Caro-carburanti, nonostante il taglio alle accise diesel sopra i 2 euro: cosa succederà alla scadenza? Tabarelli: “Possibile estensione, la crisi avrà una scia lunga”
Il presidente di Nomisma Energia a il Dolomiti: “Senza lo sconto oggi saremmo probabilmente sui 2.30 euro al litro. Perché in particolare il gasolio? Oltre al prezzo del petrolio c'è la raffinazione e la domanda sale: il grosso dei trasporti a livello mondiale si muove con il diesel”

TRENTO. Mentre la situazione in Medio Oriente rimane volatile – nelle ultime ore il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato una tregua e un accordo su 15 punti con Teheran, che però smentisce – in Italia non si arresta la corsa dei prezzi dei carburanti, in particolare del gasolio, nonostante lo sconto temporaneo di 25 centesimi approvato negli scorsi giorni dal governo.
Stando ai dati dell'osservatorio del Sole 24 Ore infatti, oggi il prezzo medio del diesel è di 1.985 euro al litro, in crescita rispetto al valore registrato ieri (1.972 euro al litro). Dinamica analoga, seppur su livelli inferiori, si segnala per la benzina, cresciuta in ventiquattro ore da 1.715 a 1.722 euro al litro. In Trentino, riporta PrezziBenzina, in molti casi si superano già oggi i 2 euro al litro per il gasolio, mentre la media in Regione si attesta a 1.996 euro al litro – la benzina viaggia invece sui 1.735 euro al litro.
In altre parole, per quanto riguarda in particolare il diesel il sollievo per i consumatori italiani - con una misura che, in ogni caso, attenua l'impatto sui cittadini, trasferendo però il costo sui conti pubblici - sembra essere stato temporaneo, mentre lo sguardo è già rivolto al 7 aprile, quando è prevista la scadenza dello sconto temporaneo. Nel contesto di prezzi attuali però - che riflettono non solo la disponibilità di materia prima ma anche le aspettative sulla durata della crisi - per il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, un'estensione della misura non è da escludere.
“Se la situazione dovesse rimanere questa – spiega infatti Tabarelli –, con questi livelli di prezzo, credo sia possibile che il periodo di sconto venga esteso. A livello europeo la direzione intrapresa da diversi partner sembra essere proprio questa, scongiurando probabilmente l'eventuale bocciatura di una proroga della misura da parte della Commissione Ue per questioni di bilancio”.
Come già riportato in più occasioni, lo sconto è infatti relativo alle accise – quelle tasse che il governo applica direttamente alla vendita di carburanti –, che rappresentano un'importante voce per quanto riguarda le entrate. Un rinnovo dello sconto sulle accise – quello in corso è costato circa mezzo miliardo di euro – influirebbe in altre parole sul bilancio pubblico e sul deficit, in Italia già oltre la fatidica soglia del 3%. Le alternative però, continua il presidente di Nomisma Energia, sarebbero con ogni probabilità ben peggiori.
“Se guardiamo al prezzo alla pompa odierno – dice – in assenza dello sconto sulle accise i prezzi per il diesel si aggirerebbero probabilmente sui 2.30 euro al litro. Permettere un aumento del genere avrebbe un effetto inevitabile sull'inflazione e a cascata sui tassi di interesse, danneggiando l'intera economia: in altre parole sarebbe controproducente. Per il momento, in ogni caso, un'eventuale proroga dello sconto rimane ovviamente un'ipotesi: sulla carta, non credo però ci sarebbe un'opposizione da parte delle autorità europee”.
Nel frattempo, a subire gli aumenti – che, come anticipato, riguardano in maggior misura il gasolio – è in particolare il settore dei trasporti, nel quale le prospettive sono tutt'altro che rosee (ne avevamo parlato insieme ad Autotrasporti Gobbi, realtà trentina che opera principalmente nel Nord Italia).
“Il gasolio è un problema in tutto il mondo – dice Tabarelli – e in particolare in Europa. Oltre al prezzo del petrolio dobbiamo infatti ricordare che c'è quello della raffinazione: in un contesto europeo di riduzione della capacità di raffinazione, in Italia sono stati chiusi gli impianti di Mantova, che serviva tutta l'area trentina e più a nord fino in Austria, Marghera, Cremona. Rimane attivo quello di Pavia, ma sostanzialmente il resto del diesel viene importato dall'estero e la domanda sale in tutto il mondo. Ricordiamo che la maggior parte dei trasporti mondiali è ancora effettuato con derivati del petrolio: tra questi il grosso è rappresentato proprio dal gasolio, che muove, oltre alle macchine dei privati, furgoni, camion, traghetti e in alcuni casi anche navi di grandi dimensioni. Negli Stati Uniti per esempio il diesel ha già superato i 5 dollari al gallone, mentre la benzina si sta avvicinando ai 4. E gli effetti sono ancora più intensi per quanto riguarda il kerosene per l'aviazione”.
In altre parole, conclude il presidente di Nomisma Energia, le conseguenze della crisi sono destinate a farsi sentire a lungo: “Ieri il gas ha chiuso a 57 euro al Megawattora – dice – quasi il doppio rispetto al livello pre-crisi. Ulteriori problemi si registreranno anche in questo campo, con i prezzi a termine per i prossimi mesi che cominciano già a salire. E dinamiche simili si segnalano per tante altre filiere, da quella agricola per i problemi sui fertilizzanti fino alle forniture di elio. La scia della crisi sarà lunga”.












