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L'Onu sospende la Russia dal Consiglio dei diritti umani. La Cina dice no: ''Dialogo e negoziati l'unica via''. Dall'Ue embargo totale per gas, petrolio e carbone

Nella bozza di risoluzione - tra i co-sponsor c'è anche l'Italia - si chiede di "sospendere il diritto della Russia di far parte" del Consiglio esprimendo "grave preoccupazione per la crisi umanitaria in Ucraina, in particolare per le notizie di violazioni e abusi del diritto internazionale umanitario da parte di Mosca"

Pubblicato il - 07 aprile 2022 - 18:21

TRENTO. Mentre continuano ad emergere barbarie e crimini terribili dal fronte di guerra, compiuti dall'esercito russo e sempre più evidenti con la ritirata delle truppe di Putin (si va dalle fosse comuni, alle uccisioni di massa, passando per gli stupri di donne e bambini, alle torture e alle sevizie) la Russia è stata sospesa dall'Onu dal Consiglio dei diritti umani di Ginevra. Nella bozza di risoluzione - tra i co-sponsor c'è anche l'Italia - si chiede di "sospendere il diritto della Russia di far parte" del Consiglio esprimendo "grave preoccupazione per la crisi umanitaria in Ucraina, in particolare per le notizie di violazioni e abusi del diritto internazionale umanitario da parte di Mosca".

 

Contraria la Cina: "Il dialogo e il negoziato sono l'unica via per uscire dalla crisi in Ucraina. Ci opponiamo fermamente alla politicizzazione delle questioni relative ai diritti umani". Lo ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu, Zhang Jun, dopo il voto sulla sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani. Pechino è tra i Paesi che ha votato no. "Questa risoluzione non è stata redatta in modo aperto e trasparente", ha aggiunto, sottolineando che la mossa "aggrava le divisioni tra gli Stati membri, aggiunge benzina al fuoco, e non aiuta i colloqui di pace".

 

La notizia arriva a poche ore dalla decisione del Parlamento europeo di attuare l'embargo totale ed immediato alle importazioni russe di petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas. L'emendamento è passato con 413 voti a favore, 93 contrari e 46 astenuti. La risoluzione, che chiede anche di armare di più l'Ucraina, è stata approvata con 513 voti a favore, 22 contrari e 19 astenuti

 

"La risoluzione - scrive Renew Europe, gruppo politico del Parlamento europeo, in una nota - accoglie favorevolmente il quinto pacchetto di sanzioni annunciato dalla Commissione europea, ma va oltre, chiedendo un maggiore supporto militare all'Ucraina e una totale esclusione da Swift per le banche russe. La mozione ribadisce l'invito del Parlamento alle istituzioni dell'Ue a lavorare per concedere all'Ucraina lo status di candidato all'Ue come chiaro segnale politico e affinché i paesi terzi si allineino alle sanzioni dell'Ue".

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