Wise Equity acquista la maggioranza di E-Pharma, inquieti i sindacati: "Serve trasparenza, le logiche finanziare non possono prevalere sulla qualità del lavoro"
E-Pharma Trento, annunciato l'ingresso del fondo Wise Equity. Alan Tancredi (Uiltec): “Occorre attivare un confronto strutturato, che coinvolga azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni territoriali: servono trasparenza sul piano industriale e garanzie vincolanti su lavoro e territorio”

TRENTO. "Wise Equity e Unifarm S.p.A., azionista unico di E-Pharma Trento S.p.A., annunciano la firma dell'accordo vincolante per l'investimento di Wisequity VI nel capitale della Società, con l'obiettivo di accompagnarne la prossima fase di sviluppo e di rafforzarne ulteriormente la posizione di leader in Europa".
L'accordo, annunciato in questi termini, prevede in sostanza l'acquisizione da parte del fondo Wisequity VI di una quota di maggioranza del capitale di E-Pharma, con Unifarm che manterrà una partecipazione significativa nella Società.
Fondata a Trento nel 1993, E-Pharma è una contract development and manufacturing organization (Cdmo) specializzata nelle tecnologie effervescenti e solubili, attiva sia nel farmaceutico Otc “Consumer Health” sia nel nutraceutico: la Società ha chiuso il 2025 con ricavi superiori a 55 milioni di euro, di cui circa il 45% realizzati all'estero.
Ma la Uiltec del Trentino Alto Adige, per voce del segretario generale Alan Tancredi e del segretario Osvaldo Angiolini e della Rsu, vuole vederci chiaro: "Dalle informazioni rese disponibili si legge - emerge che l’operazione si configura come un passaggio di natura societaria, senza effetti immediati sui rapporti di lavoro. Tuttavia, l’ingresso di un investitore finanziario con una logica tipica di valorizzazione e successiva dismissione rappresenta un elemento di discontinuità rilevante sotto il profilo industriale, occupazionale e territoriale".
Insomma, per il sindacato non è sufficiente una lettura meramente formale dell’operazione: "È necessario - si legge - entrare nel merito delle strategie industriali che accompagneranno questa acquisizione. In particolare, risultano ancora non esplicitati elementi fondamentali quali: il piano industriale pluriennale e gli obiettivi di sviluppo produttivo; le strategie di posizionamento della società nella filiera Cdmo e nei mercati di riferimento; le eventuali operazioni di riorganizzazione, efficientamento o integrazione; il ruolo del sito di Trento all’interno della governance del gruppo; le prospettive occupazionali e l’evoluzione delle condizioni di lavoro".
In assenza di un quadro chiaro, secondo il sindacato il rischio è che logiche finanziarie di breve-medio periodo possano prevalere sulla sostenibilità industriale e sulla qualità del lavoro.
La Uiltec del Trentino Alto Adige ritiene quindi indispensabile l’attivazione immediata di un confronto strutturato, che coinvolga azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni territoriali.
“Operazioni di questa natura – conclude Alan Tancredi – non possono essere gestite senza un pieno coinvolgimento delle parti sociali. Il lavoro non può essere considerato una variabile di aggiustamento di strategie finanziarie. Servono garanzie chiare, verificabili e durature”.













