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| 16 mar 2025 | 09:37

Il (folle) piano di Trump per Gaza: deportare 2 milioni di palestinesi in Africa

Gli Stati Uniti e Israele avrebbero contattato i governi di Sudan e Somalia per valutare il trasferimento in territorio africano dei circa 2 milioni di palestinesi di Gaza

Il (folle) piano di Trump per Gaza: deportare 2 milioni di palestinesi in Africa
di Redazione

WASHINGTON (Stati Uniti). Quello che ha riferito l'autorevole Associated Press e confermato da vari media israeliani sulla base di fonti ufficiali americane e israeliane è un piano che definire "controverso" è un eufemismo: gli Stati Uniti e Israele avrebbero infatti contattato i governi di Sudan e Somalia per valutare il trasferimento in territorio africano dei circa 2 milioni di palestinesi di Gaza.

 

L’idea "partorita" dal presidente americano Donald Trump (quello che su Gaza aveva postato un agghiacciante video generato dall'intelligenza artificiale) prevede di sradicare in modo permanente la popolazione di Gaza per consentire agli Stati Uniti di prendere controllo del territorio dopo anni di conflitti e trasformarlo in un ambizioso progetto di "rinascita".

 

Il Sudan a quanto risulta ha già respinto seccamente la proposta, mentre Somalia e Somaliland (una regione separatista non riconosciuta a livello internazionale) hanno dichiarato di non essere a conoscenza di alcun contatto.

 

La reazione internazionale, e ci mancherebbe altro, non si è fatta attendere: i palestinesi di Gaza oltre a numerose nazioni arabe lo hanno condannato con forza, definendolo senza mezzi termini una violazione del diritto internazionale. E anche varie organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno sottolineato i rischi legali e morali di un trasferimento forzato, mettendo in dubbio anche la fattibilità pratica di reinsediare milioni di persone in aree già provate da povertà e instabilità.

 

Difficile però convincere Trump con appelli al diritto e al buonsenso: il tycoon va per la sua strada, spalleggiato in questo caso dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, e continua a difendere quella che viene definita una “visione audace”, ipotizzando incentivi come aiuti finanziari e supporto diplomatico. Al momento i dettagli sulle trattative non sono chiari, e il rifiuto del Sudan sembra aver già complicato il cammino. 

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