“Una provincia che, se ben gestita, non ha nulla da invidiare a quelle vicine”, 5.6 milioni per il marketing territoriale: si chiude il progetto “Vivere le Dolomiti”
Un percorso lungo 8 anni per rilanciare la provincia di Belluno come destinazione turistica. È il piano di marketing territoriale “Vivere le Dolomiti”, giunto a conclusione con il "passaggio di testimone” alla Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi

BELLUNO. Più di 5 milioni e mezzo di euro e un percorso lungo 8 anni per rilanciare la provincia di Belluno come destinazione turistica. È il piano di marketing territoriale “Vivere le Dolomiti”, giunto a conclusione con il "passaggio di testimone” alla Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi. “Era l’unico strumento a disposizione della Provincia per la gestione del marketing territoriale. Rispetto ai nostri vicini abbiamo risorse economiche e umane molto inferiori, tuttavia abbiamo cercato di fare del nostro meglio e i dati hanno dimostrato una crescita per tutto il territorio” commenta Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno.
Il progetto è iniziato nel 2017 e 2018, con l’individuazione delle prime azioni fondamentali, in particolare il sostegno ai grandi eventi (come i mondiali di parapendio, gli europei di canoa e, negli anni successivi, il Giro d’Italia o i mondiali di sci). In parallelo, sono state avviate azioni di sostegno alla promo commercializzazione, anche con workshop all’estero, piani di visibilità del territorio sui media, magazine e prodotti cartacei diffusi in tre lingue (inglese, tedesco e spagnolo) fino all’obiettivo finale di diventare una “brand destination”. Dal 2021, infatti, il territorio è stato impegnato nel definire una strategia di brand, giungendo, tra le altre cose, alla creazione del marchio: “Dolomiti Bellunesi: the mountains of Venice”, di proprietà esclusiva della Provincia di Belluno. “Si è trattato di un lungo percorso - prosegue Padrin - segnato da tappe culminate nel marchio di destinazione, ma passando attraverso numerose iniziative di promozione dei territori”.
Il finanziamento complessivo del progetto è stato di oltre 5,5 milioni di euro (5.562.942 euro), di cui 5.294.522 euro da risorse del Fondo comuni confinanti (Fcc) e oltre 250mila euro dalla Provincia (268.419 euro). “Ho sempre creduto in questa provincia - afferma Danilo De Toni, ex consigliere provinciale delegato al turismo - perché è eterogenea e, se ben gestita, può offrire di tutto senza nulla da invidiare a quelle vicine. Si stava già facendo promozione, ma serviva una carta di identità del territorio come destinazione e, per farlo, non ci si può affidare al caso. Il turismo è infatti un’azienda che bisogna saper gestire, per cui abbiamo chiamato diversi esperti, tra cui Diego Gallo (che Il Dolomiti ha recentemente intervistato). Non sono certo mancate le difficoltà, perché ragionare di Bellunese nella sua complessità ha incontrato ostacoli nei territori, dove molti pensavano di poter andare avanti da soli, e forse qualcuno lo pensa ancora. Tuttavia, siamo riusciti ad arrivare al marchio e sono soddisfatto che l’eredità che abbiamo passato alla Dmo stia prendendo corpo”.
Oggi infatti il progetto di rilancio turistico (2024-26) è gestito dalla Fondazione Dmo e si chiama “Dolomiti bellunesi: da marchio di destinazione a patrimonio collettivo”. Divenuta Fondazione di diritto pubblico nel 2022 per poter gestire autonomamente le risorse Fcc, oggi è stata anche individuata come nuovo soggetto attuatore del Fondo grandi eventi per quasi 3 milioni di euro (oltre a quello per il marketing territoriale, arrivando a circa 6 milioni totali): obiettivo è proprio rafforzare il brand Dolomiti nel mondo. “Ci sono stati momenti di grande difficoltà in questo percorso - conclude Dario Bond, presidente presidente del Comitato di gestione Fcc - ma ne siamo usciti bene. Il mio auspicio è che nel Fondo grandi eventi, dal prossimo anno, ci siano anche le grosse aziende locali (ora ci sono Provincia, Fcc, Regione e Camera di commercio Treviso-Belluno Dolomiti) perché la cifra che mettiamo sul piatto può essere sicuramente attrattiva per le realtà che vogliono apparire. Inoltre, la legge regionale n. 25 ci affida le competenze in materia di turismo: la prossima sfida è vedere competenze, personale e risorse direttamente qui sul territorio, diventando ‘padroni a casa nostra’ in questo settore fondamentale”.












