Giuseppe Mendicino racconta Mario Rigoni Stern in un inedito 'ritratto'. "Per lui l'etica era una sola. L'umanità tutta uguale, senza divisioni"
Domenica 18 luglio, alle ore 17, a Malga Fratte, sull'Altopiano di Vezzena, Mendicino presenterà il suo libro in seconda nazionale. "Stern portava con sé un forte desiderio di difendere la natura. I cambiamenti climatici e la cementificazione sono tutti temi attualissimi che fanno parte del suo mondo letterario"

ASIAGO. Non è una 'semplice' biografia quella che nel suo nuovo libro lo scrittore Giuseppe Mendicino ha deciso di dipingere di Mario Rigoni Stern, ma bensì un ritratto, capace di scendere in profondità nelle vita dell'asiaghese così come nelle sue opere.
Il titolo è “Mario Rigoni Stern. Un ritratto”, ed è il terzo libro che Mendicino ha scelto di dedicare a colui che oggi è considerato come uno dei maggiori narratori del nostro Novecento.
Nato ad Asiago nel 1921, Mario Rigoni Stern è stato uno dei più grandi cantori della montagna in Italia. Dopo aver scritto della sua esperienza di guerra in Russia ne “Il sergente nella neve”, ha continuato a raccontare in modo sobrio e poetico le meraviglie della natura, la vita nei paesi montani e vicende di vita comune.
Giuseppe Mendicino è senza dubbio la persona più indicata per scrivere e parlare di Stern. Nutriva per lui un innegabile affetto, non celato nelle pagine del libro, e del resto fu Stern stesso a scrivere "A Giuseppe che conosce tutti i miei angoli", con la chiara certezza che avrebbe raccontato di lui dopo la morte.
E in quest'anno, in cui ricorre il centenario dalla nascita dello scrittore di Asiago, Mendicino ha voluto regalarci squarci ancora non conosciuti della sua vita, dall’infanzia in via Ortigara dov’è cresciuto, alla gioventù sull’Altopiano dei Sette Comuni, fino ai giorni della prigionia e al senso della natura e l’etica civile che lo caratterizzavano. Il tutto anche grazie a immagini inedite messe a disposizione dal figlio primogenito di Rigoni Stern, Alberico.
In "Mario Rigoni Stern. Un ritratto", lo scrittore ha voluto mettere al centro quelli che secondo lui sono i 3 aspetti chiave in grado di carpire l'anima e lo stile dell'autore. "Uno è senz'altro rappresentato dalla narrativa di Stern”, spiega Mendicino a ilDolomiti.it. “Chiara e semplice, ma incredibilmente comunicativa grazie alla ricchezza di vocaboli che utilizzava. Un po' come lui. Nelle sue opere letterarie si vede la messa in pratica dello spirito antieroico teorizzato da Calvino".
Il saggio è scritto al presente, come se lo scrittore asiaghese fosse lì a ripercorrere la sua esistenza, nella quale non è mai mancato un forte spirito e valore civile. "Ci teneva Rigoni ad evidenziare che l'etica è una, a tutte le latitudini, dovunque ci troviamo. I valori sono sempre gli stessi: amicizia, coraggio, desiderio di libertà, altruismo. L’umanità è una, al di là dei confini, dei colori e delle razze. E' stato un uomo coerente, che ha vissuto applicando in maniera concreta questi valori".
L'ultimo aspetto, invece, si potrebbe dire racchiudere anche il precedente, e cioè quello dell'amore per la natura. Nella sua semplicità, si tratta di un sapere riconoscere le bellezze che ci circondano, un saper ascoltare. Come detto è un qualcosa di semplice, ma solo per gli umili e i sensibili. Chi può vedere in un albero un amico, chi preferisce lasciare un fiore sul prato invece che strapparlo.
"Stern portava con sé il forte desiderio di difendere la natura”, continua Mendicino. “I cambiamenti climatici, la cementificazione sono tutti temi attualissimi che fanno parte del suo mondo letterario". Esempio di questo è il libro "Arboreto Selvatico", opera di Stern in cui l'autore scelse venti alberi a lui particolarmente cari per poi raccontarli, dandone le caratteristiche botaniche e ambientali, illustrandone la storia e le ricchezze, spiegando gli influssi che hanno avuto nella cultura popolare e nella letteratura, non facendo mancare riferimenti alla sua vita.
Il libro rappresenta quindi un viaggio che più che seguire la linea del tempo, segue quella dei sentimenti e dei significati. Nella prima parte del libro si possono apprezzare squarci non conosciuti, dai giochi di infanzia del “piccolo Mario” all’essenza dell’etica, fino al racconto dei luoghi dello scrittore. La seconda parte si sofferma sugli scritti più importanti di Rigoni con alcuni capitoli tematici dedicati all’amicizia con gli altri due narratori dalla scrittura chiara: Nuto Revelli e Primo Levi.
Uno dei capitoli però senz'altro più interessanti è il penultimo, dal nome “Tra Col del Vento e pian di Leguna, sulle tracce di Breve vita felice”, in cui l’autore ricostruisce la vita precocemente spezzata della ragazza, che era andata a trovare Rigoni e gli aveva lasciato in lettura il suo diario, a cui è dedicato l’omonimo racconto pubblicato in “Amore di confine”. Mendicino è riuscito a ricostruire la sua esistenza, rintracciando anche il suo compagno, ripercorrendo insieme nei boschi i sentieri familiari a lei.
“Mario Rigoni Stern. Un ritratto” è la terza opera di Medicino dedicata interamente all'autore asiaghese. Con "Mario Rigoni Stern. Il coraggio di dire no", lo realizzò una raccolta delle migliori interviste di Stern, mentre nel 2016 con "Mario Rigoni Stern. Vita, guerre, libri", diede vita alla sua biografia.
Domenica 18 luglio, alle ore 17, a Malga Fratte, sull'Altopiano di Vezzena, Mendicino presenterà il suo libro nella seconda nazionale. Sarà accompagnato nel racconto da Lorenzo Carpane, scrittore che ha ricevuto il premio Itas per il libro di montagna.












