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Catinaccio, al via i lavori per la nuova funivia da 60 posti e così anche agli ennesimi scavi in delicati ambienti alpini

Sono 15 i milioni che saranno investiti nella realizzazione del nuovo collegamento funiviario che, in soli 7 minuti, percorrerà un tracciato di 3.8 chilometri per un dislivello di 644 metri. L'impianto collegherà l'abitato di San Cipriano con Malga Frommer, posta tra le piste da sci del comprensorio di Carezza. Intanto, però, si continua a scavare

Di Lucia Brunello - 20 ottobre 2020 - 18:46

SAN CIPRIANO. Nel silenzio stampa, ma nel rumore delle escavatrici, proseguono i lavori di potenziamento degli impianti di risalita, nonché la realizzazione di altri ex novo intorno al gruppo del Catinaccio. 

 

Questa volta la grande protagonista è la nuova funivia da ben 60 posti che metterà in collegamento l'abitato di San Cipriano con Malga Frommer. Il progetto prevede un impianto che percorrerebbe, in soli 7 minuti, un tracciato di 3.8 chilometri per un dislivello di 644 metri.

 

L'architetto delle stazioni a monte e a valle, Werner Tscholl, ha presentato il loro disegno come risultato di un "delicato inserimento nell’incantevole paesaggio del Catinaccio". Le stazioni saranno infatti interrate, lasciando visibili solo i punti di ingresso e uscita che spunteranno dai prati.

 

E' facile pensare a quello che sarà l'aspetto dell'impianto ad intervento ultimato, senza considerare invece tutti i lavori incredibilmente invasivi che dovranno essere fatti in un fragile ecosistema alpino d'alta quota come quello ai piedi del Catinaccio. Lo stesso identico discorso lo si fece proprio per la cabinovia "Re Laurino" con partenza da Malga Frommer, per la cui realizzazione sono stati compiuti scavi smisurati, comparabili all'altezza di una casa di 5 piani (qui articolo).

 

“La nostra visione è quella di rendere l’altopiano sotto al Catinaccio un’area il più possibile car-free”, è quanto ha detto Florian Eisath, ex atleta di Coppa del Mondo di sci alpino e Ceo di Carezza Dolomites. 

 

Come possiamo non essere contenti e d'accordo quando sentiamo di progetti car-free? Ma sarebbe da ingenui credere che l’interesse della società Seilbahn Tiers si esaurisca qui. Proprio come l’azione messa in atto in Val di Fassa, sempre sul gruppo di Catinaccio, che ha visto l'eliminazione del servizio pulmini così da costringere tutti i turisti ad usufruire degli impianti di risalita (qui articolo), anche in questo caso si sta chiaramente puntando tutto sul turismo invernale e a fare cassa.

 

L’impianto, infatti, si collega direttamente alla zona sciistica di Carezza, nello specifico alla cabinovia Re Laurino, in costruzione, e alla cabinovia di Nova Levante. Dopo la bocciatura del collegamento Moena-Costalunga di diversi anni fa, dopo il no della provincia di Trento, l'attenzione della società di Carezza si è quindi spostata sull'altro lato della skiarea per un nuovo arroccamento. Cambio di rotta, dunque, ma non troppo: l'obbiettivo di fondo rimane l'aumento della ricettività alberghiera al servizio del comprensorio sciistico.

 

Si tratta di un progetto che in passato si è visto accartocciato dal Tribunale regionale di giustizia amministrativa, il quale aveva accolto un ricorso della Federazione dei protezionisti sudtirolesi. Ma alle critiche degli ambientalisti, si è contrapposta la pressione fatta dagli albergatori

 

Recentemente, quindi, la giunta ha approvato una nuova delibera in merito alla realizzazione del collegamento, che tiene conto di determinate condizioni espresse dal Comitato ambientale. Sotto il profilo dei contenuti, però, non sono state apportate modifiche al progetto originario.

 

Va segnalato inoltre che è prevista la realizzazione di nuovi sentieri e piste ciclabili. La vittoria degli ambientalisti sta nel fatto che, nella realizzazione di questi nuovi percorsi, si terrà un occhio di riguardo alla salvaguardia della presenza del gallo cedrone. Gli interventi saranno infatti calibrati in modo che l'uccello abbia a disposizione zone di quiete sufficientemente ampie.

 

Il costo per la realizzazione della funivia ammonta a 15 milioni di euro, ma il piano finale di finanziamento è ancora in fase di stesura. Vedremo, con il tempo, in che direzione andrà questo mastodontico progetto e cosa, alla fine dei conti, porterà alla montagna e al suo fragile ecosistema.

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