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| 24 marzo | 11:12

I russi colpiscono la centrale ucraina di Novodnistrovsk, un fiume di petrolio entra in Moldova: disastro ambientale, chiesto il via al meccanismo di protezione civile dell'Ue

Nel silenzio generale il 7 marzo un attacco russo ha provocato un grande sversamento nel fiume Nistru/Dniestr.  L'Osservatorio Balcani Caucaso: ''Le forniture d’acqua sono state sospese nei distretti di Soroca, Florești e Sîngerei e nei comuni di Bălți e Naslavcea. A Chișinău le autorità idriche hanno installato dighe di protezione intorno alla stazione di pompaggio di Vadul lui Vodă''. Il ministro degli Esteri moldavo Mihai Popșoi ha convocato l’ambasciatore designato russo Oleg Ozerov per consegnargli una condanna formale e una bottiglia di acqua sporca

Il fiume Nistru/Dniestr (© Egor Tetiushev/Shutterstock)
di L.P.

TRENTO. Un fiume di petrolio per un'allerta ambientale dichiarata di almeno 15 giorni in tutto il Paese. Nel silenzio generale il 7 marzo un attacco russo alla centrale idroelettrica di Novodnistrovsk, in Ucraina, ha causato una grave fuoriuscita di petrolio (sembra dalle sale macchine della struttura e relativi centri di rifornimento) nel fiume Nistru/Dniestr. Fiume che scorre poi in terra moldava dove l'allerta è stata diramata immediatamente. A darne notizia con un'analisi approfondita l'Osservatorio Balcani Caucaso che spiega, con Gian Marco Moisé, come le conseguenze più gravi si siano sentite nel nord del paese.

 

''L’11 marzo - spiegano dal centro studi e centro servizi che si occupa di sud-est Europa, Turchia e Caucaso - la città di Bălți è stata costretta a interrompere l’erogazione di acqua potabile, a causa del petrolio che aveva raggiunto la stazione di pompaggio. Due giorni più tardi squadre moldave, ucraine e romene si sono messe al lavoro per contenere il petrolio utilizzando barriere galleggianti. Le forniture d’acqua sono state sospese nei distretti di Soroca, Florești e Sîngerei e nei comuni di Bălți e Naslavcea. A Chișinău le autorità idriche hanno installato dighe di protezione intorno alla stazione di pompaggio di Vadul lui Vodă''.

 

 

 

 

A conferma della gravità della situazione il governo moldavo ha inviato l’esercito sul posto per partecipare alle operazioni di drenaggio e messa in sicurezza del fiume ed ha richiesto l’attivazione del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea “per la rapida mobilitazione di squadre di specialisti e delle attrezzature necessarie per gestire la situazione sul campo”. Il primo ministro Alexandru Munteanu ha spiegato che “si stanno installando filtri aggiuntivi e si stanno utilizzando balle di paglia nell’acqua, un metodo efficace per trattenere le sostanze petrolifere. Parallelamente, il laboratorio mobile preleva campioni sul campo ogni sei ore per monitorare costantemente la qualità dell’acqua”.

 

La situazione è stata critica per quasi due settimane quando, il 20 marzo, gli abitanti di Bălți hanno di nuovo avuto l’acqua dai rubinetti, seppur di colore torbido. ''Il sindaco - spiegano ancora dall'Osservatorio Balcani Caucaso - ha esortato a non consumarla. Il flusso è ripreso anche a Soroca, Floresti e Sângerei, ma per il consumo è ancora necessario acquistare bottiglie o recarsi presso i punti di distribuzione gratuiti. Il problema ecologico non è ancora stato risolto ed è stata installata una seconda diga di assorbimento presso il bacino idrico di Dubăsari. Il 17 marzo il ministro degli Esteri moldavo Mihai Popșoi ha convocato l’ambasciatore designato russo Oleg Ozerov per consegnargli una condanna formale dell’attacco alla centrale idroelettrica. Durante l’incontro, l’ambasciatore ha ricevuto una bottiglia di acqua oleosa proveniente dal Nistru''.

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