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| 16 lug 2023 | 17:33

“L’area non deve essere sacrificata a uno sci in agonia”, la Lipu dice no al nuovo bacino per l’innevamento artificiale sul Bondone

Il progetto per la costruzione di un nuovo bacino alle Viote, sul Bondone, non piace alla Lipu: “Proposta assurda, inaccettabile, controproducente, altamente impattante e deleteria”. L’opera è tuttavia ritenuta strategica dalla società impianti di Trento Funivie

“L’area non deve essere sacrificata a uno sci in agonia”, la Lipu dice no al nuovo bacino per l’innevamento artificiale sul
di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Proposta assurda, inaccettabile, controproducente, altamente impattante e deleteria”, non usa mezzi termini il delegato trentino della Lipu, Sergio Merz, nel prendere di mira il progetto per la costruzione di un nuovo bacino alle Viote sul Bondone.

 

L’opera, ritenuta strategica dalla società impianti di Trento Funivie, dovrebbe avere una capacità compresa tra i 150 mila e i 210 mila metri cubi d’acqua e servirà per l’innevamento artificiale delle piste da sci. Secondo i sostenitori del progetto il nuovo bacino sarà utilizzabile anche in caso di incendi, per l’irrigazione e come abbeveratoio per gli animali al pascolo.

 

Tuttavia la nuova zona individuata per la sua costruzione, tra la val dei Cavai e la val del Merlo, è considerata molto delicata dal punto di vista paesaggistico. La Lipu è preoccupata soprattutto per gli effetti negativi che il nuovo bacino potrà avere sull’ambiente: “L’area delle Viote, unica dal punto di vista naturalistico, non deve essere sacrificata al mondo dello sci in agonia. Siamo nella foresta demaniale e nella riserva integrale, dove esistono delle precise tutele”.

 

L’associazione ambientalista ricorda anche l’incedere dei cambiamenti climatici: “Con il riscaldamento globale c’è sempre meno neve, il che rende questo scempio un’inutile spesa pubblica”. Per la Lipu la costruzione del nuovo bacino decreterebbe pure la fine del turismo estivo. In molti infatti raggiungono a piedi questa zona per godere del paesaggio naturale. “Finora le Viote si sono salvate dai continui appetiti speculativi privatili – conclude Merz – e su questo ennesimo attacco è necessaria una mobilitazione generale delle forze ambientaliste e non solo”.

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