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"Cerco di far uscire le donne afghane dal paese". L'imprenditrice 33enne Zahra Ahmadi da Venezia: "I talebani mi hanno costretta a chiudere due ristoranti a Kabul"

Dopo la presa di potere dei talebani, nell'agosto 2021, la giovane ristoratrice era riuscita a fuggire grazie all'aiuto del Ministero della difesa e dell'esercito italiano. L'intervista: "Adesso non posso tornare nel mio paese, per me è pericoloso ma i talebani non possono durare a lungo. Non c'è alcuna differenza tra il governo in Iran e i talebani, entrambi estremisti religiosi, contro le donne, senza umanità"

Foto (dx) Revolutionary Association of the Women of Afghanistan - RAWA
Di Francesca Cristoforetti - 15 January 2023 - 19:23

VENEZIA. "Non c'è alcuna differenza tra il governo in Iran e i talebani. Entrambi sono estremisti religiosi, contro le donne, senza umanità". Torna a parlare l'attivista Zahra Ahmadi, imprenditrice 33enne intervistata da il Dolomiti, scappata dall'Afghanistan nell'agosto 2021, dopo la presa di potere dei talebani.

 

Fu proprio quell'estate che la sua storia comparse sui media: la giovane ristoratrice era infatti riuscita a fuggire insieme ad altri afghani grazie all'aiuto del Ministero della Difesa e dell'esercito italiano. Ora, a due anni di distanza, la sua storia riemerge dopo delle ultime decisioni "liberticide" dei talebani di dicembre scorso che hanno impedito alle donne non solo di frequentare l'università, ma anche di poter lavorare per le organizzazioni non governative.

 

Era il 19 agosto 2021 quando Ahmadi atterrò in Italia, grazie all'appello del fratello Hamed, che aveva fatto di tutto per portarla in salvo a Venezia, dove lui abitava da anni con la famiglia.

 

"Ho dovuto ricominciare la mia vita da zero - prosegue l'imprenditrice -. Sto lavorando nel ristorante di mio fratello ma spero di aprirne presto uno mio". Da quando ha toccato suolo italiano Zahra non si è mai tirata indietro e ha sempre cercato di far sentire la sua voce: tra i diversi appuntamenti che l'hanno vista ospite, anche la 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, e il Religion Today festival a Trento.

 

"In questo momento sto aiutando le ragazze afghane che sono arrivate da poco in Italia e cerco di far uscire quelle rimaste in Afghanistan per continuare con la loro istruzione. Il sostegno dell'Italia però sta diminuendo in questo senso".

 

Di seguito riportiamo l'intervista integrale de il Dolomiti.

 

Quando sei arrivata per la prima volta in Italia?

Ho lasciato l'Afghanistan il 18 agosto 2021: sono arrivata in Italia il 19 agosto, con l'aiuto del Ministero della difesa e dell'esercito italiano. Io e un gran numero di afghani, la cui vita era in pericolo, siamo riusciti a lasciare il paese. Sono riuscita a salvarmi grazie a mio fratello Hamed Ahmadi.

 

Cosa facevi prima di arrivare qui? Sei più tornata in Afghanistan da quel momento?

In Afghanistan avevo due ristoranti molto conosciuti a Kabul, entrambi chiusi da quando sono arrivati i talebani. Ora ho ripreso con il mio lavoro nel locale di mio fratello a Venezia. Vorrei imparare a conoscere i gusti della clientela qui, per poterne aprire uno mio. Ora come ora è troppo pericoloso per me ritornare nel mio paese. Ma so che non manca molto al giorno in cui i talebani cadranno: non possono durare ancora a lungo al potere. Quando saremo di nuovo liberi, sarò la prima a tornare.

 

Hai mai subito intimidazioni?

Quando il governo afghano è caduto sono stata minacciata dai talebani, anche quando sono arrivata in Italia sono stata contattata più volte dall'Afghanistan. La 'guardia' del mio ristorante mi ha detto che i talebani erano venuti in più occasioni a cercarmi.

 

Quando hai cominciato a diventare un'attivista? Come stai portando avanti questa attività in Italia?
In Afghanistan nel 2018 ho iniziato a lavorare per difendere i diritti delle donne e dei bambini perché sono sempre stati la mia prima preoccupazione. In Italia ho dovuto ricominciare la mia vita da zero, ma nonostante i problemi personali che sto affrontando ogni giorno, cerco di aiutare le ragazze afghane che sono arrivate da poco qui. Molte di loro sono venute per studiare, ma purtroppo non hanno a disposizione un alloggio, sono senza una borsa di studio o non hanno soldi per le loro spese.

 

Con le poche risorse che ho, ho sostenuto alcune di loro economicamente per 6 mesi, per permettere loro di continuare a studiare. Ho molti progetti in testa che spero di realizzare il più presto possibile.

 

Cosa significa per le donne non avere più un'istruzione?
Viviamo in un secolo in cui la tecnologia e la scienza hanno fatto grandi progressi. Ora, immaginate che in un angolo di questo mondo ci sia un paese, in cui gli uomini non permettono alle donne e alle ragazze di studiare. Se una donna non viene istruita, se non studia, la sua visione del mondo rimarrà limitata. E in futuro crescerà una generazione la cui visione del mondo è molto 'ridotta'. Se i talebani negano loro questo diritto è perché non vogliono avere persone istruite che non sarebbero disposte ad accettare le loro idee.

 

Le donne stanno chiedendo aiuto dall'Afghanistan?
Sto cercando un modo per far uscire le ragazze e le donne afghane dal paese. Ogni giorno ricevo numerosi messaggi anche dall'Iran e dal Pakistan da parte di quelle che tentano di scappare. Entrare in contatto con nuove culture e nuove persone può solo essere d'aiuto. Purtroppo però il governo italiano non sta collaborando con noi in questo senso. Adesso più che mai, le afghane hanno bisogno di sostegno, ma giorno dopo giorno le stiamo dimenticando.

Vedi delle analogie con la situazione attuale in Iran?
Non c'è alcuna differenza tra il governo dell'Iran e i talebani. Entrambi sono estremisti religiosi, contro le donne e privi di qualsiasi umanità.

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