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Per dove passerà il treno delle Dolomiti? Sono 4 le opzioni. "La val Cordevole è la via più diretta per Cortina e con più vantaggi"

A metà giugno il presidente Zaia annuncerà quale sarà il percorso della nuova ferrovia delle Dolomiti. Sono quattro le proposte che si stanno analizzando, di cui una che passerebbe per la val Boite e una per la val del Cordevole. Eccole tutte e quattro nei dettagli

Foto sx Treni Belluno
Foto sx Treni Belluno
Di Lucia Brunello - 29 maggio 2021 - 13:26

AGORDO. Avanza il progetto del 'treno delle Dolomiti'. Si sa che nei prossimi anni delle nuove rotaie verranno posizionate nel territorio bellunese, ma non si sa ancora con esattezza quale percorso seguiranno. Il nuovo treno risalirà la valle del Boite? O la valle d’Ansiei? O entrambe? Oppure si farà strada nella valle del Cordevole, passando attraverso Agordo, Alleghe e sbucando a Cortina d'Ampezzo?

 

Sono quattro le proposte in campo, tutte molto interessanti e che prevedono la realizzazione di una linea elettrificata. Differiscono per lunghezza del tracciato, percorso geografico, ma in una cosa si ritrovano: il voler dare alla provincia di Belluno un qualcosa di più. Per i futuri turisti, ma anche per i cittadini. Ora più che mai, infatti, la Provincia deve pensare a contrastare l’allarmante trend di spopolamento che il territorio sta subendo ormai da anni (qui articolo).

 

La prima ipotesi a suo tempo proposta dalla Regione Veneto riguarda il passaggio per la Valle del Boite, per un tracciato totale di 69,5 chilometri, di cui 28,2 in galleria. Il tempo di percorrenza da Ponte nelle Alpi a Cortina d’Ampezzo sarebbe di 1 ora e 25 minuti. Questa era la proposta principale che voleva ricalcare il vecchio tracciato del Trenino delle Dolomiti utilizzato nelle Olimpiadi del 1956, ora divenuto una pista ciclabile. Una soluzione, questa, che in realtà non è semplice come appare, ma ci ritorneremo dopo.

 

Poi arrivò una seconda proposta, sempre ad opera della Regione, che invece di risalire la valle del Boite, da Calalzo raggiungerebbe Cortina passando per Auronzo e per la Val d’Ansiei per poi concludersi con un tunnel da Palus San Marco. Si tratterebbe di un tracciato di 84 chilometri, di cui 28,8 in galleria. Il tempo di percorrenza da Ponte nelle Alpi a Cortina sarebbe di 1 ora e 35 minuti.

 

A questa è seguita una terza proposta, una sorta di unione delle due precedenti, che vedrebbe il treno passare per Auronzo per poi attraverso una galleria risbucare nella Valle del Boite, così da riservare una fermata a San Vito di Cadore, per poi procedere verso Cortina. Stiamo parlando di 88 chilometri di percorso, di cui 25 in galleria. La durata del tragitto Ponte nelle Alpi - Cortina sarebbe di 1 ora e 50 minuti.

 

L’ultima proposta invece, venuta alla luce per ultima, proviene dal lavoro svolto dal comitato “Ferrovia delle Dolomiti bellunesi”. Il progetto che si chiama “Treno delle Dolomiti Venezia-Cortina – Lungo la valle del Cordevole”. Si tratterebbe di un percorso di 72 chilometri, di cui 21,2 in galleria. Le tempistiche risultano più rapide rispetto alle proposte prima descritte: si parla infatti di Ponte nelle Alpi - Cortina in solo 1 ora e 5 minuti.

 

Quest’ultimo progetto, vorrebbe collegare Ponte nelle Alpi con Cortina, passando per la valle del Cordevole, e quindi facendo fermata ad Agordo, Cencenighe, Alleghe e Caprile. Si tratta di una soluzione che permetterebbe di ‘distribuire’ in più punti del territorio la centralità che una ferrovia potrebbe regalare. I punti a favore però sembrerebbero essere molto altri.

 

“Il nostro progetto è partito quando la Regione Veneto ha espresso la volontà di creare un collegamento tra Venezia e Cortina d’Ampezzo”, spiega a ilDolomiti.it Paolo Selva Moretti, presidente del comitato “Ferrovia delle Dolomiti”. “Inizialmente la Regione aveva deciso di sfruttare la già esistente linea a gasolio che da Ponte nelle Alpi porta a Calalzo, prolungandola poi fino a Cortina d’Ampezzo. La problematica che abbiamo sollevato noi, però, è che il tratto ferroviario Ponte nelle Alpi – Calalzo dovrebbe essere quasi interamente rivisto per essere convertito da diesel a elettrico.

