“Potrebbe aver combattuto con un altro lupo”, il maschio alpha si allontana dal suo branco. Gli spostamenti tracciati dagli esperti: “Potrebbe formare un nuovo nucleo”
L’esperto: “Uno dei lupi del progetto di telemetriaproattiva, un maschio di almeno 4 anni con comportamento da capobranco, ha deciso pochi giorni fa di abbandonare il proprio territorio per andare in dispersione”. All’origine potrebbe esserci uno scontro con un altro maschio

BELLUNO. Sull’intero arco alpino la presenza dei lupi è in aumento. Si tratta di un ritorno naturale di questi grandi carnivori che dopo la caccia spietata che li aveva portati praticamente a sparire da molte regioni italiane ora, grazie alle leggi che li tutelano, stanno ri-colonizzando le montagne di Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. Da notare che la specie è presente da sempre anche nel resto della Penisola.
Con il ritorno di questi grandi carnivori però aumentano pure i contrasti con l’uomo. L’argomento è oggetto di un forte dibattito che polarizza l’opinione pubblica. Eppure molto spesso le conoscenze su questi animali sono scarse se non addirittura condizionate da vere e proprie fake news.
Per esempio in pochi sanno come nasce un nuovo branco di lupi. “È convinzione comune che siano i lupi giovani, al primo o al secondo inverno, ad allontanarsi dalla propria famiglia per andare in dispersione, ma non è sempre così”, spiega Duccio Berzi, esperto di conservazione della fauna e responsabile delle operazioni sul campo del progetto nell’ambito del progetto di monitoraggio sui lupi coordinato da Marco Apollonio dell’Università di Sassari e realizzato in collaborazione con la Regione Veneto.
Se è vero che in genere con l’arrivo dell’inverno alcuni individui si staccano dalla propria famiglia per trovare un compagno e stabilirsi in aree libere da altri lupi, gli esperti che operano in Veneto stanno osservando tre esperienze diverse con due femmine e un maschio che stanno cercando di formare un nuovo branco.
“Uno dei lupi del progetto di telemetriaproattiva – riprende Berzi – un maschio di almeno 4 anni con comportamento da capobranco, ha deciso pochi giorni fa di abbandonare il proprio territorio per andare in dispersione, come già hanno fatto due ‘nostre’ femmine, Cimbra e Luna”. Il comportamento dell’esemplare rispetto al branco e le gocce di sangue rinvenute in alcuni dei giacigli utilizzati nelle ultime settimane secondo gli esperti potrebbero dimostrare come questo allontanamento sia legato a uno scontro con un altro lupo, avvenuto ora in periodo pre-riproduttivo.

Non solo, perché il comportamento fin qui analizzato conferma anche gli studi sulla dispersione dei lupi (QUI un approfondimento) che vedono le femmine maggiormente legate al territorio in cui sono nate. Le femmine, a differenza dei maschi, tendono a stabilirsi in zone più vicine, senza compiere grandi spostamenti. “Il maschio che stiamo monitorando – afferma Berzi – non si è fermato nelle vicinanze ma è partito per un lungo spostamento verso nord-est che non sappiamo ancora dove e quando avrà termine. Esattamente al contrario di quanto fece dieci anni fa il suo progenitore Slavc”.
A questo punto gli esperti sono curiosi di capire, grazie alla telemetria (e alla collaborazione del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e alla polizia provinciale), il grado di sovrapposizione tra i territori dei lupi confinanti, le interazioni tra individui geneticamente imparentati tra loro, l’eventuale ridimensionamento degli home ranges originari e soprattutto lo stile di vita di questi lupi nei contesti di nuovo insediamento, decisamente più antropizzati rispetto alle zone di origine. “La speranza – conclude Berzi – è quella di documenteremo la nascita di un nuovo branco”.













