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Il rifugio Coronelle a rischio demolizione per costruire un albergo di 7 piani con torre panoramica. Il Cai Alto Adige: "Preoccupante urbanizzazione della montagna"

Il rifugio Coronelle è nuovamente tornato sotto i riflettori perché su di lui aleggia la triste eventualità che possa essere totalmente demolito così da lasciare 'spazio' alla realizzazione di un mega albergo, voluto dalla società impiantistica Latemar Carezza, con oltre 90 posti letto. Le associazioni alpinistiche e ambientaliste si dichiarano profondamente contrarie: "Il Catinaccio è un'attrazione in sé e non ha bisogno di interventi artificiali. Ha già un suo valore culturale, spirituale ed ecologico"

Di Lucia Brunello - 17 giugno 2021 - 07:52

BOLZANO. Per la società Latemar Carezza sarebbe da demolire perché difficile da ristrutturare e con ‘poco da salvare’. Stiamo parlando del povero rifugio Fronza alle Coronelle, a quota 2.300 metri ai piedi del Catinaccio, ormai da alcuni anni finito sotto i riflettori perché protagonista di grandi ed invasivi progetti proposti da Florian Eisath, ex atleta di Coppa del Mondo di sci alpino e Ceo della società impiantistica locale.

 

Due anni fa la società aveva puntato sulla costruzione di una torre di vetro panoramica in zona rifugio Coronelle, la "Ttd - Touch the Dolomites", ma il progetto era stato bocciato dalla Provincia anche grazie alla levata di scudi di ambientalisti e non solo, oltre alla contrarietà espressa della Fondazione Dolomiti Unesco.

 

Lo scorso anno, nel mese di maggio, è stata annunciata dalla Provincia una proposta di compromesso: la torre non si sarebbe fatta, ma in compenso era stato dato il via libera ai lavori per realizzare una stazione a monte interrata per la cabinovia da 10 posti "Re Laurino" (qui articolo). I lavori sono partiti con scavi (tuttora) invasivi in un delicato ambiente alpino, come si può vedere anche nella foto qui sotto, scattata da un drone in questi ultimi giorni.

Ma la società privata Latemar Carezza non ha mollato la presa, ed è tornata con un nuovo progetto da 13 milioni di euro che vedrebbe totalmente demolito il rifugio Coronelle (anche se, va sottolineato, è stato recentemente ristrutturato) per poi costruire al suo posto un albergo (perché di rifugio non si tratterebbe più). Il progetto prevede infatti la realizzazione di un edificio alto 20 metri con 7 piani, con 22 camere con doccia e con la possibilità di arrivare a 97 posti letto. Ci sarà anche un ristorante con 360 posti a sedere e poi ‘ovviamente’ anche l’immancabile terrazza panoramica. 

La torre di vetro verrebbe inoltre collegata con scale mobili sotterranee, ascensori e gallerie alla nuova stazione sotterranea della cabinovia Re Laurino. Per ora si tratta di un progetto al vaglio della Provincia, e il 30 giugno sembrerebbe essere il giorno fissato come termine ultimo per prendere una decisione sul tema.

 

Il progetto rientrerebbe in un'ottica di partenariato tra pubblico e privato, e quindi tra la Provincia e la società Latemar Carezza. Ad oggi il Coronelle è di proprietà della Provincia e dal 2014 è gestito con cura dalla famiglia Trottner. Se il progetto dovesse andare in porto, però, la gestione della struttura verrebbe trasmessa alla società di impianti, con durata della concessione di ben 35 anni. Alcune indiscrezioni farebbero inoltre sapere che, in caso il mega albergo venisse realizzato, la società Latemar Carezza riceverebbe un compenso dell’ordine di centinaia di migliaia di euro all'anno per la sua gestione.

 

Ma è categorica la contrarietà delle associazioni alpinistiche del territorio, dal Cai dell'Alto Adige all’Alpenverein. "E’ corretto ristrutturare e adeguare le strutture, ma c’è un limite che non va superato", dice a ilDolomiti.it Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige. "Un esempio positivo e ben riuscito è la ristrutturazione che è stata fatta sul rifugio Antermoia". 

 

"Per me i rifugi si chiamano così perché all’interno si può trovare riparo e, appunto, rifugio. Ma quando si vanno a fare lavori così esagerati su prati e ambienti delicati, io mi preoccupo. Si dice inoltre che sia stata fatta la proposta di ingrandire anche il rifugio Santner. A me spaventano tutte queste iniziative. Siamo di fronte ad una vera e propria urbanizzazione della montagna".

 

Insieme a Cai e Alpenverein, ad esprimere la loro contrarietà sono state l'Heimatpflegeverband dell'Alto Adige e il Dachverband. Queste quattro voci si sono unite in un'unica: "Nel 2019 come associazioni ci eravamo opposte al progetto della torre panoramica - scrivono in un comunicato - perché il Catinaccio è un'attrazione in sé e non ha bisogno di interventi artificiali. Ha già un suo valore culturale, spirituale ed ecologico".

 

"Invece la società Latemar Carezza ha elaborato un nuovo progetto che prevede la demolizione del rifugio Coronelle con una torre di vetro a prendere il suo posto. Per noi e altre associazioni ambientaliste questo non è altro che una copia poco originale del progetto "Ttd - Touch the Dolomites" respinto dalla Provincia. Inoltre la frana di luglio 2020 aveva già mostrato quanto sia sensibile l'ambiente a questa quota". 

 

"Per la società Latemar Carezza tutto questo - continuano - rappresenta l'opportunità di creare una nuova attrazione per il comprensorio sciistico locale così da sfruttare la capacità della nuova cabinovia".

 

"Ci chiediamo se questa partnership sia nell'interesse pubblico oppure l'esatto contrario“, concludono. “In tempi di scarsi fondi pubblici, ha senso demolire un rifugio recentemente ristrutturato per sostituirlo con una torre panoramica?".

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