecuzione dell’impegno economico rivolta ai suoi dipendenti da parte di Innovatek, molti lavoratori si troveranno in grave difficoltà e la presenza di nuclei familiari renderà ancora più complicata la loro situazione, nell’attesa che dopo tutti questi anni di cassa integrazione si possa finalmente rivedere la luce”.












