Due morti e decine di interventi, l'allarme del soccorso alpino: ''Sembra estate ma siamo a fine ottobre. Serve equipaggiamento appropriato''
L'appello del soccorso alpino nazionale dopo che ieri sono stati messi a referto tanti interventi quanti ne avvengono, di solito, in estate. Il soccorso alpino trentino: ''Attenzione in questo particolare periodo dell'anno, caratterizzato da temperature relativamente alte anche in quota durante il giorno e temperature che scendono durante la notte, rendendo il ghiaccio ancora più scivoloso''

TRENTO. ''Nonostante il calendario segni la fine di ottobre, le nostre attività sono simili a quelle estive: sia per il tipo di equipaggiamento, sia per il numero di interventi avvenuti nelle scorse ore''. Così il Soccorso alpino nazionale sottolinea quanto sta accadendo in questo autunno anomalo dove le temperature continuano ad essere molto alte, le giornate splendide e il paesaggio colorato da un pittoresco foliage. Ecco che, allora, tante persone scelgono ancora di darsi alle escursioni in montagna come fosse estate senza considerare i pericoli del periodo che, giocoforza, si manifestano. Uno su tutti: il buio che scende molto prima e da oggi arriverà anche con un'ora in anticipo.
Insomma il rischio di farsi cogliere dalla notte ancora in quota se ci si avventura in escursioni lunghe e complicate è molto alto e con il buio arriva anche il freddo perché se di giorno anche sopra i 2.000 metri si trovano tranquillamente 15-20 gradi, di notte la temperatura si avvicina allo zero (difficilmente lo tocca visto che lo zero termico resta ben saldo sopra i 3.000 metri). Il soccorso alpino, allora, fa il punto degli interventi di ieri: ''10 in Piemonte, 9 in Veneto, 8 in provincia di Trento e 5 in provincia di Bolzano. Tra questi - prosegue - siamo intervenuti in provincia di Cuneo, nella zona del Monte Argentera, per recuperare il corpo senza vita di un trentenne di Roma precipitato per diverse decine di metri. Stessa dinamica, purtroppo, per il ragazzo di 26 anni che cercavamo da una settimana in provincia di Trento, sul Lagorai, e che è stato ritrovato ieri da alcuni suoi parenti che si erano uniti ai soccorritori durante le ricerche''.
Due tragedie, purtroppo simili quelle di Nicola Spagnolo e dell'alpinista romano morto sulle montagne piemontesi. In entrambi i casi, infatti, i due escursionisti avevano deciso di affrontare la montagna da soli e sono precipitati tra le rocce e i canaloni per decine di metri scomparendo per giorni con conseguenti ricerche da parte della macchina dei soccorsi. Meglio è andata ieri a un uomo che è scivolato sul ghiacciaio della Vedretta degli Sfulmini nelle Dolomiti di Brenta cadendo per una trentina di metri ma riuscendo a tenere con sé il cellulare e ad allertare i soccorsi.
''Da parte nostra - concludono - come sempre, l'invito alla massima prudenza e a fornire a parenti e amici informazioni dettagliate sul proprio percorso e sulle tempistiche di percorrenza''. E ieri il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino raccomandava: ''Di fare attenzione in questo particolare periodo dell'anno, caratterizzato da temperature relativamente alte anche in quota durante il giorno e temperature che scendono durante la notte, rendendo il ghiaccio ancora più scivoloso. Si ricorda di affrontare le escursioni dove c'è la possibilità di trovare ghiaccio con l'adeguata attrezzatura''.












