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Il rifugio Santner sul Catinaccio sarà demolito e ricostruito su 3 piani. I proprietari: "Ora è troppo piccolo. Quello nuovo avrà 32 posti letto"

Il rifugio Santner verrà demolito per essere ricostruito su 3 piani con quasi il triplo dei posti letto di cui dispone al momento. Questo è ciò che prevede il progetto approvato dalla Provincia di Bolzano insieme al Comune di Tires, proposto dagli attuali gestori del rifugio nonché proprietari. Il presidente del Cai Alto Adige: "Non ne sapevamo niente. Noi del Cai e Alpenverein siamo contrari e stufi di tutto questo lavoro sottobanco"

Foto di Tommaso Forin
Foto di Tommaso Forin
Di Lucia Brunello - 23 luglio 2021 - 17:15

TIRES. Tre piani, 32 posti letto, distribuiti in 11,8 metri di altezza. Questo, in sintesi, il destino del rifugio Santner, piccolo gioiellino a 2734 metri di quota all’apice della parete ovest del Catinaccio nell’omonimo gruppo.

 

Una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno, accolta con sgomento dalle associazioni Cai e Alpenverein oltre a quelle ambientaliste, che non hanno neanche fatto in tempo a levare gli scudi contro questa proposta. A quanto pare, infatti, da tempo girava una voce su un possibile ampliamento del rifugio Santner, ma sembrava che l’idea di progetto fosse ancora allo stadio embrionale

 

Ma invece questa è divenuta realtà, rientrando così nelle mire ‘espansionistiche’ della Provincia di Bolzano e dei privati che in questi ultimi tempi sembrano essersi concentrate sul gruppo del Catinaccio. E’ stata infatti la famiglia Perathoner, proprietaria del rifugio Santner (nonché proprietaria del rifugio Alpe di Tires) a presentare al Comune di Tires il progetto di demolizione e ricostruzione della struttura d'alta quota. Non si tratterebbe però del primo progetto da loro presentato. Ce ne sarebbero stati altri due, entrambi respinti. Ma dopo un po' di modifiche e di 'taglia e cuci', sono riusciti a ricevere il via libera dal Comune.

 

Il rifugio Santner è stato costruito nel 1956 con l’intento di creare un punto di appoggio agli interventi di soccorso fatti sulla parete est del Catinaccio. Negli anni, con l’aumento del flusso di turisti, è diventato sempre più meta imperdibile per gli escursionisti.

 

Agli occhi di molti si presenta come l'ennesimo progetto non necessario, impattante dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Un voler fare di più dove invece ci si dovrebbe accontentare del 'meno', del resto stiamo parlando del rifugio più alto del gruppo del Catinaccio.

 

Per il gestore, Michel Perathoner, però, la questione è molto più semplice: ora come ora la struttura è troppo esigua e non presenta abbastanza spazio da permettere di servire gli escursionisti a dovere. “Il nostro magazzino è molto piccolo, le persone a casa hanno un frigo più grande di quello che abbiamo noi quassù”, spiega a ilDolomiti.it. “Quando c’è brutto tempo non abbiamo abbastanza spazio per accogliere tutti gli escursionisti all’interno per ripararsi. Per questo vogliamo ampliarci”.

Ma il progetto, come detto, non prevede l'aggiunta di qualche stanza o l’innalzamento di un piano. “Creeremo una struttura a forma di tenda alta 3 piani, con 32 posti letto (al momento dispone di 12, ndr). Rifaremo anche la teleferica, e infatti i lavori partiranno proprio con quella”.

 

Il gestore ci tiene inoltre a far sapere: “Demoliremo il rifugio che c’è adesso, ma non rimarremo mai chiusi. Quando metà del nuovo rifugio sarà pronta e abitabile, allora procederemo alla demolizione del vecchio. Continueremo quindi ad avere la possibilità di accogliere i nostri clienti”.

 

Il progetto del nuovo Santner è stato approvato dal Comune di Tires, dalla Provincia di Bolzano, dall'Ufficio Parchi e, dulcis in fundo, ha ricevuto il via libera dalla Fondazione Dolomiti Unesco, visto che la struttura si trova nel gruppo dolomitico del Catinaccio, riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità. Il presidente della Fondazione, Mario Tonina, contattato telefonicamente da ilDolomti.it per una battuta in merito, ha dichiarato però di dover "prima approfondire il tema".

 

“Mi meraviglio dell’Unesco, che di certo in questi anni non ha fatto il bene della montagna", dichiara a ilDolomiti.it il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella. "Ha aumentato il turismo, ha dato una mano alla politica non prendendo mai posizione sulle questioni importanti. Basta guardare il progetto del rifugio Coronelle, dove si capisce che ormai lo scopo non è più quello di offrire un rifugio per l’alpinista ma per chi scia o vuole vivere un’esperienza di lusso”.

 

“Lo stesso discorso si può fare per la nuova funivia di Tires", continua. "Spero solo che non finiscano per chiudere la strada che porta a Passo Nigra così da permettere alla funivia di lavorare, vista la sua inutilità. Ma la lobby degli impianti a fune è potente e lo ha dimostrato in Trentino con ciò che è successo ai pulmini che andavano al Gardeccia. Trovo assurdo che abbiano bloccato le navette lì ma che queste continuino a salire in val Duron e in val San Nicolò”. (Cliccando qui potete leggere un approfondimento de ilDolomiti.it sulla vicenda).

 

“Fino a ieri non sapevamo niente dell'approvazione del progetto​ del Santner. Noi del Cai e Alpenverein siamo contrari e stufi di tutto questo lavoro fatto sottobanco”, conclude Zanella.

 

Guardando a ciò che è accaduto dallo scorso anno ad oggi, si potrebbe dire che la situazione sul gruppo del Catinaccio sul 'lato' altoatesino è davvero preoccupante. Al momento una spada di Damocle pende sopra al rifugio Fronza alle Coronelle, a rischio demolizione per costruire un mega albergo (qui articolo). Lo scorso anno è stato dato il via libera alla realizzazione di una stazione a monte interrata per la cabinovia da 10 posti "Re Laurino" (qui articolo). Stesso discorso per la realizzazione della funivia da 60 posti che collegherà San Cipriano con Malga Frommer (qui articolo).

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