Disboscamenti e scavi per ampliare gli impianti da sci, l'allarme in Valle Aurina: ''Si ferisce il territorio. Progetti che hanno perso di significato con i cambiamenti climatici''
Le associazioni ambientaliste puntano il dito contro il piano provinciale delle piste da sci. “Nonostante abbia meno di dieci anni alcuni dei progetti in esso contenuti sono stati pensati circa 20 anni fa, quando il cambiamento climatico era ancora uno scenario ipotizzato da pochi. Molti di questi progetti hanno perso la loro giustificazione oggi a causa del cambiamento climatico sempre più evidente”

BOLZANO. “Continuano a rinnovare impianti e ampliare le piste da sci nonostante i cambiamenti climatici e la crisi energetica. Lo fanno inserendosi in maniera preponente sul territorio” . Sono queste le parole che vengono usate da Mountain Wilderness, Heimatpflegeverband, Cai – Tam Alto Adige, Avs, Dachverband riferite al comprensorio sciistico Klausberg, in Valle Aurina, dove ha preso il via il progetto di rinnovo dell’impianto di risalita Sonnenlift.
Il controverso progetto è stato approvato dalla Giunta Provinciale poche settimane fa, nonostante il parere negativo del Comitato Ambientale. Le associazioni ambientaliste e alpiniste altoatesine criticano la procedura e chiedono una revisione dei piani regolatori comunali e del Piano di settore impianti di risalita e piste da sci.
Nei giorni scorsi, hanno spiegato le associazioni firmatarie della nota sul nuovo progetto “Sonnenlift “, sono saliti i primi escavatori per iniziare la costruzione della nuova cabinovia nel comprensorio sciistico del Klausberg.
Il progetto, presentato alla fine del 2021 per il rinnovo dell’impianto di risalita “Sonnenlift” con l’ampliamento delle relative piste da sci, prevedeva il trasferimento delle stazioni a valle e a monte e la costruzione di 14 ettari di nuove piste. A tal fine sono stati previsti disboscamenti per 18 ettari, 250.000 metri cubi di movimenti terra, tra sterro e riporto , nonché migliaia di metri quadrati di muri di sostegno, per lo più di altezze considerevoli.
Fin dalla primavera del 2022 le associazioni ambientaliste hanno presentato diverse osservazioni e contestato questo progetto, perché si trova in una zona limitrofa al parco delle Vedrette di Ries, sito Natura 2000. Poche settimane fa la Giunta Provinciale ha comunque approvato all’unanimità il progetto, nonostante la decisione fosse in netto contrasto con le raccomandazioni del Comitato Ambientale.

Da parte del Comitato Ambientale provinciale erano state sottolineati diverse criticità per un progetto che era stato fortemente sovradimensionato. “La nuova posizione della stazione a monte, come anche le nuove piste vanno ad inserirsi in maniera prepotente nel territorio, forzandone la morfologia” era stato spiegato. “La realizzazione di questo progetto comporterebbe degli sconvolgimenti indelebili dell’assetto paesaggistico del territorio, portando con sé esternalità negative che non comporterebbero solo gravi danni alla fauna e flora che caratterizzano la zona, ma andrebbero a compromettere anche la fruizione turistica-ricreativa del territorio. Le misure – è stato spiegato - di compensazione e mitigazione proposte per il progetto non sono rilevanti se messe a confronto con gli impatti negativi derivanti dallo stesso”.
Le associazioni ambientaliste puntano poi il dito verso il piano provinciale delle piste da sci. “Nonostante abbia meno di dieci anni – spiegano - alcuni dei progetti in esso contenuti sono stati pensati circa 20 anni fa, quando il cambiamento climatico era ancora uno scenario ipotizzato da pochi solitari che gridavano nel deserto. Molti di questi progetti hanno perso la loro giustificazione oggi a causa del cambiamento climatico sempre più evidente”.
Da qui la richiesta: “Chiediamo quindi la revisione dei piani urbanistici comunali e del piano provinciale per le piste da sci in modo che questi progetti, obsoleti e ad alto consumo energetico, non siano più possibili – per il bene dei contribuenti e delle generazioni future”.













