Un Comune da meno di mille abitanti ma da record per il Superbonus. Dopo il mega investimento, si punta alla revisione della rendita catastale: "Recuperati edifici storici"
E' stato il cantiere più grande d'Italia in termini di Superbonus. Un giro da circa 80 milioni per riqualificare i complessi costruiti tra gli Anni '70 e '80, cantieri conclusi a Mezzana che punta alla rivalutazione della rendita catastale. Il sindaco Giacomo Redolfi: "Siamo estremamente soddisfatti: un importante intervento che però ha mantenuto la storicità dell'architettura"

MEZZANA. E' stato il centro che più ha beneficiato del Superbonus 110% le misure di ristrutturazione edilizia. Un record o quasi anche per riqualificare i maxi-condomini. Un giro milionario. Cantieri chiusi ma iter ancora in corso con il Comune a caccia della rivalutazione della rendita catastale.
Un maxi intervento per la riqualificazione dei complessi costruiti negli anni '70 e '80 (Qui articolo). Un investimento a Marilleva da 80 milioni di euro complessivi per la ristrutturazione di 8 condomini, circa 750 unità abitative, 150 camere d'albergo e una quindicina di altre strutture (1.200 unità abitative e 200 camere d'hotel). Un mega cantiere per rilanciare un centro storico del turismo solandro e trentino.
I cantieri sono stati avviati nel 2021 e dopo un triennio di grande effervescenza, i lavori sono stati conclusi. "E' stato tra i più grandi cantieri d'Italia sul fronte delle tecnologie e per l'energia", commenta Giacomo Redolfi, sindaco di Mezzana. "E' stato un importante intervento di riqualificazione che però ha mantenuto l'architettura di quegli anni, sono state recuperate le linee di design di quel periodo per rispettare la storicità degli immobili che rappresentano comunque un unicum".
Un intervento particolarmente incisivo per dimensioni e per età della zona, costruita oltre 50 anni fa sulla base di altri criteri, in particolare energetici. Una riqualificazione complicata anche perché avviata in epoca Covid con le limitazioni e le difficoltà del caso. "Siamo molto soddisfatti del risultato perché gli obiettivi sono stati rispettati con coerenza", evidenzia Redolfi. "La quasi totalità dei privati ha fatto la propria parte, peccato che alcuni condomini non abbiano aderito a questa opportunità ma l'operazione in generale è stata molto positiva".

La riqualificazione più estesa ha riguardato il centro di Albarè: 400 appartamenti, 120 stanze d’albergo, 6 negozi, 2 ristoranti e 3 bar in un comprensorio che risale agli anni ‘70 e che si è inserito nei progetti di Luciano Perini e Sergio Giovanazzi, rispettivamente ingegnere e architetto delle Torri di Madonna Bianca a Trento.

Un maxi intervento e un enorme sforzo organizzativo per un Comune con meno di mille abitanti e quindi una pianta organica ridotta ma un territorio con una portata turistica e una presenza di appartamenti simili a Riva del Garda. Un'operazione che dovrebbe portare a una rivalutazione complessiva dell'area. Ora in ballo c'è infatti la revisione della rendita catastale.
"Ringrazio per l'impegno e la professionalità le strutture. L'iter per la rivalutazione è in corso e può essere retroattiva: crediamo che sia necessario un intervento amministrativo per compiere un ulteriore passo nella valorizzazione degli immobili. Abbiamo inviato una lettera ai proprietari degli immobili in questo senso e siamo in contatto con il servizio catasto proprio con questo obiettivo. C'è stato un lifting estetico degli edifici e un miglioramento delle rese, i risultati sono tangibili e ci aspettiamo che ci possa essere questa revisione", conclude Redolfi.












