Una libreria in quota per combattere lo spopolamento, storia di Paolo Fusta: "Per far rivivere i borghi di montagna servono nuove possibilità"
"Credo che questa vallata abbia molte potenzialità, non soltanto a livello turistico ma anche imprenditoriale. Il mio è stato sicuramente un azzardo, soprattutto in un periodo storico governato dai grandi numeri". Ecco la storia di Paolo Fusta e della sua "Libreria Alpina", nata per combattere, nel proprio piccolo, quello spopolamento che sempre più colpisce le terre alte

CASTELDELFINO (CUNEO). Far rivivere borghi di montagna, drammaticamente segnati dallo spopolamento, non è mestiere semplice. Una vera e propria sfida che, ormai, scelgono d'intraprendere in pochi. È il caso dell'editore Paolo Fusta, che ha deciso di aprire una libreria di montagna in un paesino abitato da un centinaio d'anime appena: "Servono azioni concrete - fa notare Fusta, intervistato da Il Dolomiti -. Per combattere l'abbandono delle terre alte è necessario creare nuove possibilità".
Se negli anni '70 gli abitanti di Casteldelfino, in Provincia di Cuneo, erano un migliaio, oggi sono appena poco più d'un centinaio: "Questo borgo è immerso in un contesto meraviglioso, che ha davvero molto da offrire a livello paesaggistico - prosegue l'editore, titolare di una casa editrice che porta il suo nome -. Il turismo qui, fortunatamente, ha ancora un ritmo lento e genuino". Là, visitatori ed escursionisti si fanno infatti spazio fra vallate incontaminate, vette che che sfiorano i 3.000 metri (e oltre) e prati d'alpeggio in cui transitano pastori con il loro bestiame.
Un luogo di cui Paolo si è innamorato frequentandolo in maniera sempre più assidua, "prima andandoci in vacanza e poi decidendo di trascorrervi un periodo per lavorare in smartworking , riuscendo così a ritrovare una dimensione del 'lavorare' più a misura d'uomo". A Casteldelfino, "borgata che trasuda storia fatta anche di antichi splendori, ho infine deciso di spostare la mia casa editrice, creando anche una piccola libreria di montagna", punto di ri-partenza per un borgo in quota che ha assistito nel tempo al progressivo decimarsi dei suoi abitanti.
"Per realizzare il mio progetto ho anzitutto parlato con sindaco e amministrazione comunale, che si sono detti fin da subito disponibili a fornirmi uno spazio per dare vita alla mia libreria". Una bottega inaugurata lo scorso sabato con una festa "molto partecipata", nella quale vengono custoditi volumi che parlano di montagna, viaggi ed erbe, "o comunque argomenti tipicamente montani", fa sapere Fusta. Libreria che, non a caso, 'ha scelto' come culla e punto dove porre salde radici il cuore del Parco del Monviso: "Credo che questo luogo abbia molte potenzialità, non soltanto a livello turistico ma anche imprenditoriale. Il mio è stato sicuramente un azzardo, soprattutto in un periodo storico governato dai grandi numeri: le piccole realtà sembrano infatti destinate a scomparire".
Ciononostante, per l'editore e libraio è valsa la pena tentare: "Il mio augurio è che questa diventi una zona sempre più ambita ad essere popolata - conclude entusiasta -. Se ognuno di noi, nel proprio piccolo, desse vita a qualcosa, insieme potremmo creare un circolo virtuoso". La "Libreria Alpina" di Paolo punterà nel tempo a diventare luogo di riferimento non soltanto per i locali ma anche per i turisti, "attivandoci con escursioni: insomma, saremo una libreria indipendente sicuramente innovativa".














