Il ghiacciaio del Cevedale si scioglie a vista d’occhio (VIDEO): il laghetto in quota diventa una cascata che precipita verso valle
Il ghiacciaio del Cevedale ovviamente non è immune alle alte temperature, in questi giorni per esempio per via del suo scioglimento in quota si è formato un laghetto che a sua volta genera una cascata
MARTELLO. I ghiacciai sono in grande sofferenza. Lo dimostrano i dati e anche le immagini che arrivano dalle vette delle Alpi. Il ghiacciaio del Cevedale ovviamente non è immune alle alte temperature, in questi giorni per esempio, per via del suo scioglimento, in quota si è formato un laghetto.
Se davanti alla bocca del ghiacciaio, poco distante dal rifugio Marteller Hütte (2.610 metri di quota), si è formato un laghetto è presente anche un torrente che scendendo a valle forma un’imponente cascata. In un certo senso questo “spettacolo” mostra la velocità con la quale si sta sciogliendo il ghiacciaio, quest’ultimo un fenomeno legato al riscaldamento globale.
In questi giorni, l’impatto dei cambiamenti climatici sui ghiacciai italiani e le possibili azioni di protezione civile per il loro monitoraggio sono stati al centro di una riunione convocata dal Capo Dipartimento della protezione civile, Fabrizio Curcio. All’incontro hanno preso parte i presidenti e i rappresentanti delle Regioni e delle Province Autonome dell’arco alpino.

Dalla Commissione Grandi Rischi è emersa la necessità di modellare i meccanismi di innesco dei fenomeni di instabilità, che potrebbero anche permettere l’identificazione di validi precursori e indirizzare il monitoraggio di grandezze fisiche rilevanti nel processo e la necessità di approfondire le modalità di propagazione verso valle dei flussi conseguenti ai crolli, necessari per perimetrare le aree soggette a pericolosità.

I lavori proseguiranno insieme ai competenti organi nazionali, al fine di verificare la possibilità di individuare linee guida e criteri omogenei in tema di monitoraggio dei ghiacciai. L’obiettivo è quello di arrivare a una mappatura della pericolosità e del rischio in ambiente glaciale e periglaciale, oltre all’individuazione delle aree particolarmente critiche sulla base della tipologia dei ghiacciai, dell’informazione storica e delle evidenze dei fenomeni in atto. Da qui saranno poi predisposti dei sistemi di monitoraggio sulle aree a maggiore criticità.














