''Il ghiacciaio dell'Adamello ha già perso 46 metri, il doppio rispetto all'anno scorso a fine estate''
La commissione glaciologica della Sat ha fatto il punto sullo stato di salute del Mandrone: ''Quest'anno, alla misurazione di fine luglio siamo già a 46 metri di arretramento contro i 23 misurati lo scorso anno ad inizio autunno, e contro i 12 misurati l'anno precedente''

ADAMELLO. Metà estate e il ghiacciaio dell'Adamello ha già perso 46 metri rispetto ai 23 persi l'anno scorso a fine estate e i 12 persi nel 2019. Di fatto oggi è arretrato di 128 metri mentre nel 2021 a metà settembre era arretrato di 82 metri, nel 2019 di 59 e nel 2018 di 47 metri.
Lo certifica la commissione glaciologica della Sat che ha pubblicato un post dove spiega che ''le fluttuazioni di arretramento tra un anno e l'altro sono legate all'andamento della stagione estiva e ai depositi di neve invernali, oltre che alla particolare conformazione della fronte che può anche arretrare più o meno velocemente a causa della sua morfologia''. Ma aggiunge anche: ''In ogni caso, quest'anno, alla misurazione di fine luglio siamo già a 46 metri di arretramento contro i 23 misurati lo scorso anno ad inizio autunno, e contro i 12 misurati l'anno precedente. L'ordine di grandezza tra le diverse misure è abbastanza evidente. Morfologie a parte, fa caldo''.
Un modo per dire che c'è ben poco da scherzare. Si può cercare di dare la colpa a mille concause rispetto a quanto sta accadendo ma è innegabile l'impatto della crisi climatica che stiamo vivendo sul nostro ecosistema oltre che sulle nostre vita. Nelle scorse ore vi davamo notizia, per esempio, della situazione siccità.
L'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti, spiegava che ''la particolarità di questa fase è che guardando all'ultimo anno solo in 3 mesi, novembre 2021, maggio 2022 e luglio 2022, le precipitazioni si sono avvicinate (dal basso) alle medie degli ultimi 30 anni: tutti gli altri mesi sono stati ben al di sotto dei livelli medi. In Trentino oggi il deficit pluviometrico va dal 20-30% nella aree settentrionali fino al 50% registrato in Vallagarina”.
Una situazione drammatica che si fa sentire anche sulle nostre montagne dove l'assenza di neve ha impedito il formarsi della fondamentale copertura che protegge i ghiacciai con l'arrivo della bella stagione. Totalmente esposti ai raggi del sole e con lo zero termico salito sopra i 4.000 metri per moltissimi giorni l'agonia dei ghiacciai alpini è sempre più evidente.