 

Cosa, questa, non facile come potrebbe sembrare. Le linee elettriche, infatti, differiscono per quelle a gasolio anche dal punto di vista strutturale e, per fare un esempio, anche per la larghezza delle gallerie. Nella attuale linea Ponte nelle Alpi – Calalzo, ce ne sono ben 44, di cui 42 che sicuramente avrebbero bisogno di essere allargate o rifatte. “Questo chiaramente comporterebbe dei costi notevoli - spiega Selva Moretti - il che ci ha portati a pensare di proporre una nuova linea. Più veloce e con più potenziale”.

 

“Il sindaco di Cortina ha dichiarato che vorrebbe che venisse realizzata la linea più rapida per arrivare a Cortina. E noi abbiamo pensato ad una soluzione che risponde proprio a questo requisito. Tutto è nato dal disegno dell’architetto Stefano Dell’Osbel, che riguardava una linea con partenza da Belluno e arrivo a Caprile. Vista la volontà della Regione, Dell'Osbel ha ben pensato di estendere il proprio progetto e di farlo arrivare fino a Cortina”.

 

A fine 2019, quindi, il progetto della ferrovia per la valle del Cordevole ha iniziato a prendere forma. Ha superato la ‘prova’ di assessori, del presidente della Provincia, e quella dei sindaci dell’Unione montana agordina e non solo. “Abbiamo aperto il dialogo con tutti i diretti interessati nella valle. Possiamo dire che il nostro progetto è già concordato con il territorio. Inoltre abbiamo coinvolto numerosi esperti per valutare l’aspetto idrogeologico del progetto”. 

 

A metà giugno, probabilmente domenica 13, in occasione dell’inaugurazione della nuova tratta elettrificata Venezia – Belluno, il presidente della Regione, Luca Zaia, dovrebbe anche annunciare quale dei 4 progetti verrà realizzato. 

 

E se passiamo ai punti di forza di questa via, bisogna dire che sembrerebbero essere davvero numerosi: “Noi puntiamo tutto sulla sostenibilità economica", continua il presidente. "I soldi per costruire la struttura potremmo anche fare presto a trovarli, ma ciò che importa davvero è creare un qualcosa che in futuro riesca a sostenersi da solo e quindi creare un buon flusso di viaggiatori”.

 

“La nostra proposta passa per Belluno, che è il capoluogo di provincia, e ha oltre 30 mila abitanti, che certamente usufruiranno del servizio ferroviario. Inoltre, secondo delle stime fatte, all’anno potrebbero essere ben 700 mila gli spostamenti fatti dai dipendenti dell’azienda agordina Luxottica. Consideriamo poi che la linea sarà affiancata da una pista ciclabile, e che d’inverno i turisti potranno raggiungere più comprensori sciistici”.

 

Il progetto del Treno delle Dolomiti per la Val Cordevole, infatti, andrebbe a mettere una pietra sopra all’irrealizzabile progetto del “Grande Carosello”, tanto contestato dagli ambientalisti e assolutamente non voluto dal Comune di Livinallongo (qui articolo). Grazie a questa ferrovia, infatti, i turisti potranno raggiungere il comprensorio sciistico del Col Margherita-San Pellegrino tramite una navetta da Cencenighe, quello di Alleghe solamente smontando dal treno e camminando per pochi metri fino agli impianti di risalita e poi da Caprile, attraverso una navetta, potranno raggiungere Malga Ciapela e da lì il comprensorio Arabba Marmolada e quindi l’intero comprensorio di Dolomiti Superski. "Da Caprile poi, attraversando la galleria di collegamento con Cortina, si mettono in rete anche gli impianti della conca ampezzana. Questa linea ferroviaria permette quindi di creare il carosello sciistico più grande e vario al mondo".

 

“Mettendo insieme tutti questi fattori, la nostra stima è che sulla nuova ferrovia viaggeranno circa 2 milioni di persone l’anno. Inoltre, la ditta che ha progettato le due linee del Cadore ci ha fatto i complimenti quando ha visto il nostro progetto. Hanno detto che era molto dettagliato”.

 

I treni della linea viaggeranno sui 100-110 chilometri orari. Come già detto, risaliranno la valle fino a Caprile per poi entrare in una galleria della lunghezza di 13 chilometri che sbucherà direttamente a Cortina d'Ampezzo. 

 

Come ultima cosa, parliamo dei costi. Considerati i limiti e i punti di forza di tutti e quattro i progetti, il costo stimato per la realizzazione di ognuno gravita intorno alla stessa cifra, e cioè circa 1.000/1.100 milioni di euro. In tutti e quattro i casi, inoltre, le ferrovie non sarebbero pronte in tempo per le olimpiadi di Cortina 2026. I tempi saranno infatti più lunghi, di circa 7/8 anni complessivi dall'inizio dei lavori. 

 

Tra alcune settimane il presidente Zaia darà a tutta la provincia (ma anche all'intera regione) una notizia importante, che di sicuro scriverà quello che sarà il futuro del bellunese. In ogni caso, la presenza di una ferrovia rappresenterà di sicuro un valore aggiunto ad un territorio con moltissimo da offrire.

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