A Luserna un progetto di 'co-living' porta 4 nuove famiglie "ma solo per 4 anni". Il sindaco: "Contro lo spopolamento dei borghi di montagna servono soluzioni più efficaci"
Un progetto di 'co-living' avviato tre anni fa ha portato a Luserna quattro nuove famiglie, che potranno usufruire per quattro anni di alloggi Itea senza dover pagare l'affitto. L'opinione del sindaco: "Un'iniziativa bellissima ma quando il tempo 'sarà scaduto', cosa ne sarà di loro? Contro lo spopolamento dei borghi di montagna servono soluzioni a lungo termine"

LUSERNA. A Luserna sono rimasti in 270: abitanti che lì i propri piedi li mantengono ben saldi a terra, convinti più che mai che lo spopolamento dei borghi di montagna vada contrastato. Farlo, significa infatti tenere in vita luoghi fatti di storia e tradizioni centenarie: "Attraverso un progetto di co-living abbiamo provato a portare nuove famiglie in paese - anticipa Gianni Nicolussi Zaiga, sindaco di Luserna, a Il Dolomiti -. I problemi da risolvere, tuttavia, sono molti".
"Cent'anni fa eravamo in 1200 - esordisce -. C'era la scuola elementare e il paese era vivo, abitato non soltanto da persone ma anche da 4 o 5 alimentari, un negozio di abbigliamento, una macelleria e un tabacchino. Oggi, i residenti sono 270 ed è rimasto soltanto un minimarket che rischiava la chiusura", sottolinea Nicolussi Zaiga, anticipando un progetto approdato a Luserna "tre anni fa, per contrastare lo spopolamento e riempire appartamenti rimasti ormai da lungo tempo vuoti".
Si tratta di un progetto di co-living, "lanciato dalla Comunità degli Altipiani Cimbri in collaborazione con la Provincia di Trento - spiega il primo cittadino -. In paese c'erano infatti ben 6 appartamenti Itea sfitti da diversi anni, perché sebbene messi a disposizione a canone agevolato, le spese di gestione per le famiglie che vi approdano risultano abbastanza alte, cosa che nel tempo ha spinto molti ad andarsene", racconta.
"Grazie all'introduzione di un bando sono stati così finalmente assegnati 4 di questi alloggi, accogliendo ormai due anni fa una famiglia proveniente da Ferrara, una dalla Provincia di Vicenza, una da quella di Verona e una originaria della Provincia di Padova: 4 coppie con i loro bambini, due dei quali nati proprio quest'anno".
Un progetto che permette a chi approda a Luserna (attraverso la selezione da bando) di fruire di un appartamento Itea per 4 anni senza pagare l'affitto (ma dovendo sostenere le spese di gestione ndr): "I nuovi arrivati si trovano benissimo: molti di loro hanno scelto di venire a vivere qui perché di questo luogo si erano innamorati anni fa, quando erano venuti in vacanza o a trovare degli amici - rivela il sindaco -. Si sono trasferiti scegliendo di cambiare le loro vite, fra chi ha iniziato a lavorare in smartworking e chi invece ha dovuto cercare un impiego nuovo. Infine, ci sono i bimbi, che hanno iniziato una nuova avventura nelle scuole della zona fra l'asilo di Luserna e le elementari a Lavarone".
Sono passati due anni dal momento del trasferimento delle nuove famiglie giunte in paese: "Restano loro altri due anni poi, non si sa cosa accadrà - premette Nicolussi Zaiga -. Il punto è che nel bando viene dichiarato che queste famiglie hanno diritto ad una casa 'gratuitamente' per 4 anni, periodo al termine del quale non si sa cosa dovranno fare: molto probabilmente, lasciare il posto a qualcun altro".
Mettere a disposizione alloggi vuoti, è sicuramente un'efficace modo per restituire vita anche a quei paesi delle "terre alte", che rischiano inesorabilmente di scomparire: "Tutto bellissimo, ma se facciamo integrare le persone e sopratutto i bambini nella comunità non possiamo poi pensare di mandarle via - fa notare -. Qualcuno di loro magari riuscirà a trovare un appartamento in affitto o a comprare casa grazie a un mutuo e quindi a restare in paese, ma chi non ha la possibilità cosa farà?".
"Qualche mese fa ho portato la questione all'attenzione della Comunità di valle e della Provincia, nella speranza che qualcosa venga fatto. Magari, prorogando i 4 anni o, ancora meglio, dando la possibilità di acquistare alcuni di quegli alloggi Itea che altrimenti finiranno per restare di nuovo vuoti".
La realtà di Luserna è quella di innumerevoli borghi di montagna, un tempo caratterizzati dal viavai di bambini che giocavano in strada, contadini, allevatori o ancora artigiani: "Oggi invece, in quanto posti periferici, non attirano più: o perché sprovvisti di servizi o perché la strada per accedervi è ritenuta 'pericolosa' - ipotizza il primo cittadino -. La verità è che in paesi come il nostro i problemi sono molti: noi, ad esempio, da anni siamo senza segretario comunale. Tutti quelli che partecipano al bando per venire a lavorare in Comune vivono lontano e dopo un periodo si 'stufano' e decidono di licenziarsi".
La mancanza di una figura come il segretario comunale equivale a "perdere la possibilità di accedere a fondi o approvare bilanci in ritardo, paralizzando anche altre attività che invece potrebbero essere portate avanti nel Comune - conclude Nicolussi Zaiga -. La soluzione per quelle cruciali questioni che affliggono i paesi montani come il nostro va trovata in maniera più concreta ed efficace, altrimenti, rischieremo di scomparire".


















