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| 30 apr 2022 | 17:48

Sale l'attesa al Film Festival per ''White out. La conquista dell'inutile'': l'alpinismo diventa arte con gli scritti di Messner, Bonatti e dei grandi della montagna

Nel terzo giorno di Trento Film Festival, domenica 1 maggio, al Teatro Sociale la serata evento con uno spettacolo in cui l’alpinismo diventa linguaggio artistico, ispirato dagli scritti di Messner, Bonatti e di altri grandi del mondo della montagna

di Monica Malfatti

TRENTO. Trasformare arrampicata ed alpinismo in un linguaggio artistico. È questo l'ambizioso progetto rappresentato dallo spettacolo White Out. La conquista dell'inutile (Qui info), in programma domenica 1 maggio alle 21 presso il Teatro Sociale di Trento.

 

Se a metà degli anni Ottanta Antoine Le Menestrel inventava la danse-escalade (un nuovo modo di affrontare le vie d'arrampicata “in punta di piedi”, ovvero coreografando le proprie salite), con questo spettacolo Piergiorgio Milano presenta un'esperienza analoga, ma capace invece di far incontrare danza contemporanea, circo di creazione e montagna direttamente sul palco di un teatro.

 

Dopo aver presentato lo scorso anno, nella sezione Alp&Ism, un documentario dedicato proprio a Le Menestrel e alla sua attività (L'escalade libérée, Francia/2020/26'), quest'anno il Festival ospiterà l'inedita e altrettanto visionaria performance di White Out. Un'esibizione che affronta i temi della morte, dell'amicizia, del rischio e della fiducia, raccontandone le mille sfaccettature nei tempi, negli spazi e nei linguaggi di danza e teatro e agganciandoli magistralmente ad una trama alpinistica.

 

Lo spettacolo segue infatti le gesta di una vera e propria spedizione, ispirandosi ai coinvolgenti racconti, fra gli altri, di Walter Bonatti, Reinhold Messner, Giampiero Motti, Jon Krakauer e Joe Simpson.

 

“White out”, nel linguaggio alpinistico, è la completa perdita di punti di riferimento dovuta alle condizioni meteorologiche avverse: la narrazione di tale disorientamento, tipicamente umano, fa qui da corollario ad un racconto di conquista che – parafrasando il grande alpinista Lionel Terray – si rivela a tratti “inutile”, nella sua comunque costitutiva meraviglia.

 

Uno spettacolo avvincente per cui sono ancora disponibili alcuni posti, acquistabili – al prezzo intero di 18 euro e ridotto a 15 euro (Qui info e prenotazione).

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